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Uil: 'Emilia Romagna ha nel suo dna anticorpi per combattere le mafie'

Uil: 'Emilia Romagna ha nel suo dna anticorpi per combattere le mafie'

Bosi: 'L'Emilia-Romagna è un territorio dove la mafia fa affari, ma gli amministratori locali hanno un ruolo centrale nel segnalare'


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Da un lato la soddisfazione per i risultati del lavoro della magistratura e della Guardia di finanza di Bologna, che ha sequestrato beni per 27 milioni di euro ed eseguito misure cautelari a carico di 23 persone nell'ambito dell'operazione anti-'ndrangheta 'Radici'. Dall'altro, però, resta 'il profondo rammarico nel vedere l'Emilia-Romagna così profondamente infiltrata delle organizzazioni mafiose'. Questo il commento di Giuliano Zignani, segretario regionale della Uil, all'operazione delle Fiamme gialle. L'Emilia-Romagna, osserva Zignani, 'è una terra ricca di imprese, che fa gola a chi opera nell'illegalità, ma è anche una regione che ha nel suo dna gli anticorpi per combattere e denunciare la criminalità'. E proprio 'denunciare', secondo il dirigente sindacale, è 'la chiave' per far emergere situazioni come quella scoperta dalla Guardia di finanza. Da parte sua, Zignani sottolinea che 'da sempre noi siamo impegnati nel combattere ogni forma di illegalità', e assicura che 'le nostre sedi hanno sempre accolto e sempre accoglieranno le vittime di reati'.

Sempre intervenendo sull'operazione 'Radici', il gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena e il presidente di Confartigianato Cesenatico Alan Sacchetti esprimono 'apprezzamento e la più totale vicinanza al sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli', la cui segnalazione 'del rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio rivierasco' è stata una delle 'molle' che hanno fatto scattare le indagini della Guardia di finanza.
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Da parte sua, Confartigianato 'condivide la tristezza e il dolore espressi da Gozzoli a proposito delle infiltrazioni malavitose nel nostro territorio', ma riafferma anche 'la fiducia piena che la comunità e le istituzioni sapranno formare un fronte unito per contrastare le infiltrazioni mafiose in un territorio in cui cittadini e imprenditori onesti operano da sempre per la crescita, lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita'. Un plauso a Gozzoli arriva anche da Avviso pubblico, la rete antimafia e anticorruzione di Enti locali e Regioni, a cui aderisce anche il Comune di Cesenatico. Commentando l'inchiesta, l'assessore alla Legalità del Comune di Modena, e vicepresidente nazionale di Avviso pubblico, Andrea Bosi sottolinea che l'operazione 'Radici' 'conferma da un lato che l'Emilia-Romagna è un territorio dove la mafia fa affari, e dall'altro che gli amministratori locali hanno un ruolo centrale nel segnalare certe situazioni'. È quindi 'fondamentale denunciare i casi sospetti, come ha fatto Gozzoli', prosegue Bosi, che conclude chiedendo alle forze politiche di 'vigilare attentamente sulle persone che si offrono di fornire contributi finanziari, che militano e si candidano'.
Pur senza fare nomi, è chiaro il riferimento a Francesco Patamia, candidato alla Camera nelle ultime elezioni con la lista Noi moderati nel collegio di Piacenza e ora in carcere.
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