L’atto ispettivo nasce dalla segnalazione di quanto accaduto a Pavullo (qui la notizia).
'A Pavullo sarebbero stati somministrati vaccini anti-Covid a bambini tra i 5 e gli 11 anni, oltre il termine previsto dopo lo scongelamento. L’Ausl si è attivata per contattare le famiglie e invitarle a portare i figli in ospedale per effettuare test anticorpali di controllo col tentativo di comprendere se i vaccini, somministrati oltre il tempo previsto, abbiano comunque garantito l’adeguata copertura vaccinale ai bambini - scrive Fdi -. Alla luce di quanto appurato, Fdi chiede quali azioni verranno intraprese per garantire e tutelare la salute dei bambini vittime dell’errore e quali provvedimenti verranno presi per scongiurare il ripetersi di episodi simili'.
La nota ufficiale Ausl
Oggi l'Ausl ha diffuso la seguente nota. In attesa di poter avere informazioni più dettagliate, domande che La Pressa ha già provveduto inviare all'azienda sanitaria, riportiamo il testo del comunicato Ausl col commento della Direzione aziendale.
Nell’ambito del monitoraggio e sorveglianza dell’attività vaccinale è emersa la somministrazione a minori, di vaccino Comirnaty (in formulazione pediatrica da 10 microgrammi per bambini da 5-11 anni) correttamente conservato, secondo le procedure, in frigorifero, ma effettuata con una tempistica successiva a quella raccomandata, ad oggi, dalla ditta produttrice come ottimale in termini di efficacia, per la somministrazione dopo lo scongelamento, vale a dire 70+2 giorni. Per completezza si precisa che dall’inizio della campagna vaccinale i dati di stabilità e validità del vaccino sono in continua evoluzione e, a più riprese, sono stati prolungati e modificati dalla ditta produttrice sulla base delle evidenze scientifiche progressivamente acquisite.
La somministrazione ha interessato in tutto 33 minori, in quattro sedute tra maggio e giugno scorso. Tutti i minori sono stati correttamente identificati e l’Azienda ha provveduto a intraprendere un percorso condiviso con il Vax Consilium dell’Emilia-Romagna, organismo regionale composto da esperti del settore. Attraverso un prelievo di sangue, inviato al Laboratorio Immunologico del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, sarà possibile valutare l’avvenuta risposta anticorpale generata dalle somministrazioni oggetto di verifica. Qualora i valori non risultino adeguati, si proporrà di ripetere la vaccinazione ad almeno otto settimane di distanza dall’ultima.
La maggioranza dei genitori ha già prontamente aderito alla proposta e i prelievi sono già in corso, mentre si sta concludendo il contatto con le famiglie interessate.
Si tratta di un evento circoscritto che stiamo gestendo senza particolari problemi insieme alle famiglie - spiega la Direzione aziendale Ausl Modena -. Sono state attivate tutte le analisi e procedure per garantire la qualità e sicurezza delle prestazioni. Da un anno a questa parte l’AUSL di Modena ha somministrato oltre 132mila dosi anticovid-19 a minori, a cui si aggiungono le vaccinazioni abitualmente eseguite in ambito pediatrico. Un’attività importante che viene sempre svolta con la massima attenzione alla sicurezza.


