Paldino, partiamo da qui. Quale è la realtà Confsal oggi in provincia di Modena e quali i suoi obiettivi da segretario?
'Ho accolto favorevolmente questa nomina. La Confsal è per numeri e rappresentanza la terza a livello nazionale. In provincia di Modena, conta 10.000 iscritti nelle sue federazioni sindacali di settore. Una realtà già forte e radicata che esprime un ruolo importante e che è mio obiettivo valorizzare ulteriormente anche verso l'esterno oltre che nel rapporto con le istituzioni. Il mio obiettivo è aumentare anche i numeri, replicando il lavoro che ho svolto alla guida di Udicon Emilia-Romagna.
Quando nel 2009 diventai Presidente regionale, l'associazione aveva poche centinaia di iscritti, ora ne ha 30.000 in Emilia-Romagna. La Confsal, con i suoi 10.000 iscritti in provincia di Modena, è una realtà importante ma deve avere maggiore consapevolezza della sua forza, mettere in rete ed in sinergia le sue componenti e rilanciare l'aspetto comunicativo rispetto alle sue articolazioni, comprensive di tutti i settori del lavoro pubblico e privato. Dalla Fials per il settore socio-sanitario, alla FNA in agricoltura, dalla Fesica per commercio e artigianato e Fesica comparto ceramico, allo Snals per la scuola, alla Confsal per i Vigili del Fuoco ed UNSA per i ministeriali comparto bancari, alle federazioni attive nel campo del volontariato e ai pensionati. Una forza radicata e articolata nei diversi settori che sarà il mio obiettivo valorizzare anche nei confronti degli enti pubblici del nostro territorio”.
Il fronte sindacale è diviso non solo nelle forme, ma anche ai tavoli, tra confederali e autonomi. Come sono i rapporti con i sindacati confederali?
“Gli steccati ci sono, ma sono spesso di carattere ideologico e deleteri. Dobbiamo lavorare insieme per superare questi steccati, nell'unico vero interesse comune che è quello dei lavoratori. Il mio obiettivo è stabilire ed alimentare un dialogo che in questi anni non c'è stato a livello territoriale. In diversi casi c'è stato anche il rifiuto, da parte dei confederali, di sedersi agli stessi tavoli in cui erano presenti gli autonomi. Questo, lo ripeto, fa solo il danno dei lavoratori e offende il ruolo stesso del sindacato.


