Cinque pratiche green per gli uffici che fanno bene all’ambiente (e non solo)
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Cinque pratiche green per gli uffici che fanno bene all’ambiente (e non solo)

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Gli ultimi tre anni hanno dato la prova definitiva che sono poche le mansioni e i compiti per cui è davvero indispensabile la presenza fisica in ufficio


Cinque pratiche green per gli uffici che fanno bene all’ambiente (e non solo)
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Negli ultimi anni è cresciuta in maniera esponenziale l’attenzione per la salute del Pianeta e nei campi più diversi ciò si è tradotto nella volontà delle persone di adottare comportamenti e abitudini più sostenibili. Le implicazioni per i business non sono mancate: è stato chiesto loro di rendere più efficienti i processi produttivi o, se impossibile, di impegnarsi attivamente a compensare emissioni di CO2 e altri danni all’ambiente risultato delle lavorazioni industriali, ma anche di incentivare buone pratiche come quella del riciclo aumentando per esempio la quantità di componenti differenziabili dei packaging. Non solo i consumatori, però, anche i dipendenti hanno mostrato di apprezzare le aziende impegnate in materia di sostenibilità tanto che oggi sono spesso i posti più ambiti in cui lavorare o da cui difficilmente si vuole andar via.

Ci sono tanti modi in cui si può incentivare nel concreto e quotidianamente la sostenibilità in azienda, a partire dalle più semplici pratiche green per gli uffici.

La sostenibilità in azienda? Può partire anche da semplici pratiche green per gli uffici

Si tratta di pratiche come, per esempio, prediligere il lavoro da remoto quando possibile. Gli ultimi tre anni hanno dato la prova definitiva che sono poche le mansioni e i compiti per cui è davvero indispensabile la presenza fisica in ufficio. Lavorando da casa si riescono a gestire meglio i tempi e incastrare impegni di diverso tipo, ma soprattutto si risparmiano quegli spostamenti in metro, in treno, in auto che stancano chi deve compierli e inquinano. La mobilità cittadina ha un’impronta carbonica molto elevata, come molti studi nel tempo hanno dimostrato, ma la buona notizia viene da una ricerca recente che ha confermato come grazie allo smart working si riescono a risparmiare seicento chili di emissioni di CO2 all’anno.

Quando il remote working non è una soluzione, può esserlo il cosiddetto “smart commuting”. Sono sempre di più le aziende che lo incentivano tra le pratiche green per gli uffici e consiste essenzialmente nel rendere quanto meno inquinanti possibili gli spostamenti quotidiani da e verso i luoghi di lavoro preferendo i mezzi pubblici per esempio o condividendo l’auto con più colleghi o altri vicini d’ufficio. Anche la ratio ultima dello smart commuting è ridurre il numero di mezzi circolanti ogni giorno e, di conseguenza, la quantità di emissioni di anidride carbonica. Allo scopo può aiutare anche preferire, specie se le distanze sono brevi e lo permettono, andare a lavoro in bicicletta o in monopattino come sempre più persone fanno ormai in città.

In ufficio, certo, inquinano soprattutto la grande quantità di macchinari e dispositivi che ogni giorno restano attaccati alla corrente elettrica per diverse ore al giorno. Quando non ci sono reali necessità di lasciarli sempre accesi, una buona pratica green e antispreco potrebbe essere così preoccuparsi personalmente di spegnerli dopo averli utilizzati. Vale soprattutto per computer e stampanti, che in a volte rimangono anche per giorni in stand-by continuando a consumare energia, e per condizionatori e luci che nessuno spegne pensando sempre che ci sarà qualcun altro che si occuperà di farlo. Ridurre il ricorso alla luce artificiale, per altro, potrebbe aiutare a rendere più confortevole l’ambiente di lavoro e ad aumentare produttività e buon umore dei lavoratori, com’è stato provato è capace di fare la luce naturale.

Molte delle pratiche green per gli uffici hanno come parola chiave proprio ridurre. Se si considera la quantità di documenti e faldoni che rimangono per anni inutilizzati in archivio prima di essere distrutti, si capisce per esempio l’importanza di ridurre l’uso delle stampanti. Non c’è sempre bisogno di avere una copia fisica di tutto, comprese bozze e duplicati di documenti che spesso continuano a essere stampati solo per abitudine. Molti documenti, anzi, sono più facili da lavorare e da conservare se disponibili in formato digitale. Gli archivi in cloud sono più sicuri, per altro, contro incidenti di varia natura (incendi, allagamenti, furti, eccetera) che ogni giorno rischiano di far perdere alle aziende documenti importanti. Anche per i file, però, vale la regola d’oro del ridurre il più possibile: realizzarli, salvarli, scambiarli via mail richiede infatti un cospicuo scambio di dati che è responsabile di quello che è ormai conosciuto come inquinamento digitale. Per combattere anche l’ultimo le aziende potrebbero partire dall’adottare policy semplici come limitare il numero di mail scambiate durante la giornata o quello di video call a cui i dipendenti sono costretti a partecipare.

Come alcune città hanno cominciato a fare, infine, anche in ufficio dovrebbe essere bandita la plastica monouso in pausa pranzo e per bicchieri, tazze, tazzine, eccetera. Ai dipendenti possono essere forniti bicchieri riutilizzabili personalizzati, che trovi per esempio su Giftcampaign, che non solo inquinano di meno ma si rivelano spesso anche un gadget divertente e capace di creare un certo senso di appartenenza. Lo stesso vale per borracce e portapranzo, ma le soluzioni green come quelle in materiali compostabili non mancano neanche quando si è alla ricerca di oggetti usa e getta.

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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