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Ventuno anni fa le Brigate Rosse uccisero Marco Biagi

Ventuno anni fa le Brigate Rosse uccisero Marco Biagi

ll giuslavorista docente all'Unimore, freddato a colpi di pistola mentre faceva ritorno a casa, a Bologna. Fu il principale ispiratore della riforma del mercato lavoro varata dal governo di centro-destra. Lo scorso anno Modena gli ha attribuito la cittadinanza onoraria postuma


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Sono trascorsi 21 anni dall’assassinio del professor Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse. Il ricordo della sua lezione però continua a vivere attraverso la Fondazione a lui intitolata, voluta dalla famiglia e dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove ha insegnato per tanta parte della sua carriera accademica. E dove per mesi, fino ai giorni antecedenti a quel 19 marzo in cui fu ucciso, fu seguito e pedinato.

Consulente giuridico, con diversi incarichi governativi, è uno dei principali ispiratori della riforma del diritto del lavoro varata l’anno successivo alla sua morte dal governo di centro-destra a guida Berlusconi.

Principi ispiratori che avevano preso forma nel libro bianco sul mercato del lavoro e che riflettevano la capacità di Marco Biagi di analizzare concretamente la realtà, le trasformazioni e le inefficenze del mercato del lavoro, fornendo soluzioni concrete capaci di essere applicate a livello di governo, oltre agli schieramente politici e i retaggi ideologici. Una parte importante del fronte sindacale più di sinistra gli fu più o meno direttamente ostile.  

L'uccisione di Marco Biagi, ad opera delle Brigate Rosse, che lo atteserò nei pressi della propria abitazione in via Valdonica a Bologna, portò ad un acceso scontro politico legato alla questione della scorta negata, sfociato con le dimissioni dell'allora ministro dell'Interno Scajola.

La vicenda giudiziaria si chiuse il 30 maggio 2018.
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Oltre agli ergastoli per Lioce, Morandi, Mezzasalma e Blefari Melazzi, e 24 anni di reclusione per Boccaccini, nella stessa sede vennero stabilite anche le provvisionali di risarcimento danni: 500mila euro a favore di Marina Orlandi, altrettanti in favore della stessa quale legale rappresentante del figlio minore, Lorenzo, 50mila euro al figlio maggiore di Bigi, Francesco; 50mila euro per il padre del professore, Giorgio, 50mila alla sorella Francesca. Provvisionali di 50mila euro anche all’Universita’ di Modena e Reggio, dove il professore insegnava, 15mila euro al favore del Comune di Bologna.

A vent’anni dall’agguato terroristico in cui venne ucciso il professor Marco Biagi, Modena lo ha ricordato l'anno scorso con un Consiglio comunale straordinario svoltosi nell’Auditorium della Fondazione a lui intitolata durante il quale gli è stata conferita la cittadinanza onoraria postuma.
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