Udicon
La Pressa redazione@lapressa.it Notizie su Modena e Provincia
Logo LaPressa.it
Facebook Twitter Youtube Linkedin Instagram Telegram
Udicon
articoliSocieta'

Vent'anni senza Marco Pantani: rialzarsi sui pedali nonostante tutto

La Pressa
Logo LaPressa.it

Rialzarsi un giorno alla volta, nonostante le Madonne di Campiglio che ogni uomo è costretto, prima o poi, ad affrontare


Vent'anni senza Marco Pantani: rialzarsi sui pedali nonostante tutto
Paypal
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

'Mi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta però abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile'. Era il 5 giugno del 1999, Marco Pantani a Madonna di Campiglio viene escluso dal Giro d'Italia. La parola ematocrito rimbalza di bocca in bocca. Per Pantani è la fine di una carriera sportiva, un colpo all'anima dal quale non si riprenderà mai più. Meno di cinque anni dopo, il 14 febbraio 2004, nella stanza D5 del residence Le Rose di Rimini viene ritrovato il suo corpo senza vita. Aveva 34 anni, un mese e un giorno.
Sono passati vent'anni da quella tragedia. In una anonima stanza d'albergo si concludeva in modo drammatico la vita di un ragazzo diventato il simbolo per una intera generazione della voglia di combattere e di reagire davanti alle avversità, al caso, al disegno di un dio distante e sordo.

Molto più di un ciclista, molto più della metafora del passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali. Dal Pordoi a Les Deux Alpes, quando Marco Pantani si alzava sui pedali, quando si toglieva la bandana e mangiava le salite, era come se portasse con sè una fetta di Paese. Di più, era come se sulle sue spalle caricasse una marea di singoli italiani, senza bandiere: tanti singoli uomini, ognuno con la sua personale fatica quotidiana, ognuno con le sue sconfitte, le speranze e le delusioni date alle persone care e quelle subite, ma ognuno capace di immedesimarsi in quel campione piccolo, pelato, dalle orecchie grandi e dagli occhi sempre un po' tristi.
Una carriera costellata di infortuni e di sfortuna, sfidata ogni volta, colpo su colpo. Una vita fatta di sacrifici, di sorrisi e di braccia finalmente alzate al cielo.
A Gianni Mura che gli chiedeva perché andasse così forte in montagna, Pantani rispondeva: 'Per abbreviare la mia agonia'. Quasi a pronunciare incosciamente la sua disponibilità a sacrificarsi per regalare a chi lo guardava la speranza che i miracoli fossero possibili, anche a dispetto degli dei, per verbalizzare una sofferenza del cuore che forse nemmeno comprendeva fino in fondo, per dire che la strada stretta passa non dal silenziare la propria fragilità, ma dall'ammetterla. Abbracciandola. Offrendo un sorriso anche nel momento del dolore.

Vent'anni fa, in una stanza d'albergo di una Romagna assopita nel letargo invernale moriva Marco Pantani. Mentre il mare poco distante godeva della propria solitudine, libera da ragionieri in infradito e tedesche semprieterne bionde, in un giorno di San Valentino come tanti, tra pupazzetti col cuore rosso, cioccolatini e abbracci effimeri di illusi innamorati, si spegneva il sogno di una rivincita collettiva. Un sogno soffocato non tanto dagli errori del suo protagonista, quanto da una realtà spietata e, per buona parte, ancora misteriosa. Nonostante fiumi di indagini e di inchieste.

Eppure anche oggi, a vent'anni di distanza, nelle giornate senza nuvole, riemerge, come un ritornello lontano, il desiderio di riprovarci ancora, nonostante i tanti infortuni. Sfidando, se necessario, la razionalità, dando un calcio a una Fede superstiziosa, fatta di abitudine e paura. Aggrappandosi alla rabbia o alla debolezza, alla Speranza o al semplice dispetto, rialzarsi sui pedali da soli o appoggiandosi a un compagno di viaggio. Rialzarsi un giorno alla volta davanti alle Madonna di Campiglio che ogni uomo è costretto, prima o poi, ad affrontare.
Giuseppe Leonelli

Redazione Pressa
Redazione Pressa

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

Articoli Correlati
Diciannove anni senza Marco Pantani
Societa'
14 Febbraio 2023 - 13:18
A Modena una mostra dedicata al Pirata
Che Cultura
12 Maggio 2017 - 15:14

Whatsapp
Societa' - Articoli Recenti
La ciclabile Modena-Maranello sarà ..
Identificabile da un nuovo logo e relativa segnaletica collegherà anche idealmente i musei ..
02 Aprile 2024 - 18:07
Acquisti online: comprano prodotti a ..
La denuncia del presidente regionale del Codacons Fabio Galli
02 Aprile 2024 - 13:53
Ex Mercato Bestiame: dopo 20 anni ..
Il Piano Periferie ha solo accellerato un processo che sconta errori di programmazione e ..
02 Aprile 2024 - 10:03
Modena: spacciatore arrestato al Novi..
E' un 33enne tunisino. Il giudice ha disposto per lui il divieto di dimora. Lo hanno ..
02 Aprile 2024 - 01:10
Societa' - Articoli più letti
Reazioni avverse e morti: confronto ..
I morti sono stati sinora 223, 27 eventi gravi ogni 100.000 dosi. Nel periodo considerato ..
31 Maggio 2021 - 13:40
Tragedia a Bastiglia, muore a 16 ..
Il padre: 'Non credo il vaccino abbia influito. In ogni caso non mi importa il motivo, farei..
09 Settembre 2021 - 20:11
Il sindacato dei carabinieri: 'Green ..
'Al carabiniere non vaccinato è vietato mangiare in mensa con i vaccinati, però può ..
03 Ottobre 2021 - 23:39
'Trombosi cerebrale dopo la seconda ..
La storia di una ragazza 24enne residente nel milanese. Si chiama Valentina Affinito e vive ..
11 Febbraio 2022 - 14:24