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Società recupero crediti, troppe telefonate, occhio agli abusi

Società recupero crediti, troppe telefonate, occhio agli abusi

Tanti modenesi subissari da chiamate. Lo segnala U.di.con, Paldini: 'Pratiche scorretta, verificare subito il debito effettivo, e seganate gli abusi'


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Telefonate su telefonate anche più volte al giorno. Richieste di saldo per debiti pregressi e importi poco trasparenti, in particolare per bollette arretrate di luce e gas e utenze telefoniche. Nelle ultime settimane U.Di.Con. Emilia-Romagna registra un aumento notevole di consumatori, anche modenesi, che segnalano l’insistenza di società di recupero crediti, a volte di provenienza dubbia, con metodi spesso inopportuni, al limite della minaccia. Se la fase pandemica aveva in parte arginato questa aggressività, ora i cittadini vengono letteralmente presi d’assalto. U.Di.Con si sta facendo carico di queste posizioni, contattando direttamente alcune società di recupero crediti per approfondire i singoli casi e farsi fornire i conteggi esatti delle posizioni debitorie. A sorpresa, però, non sono rari i casi in cui queste società, una volta contattate dai nostri uffici, dichiarano che la posizione del cittadino è già stata archiviata. Emergerebbe, in sostanza, che diverse azioni di recupero crediti siano di natura discutibile, probabilmente frutto di un’attività irregolare.
U.Di.Con. Emilia-Romagna ricorda che l’attività di   recupero crediti verso i consumatori  comprende tutti quegli interventi finalizzati ad ottenere il pagamento di una somma dovuta da un soggetto privato per un  debito nei confronti di una impresa . Tale attività, però, deve essere svolta nel rispetto delle  normative di legge  e dei  codici di autoregolamentazione  che si sono dati alcuni gestori.
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In particolare, queste società devono relazionarsi con i consumatori preservando un ruolo di mera intermediazione, che deve essere svolto con professionalità e rispetto dei diritti dei consumatori . Tali realtà devono richiedere unicamente al cittadino il pagamento di somme documentabili, certe ed esigibili. Ne deriva che le  società di recupero crediti  sono obbligate a sospendere ogni attività nel caso in cui il consumatore comprovi con le dovute documentazioni la pendenza di una  ‘ contestazione del credito’  o di aver attivato una  procedura di conciliazione’.
“ La prima cosa da fare quando si viene contattati da una società di recupero crediti è verificare la reale esistenza del debito – dichiara il presidente regionale di U.Di.Con. , Vincenzo Paldino -. Sono frequenti, infatti, i casi in cui gli operatori forniscono  comunicazioni improvvisate che sono facilmente riconoscibili perché il riferimento alla posizione debitoria è molto superficiale e generico. E’  illegittima ogni modalità di ricerca del debitore che sia lesiva della sua riservatezza o della dignità personale. Inoltre, va fatta attenzione ad alcune minacce che queste presunte società fanno ai cittadini, con informazioni che non corrispondono assolutamente al vero.
Penso, per esempio, al rischio che il mancato pagamento di un debito possa comportare il carcere, trattandosi di materia civilistica; oppure alla possibilità che si proceda con l’immediato pignoramento dei beni perché è prima necessario che intervenga un giudice con un provvedimento apposito. Non corrisponde a realtà neppure la possibilità di venire iscritti nella ‘banca dati dei cattivi pagatori’ perché questo è possibile  solo se il debito è stato contratto con un istituto di credito  o con una finanziaria. Invitiamo tutti i cittadini contattati da queste società a rivolgersi a U.Di.Con per tutte le verifiche del caso”.

Nella foto, Vincenzo Paldini, presidente regionale U.Di.Con Emilia-Romagna
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