U.Di.Con. Emilia-Romagna ricorda che l’attività di recupero crediti verso i consumatori comprende tutti quegli interventi finalizzati ad ottenere il pagamento di una somma dovuta da un soggetto privato per un debito nei confronti di una impresa . Tale attività, però, deve essere svolta nel rispetto delle normative di legge e dei codici di autoregolamentazione che si sono dati alcuni gestori. In particolare, queste società devono relazionarsi con i consumatori preservando un ruolo di mera intermediazione, che deve essere svolto con professionalità e rispetto dei diritti dei consumatori . Tali realtà devono richiedere unicamente al cittadino il pagamento di somme documentabili, certe ed esigibili. Ne deriva che le società di recupero crediti sono obbligate a sospendere ogni attività nel caso in cui il consumatore comprovi con le dovute documentazioni la pendenza di una ‘ contestazione del credito’ o di aver attivato una procedura di conciliazione’.
“ La prima cosa da fare quando si viene contattati da una società di recupero crediti è verificare la reale esistenza del debito – dichiara il presidente regionale di U.Di.Con. , Vincenzo Paldino -. Sono frequenti, infatti, i casi in cui gli operatori forniscono comunicazioni improvvisate che sono facilmente riconoscibili perché il riferimento alla posizione debitoria è molto superficiale e generico. E’ illegittima ogni modalità di ricerca del debitore che sia lesiva della sua riservatezza o della dignità personale. Inoltre, va fatta attenzione ad alcune minacce che queste presunte società fanno ai cittadini, con informazioni che non corrispondono assolutamente al vero.
Nella foto, Vincenzo Paldini, presidente regionale U.Di.Con Emilia-Romagna


