Consulente giuridico, con diversi incarichi governativi, è uno dei principali ispiratori della riforma del diritto del lavoro varata l’anno successivo alla sua morte dal governo di centro-destra a guida Berlusconi.
Principi ispiratori che avevano preso forma nel libro bianco sul mercato del lavoro e che riflettevano la capacità di Marco Biagi di analizzare concretamente la realtà, le trasformazioni e le inefficenze del mercato del lavoro, fornendo soluzioni concrete capaci di essere applicate a livello di governo, oltre agli schieramente politici e i retaggi ideologici. Una parte importante del fronte sindacale più di sinistra gli fu più o meno direttamente ostile.
L'uccisione di Marco Biagi, ad opera delle Brigate Rosse, che lo atteserò nei pressi della propria abitazione in via Valdonica a Bologna, portò ad un acceso scontro politico legato alla questione della scorta negata, sfociato con le dimissioni dell'allora ministro dell'Interno Scajola.
La vicenda giudiziaria si chiuse il 30 maggio 2018. Oltre agli ergastoli per Lioce, Morandi, Mezzasalma e Blefari Melazzi, e 24 anni di reclusione per Boccaccini, nella stessa sede vennero stabilite anche le provvisionali di risarcimento danni: 500mila euro a favore di Marina Orlandi, altrettanti in favore della stessa quale legale rappresentante del figlio minore, Lorenzo, 50mila euro al figlio maggiore di Bigi, Francesco; 50mila euro per il padre del professore, Giorgio, 50mila alla sorella Francesca. Provvisionali di 50mila euro anche all’Universita’ di Modena e Reggio, dove il professore insegnava, 15mila euro al favore del Comune di Bologna.
A vent’anni dall’agguato terroristico in cui venne ucciso il professor Marco Biagi, Modena lo ha ricordato l'anno scorso con un Consiglio comunale straordinario svoltosi nell’Auditorium della Fondazione a lui intitolata durante il quale gli è stata conferita la cittadinanza onoraria postuma.



