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Allarme coronavirus, rivolta nel carcere a Modena: incendio e paura

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Il tentativo sedato dalle forze dell'ordine ha visto anche divampare un incendio all'interno del carcere. Oggetto della rivolta pare lo stop alle visite a causa del nuovo decreto sul coronavirus. Feriti lievi gli agenti e sanitari. Un soggetto grave per intossicazione da farmaci


Allarme coronavirus, rivolta nel carcere a Modena: incendio e paura
Rivolta improvvisa all'interno del carcere di Modena oggi pomeriggio poco dopo le ore 14. Un gruppo di detenuti ha innescato una rivolta contro gli agenti della polizia penitenziaria. Una rivolta imponente che avrebbe coinvolto più di 50 degli oltre 400 detenuti del carcere. Il bilancio dei feriti conseguenti agli scontri con i detenuti e ai fumi sprigionati dall'incendio è in evoluzione. Al pronto Soccorso dell'Ospedale Civile di Baggiovara sono giunte 1 guardia lievemente ferita e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato. 
I sanitari coinvolti fanno parte del contingente di 2 medici, 2 coordinatori infermieristici 7 infermieri impegnati nell'assistenza ai detenuti. 
Al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena è giunto un codice rosso, un uomo con un'intossicazione da farmaci che ora sta meglio ma rimarrà in osservazione. 
Sono coinvolti nella gestione della situazione 8 mezzi del Servizio Emergenza Territoriale 118 Modena Soccorso; è stato anche allestito un PMA, Posto medico avanzato, una struttura medicalizzata sul luogo  dell'evento che permette di classificare la gravità delle condizioni dei feriti secondo i criteri del triage e indirizzarli poi verso i luoghi di assistenza più appropriati. Sono presenti sul posto anche due  coordinatori del 118 e un medico.
 



I fatti

La rivolta dei detenuti ha visto anche il divampare di un incendio all'interno del carcere: in fiamme diversi materassi e una lunga colonna di fumo nera si è alzata dal carcere Sant'Anna. Sul posto un grande spiegamento di forze. Oltre ai vigili del fuoco che hanno domato le fiamme, sul posto sono arrivati in via via i reparti speciali di Polizia di Stato e Carabinieri. La situazione ha registrato un escalation di tensione. I detenuti si sarebbero infatti barricati in un'area del comparto centrale del carcere. Per farli desistere sono stati sparati alcuni colpi, per avvertimento. Senza risultato. La resistenza dei detenuti ha necessitato la richiesta di rinforzi dai reparti speciali di Polizia di Stato e Carabinieri. Da Bologna e Reggio Emilia. Più di 100 le unità speciali che alle ore 16 erano già presenti sul posto. Per garantire la messa in sicurezza dell'intero edificio, bloccare le possibili via di fuga, anche dal tetto, e garantire la sicurezza dell'azione di forza messa in campo. Subito si pensava ad una irruzione massiccia, poi si sono gli visti gli effetti di una azione mirata. Con agenti e militari a recuperare i rivoltosi, partendo da coloro che nel frattempo avevano deciso di desistere. Portati all'esterno, ad uno ad uno, e divisi. Alcuni portati all'interno di una tenda per le verifiche sanitarie, ed altri in un edificio del carcere. Alle ore 17 erano circa una ventina i detenuti bloccati e portati all'esterno. Nel corso delle operazioni era stato appiccato un altro incendio, pare di materassi, subito domato.





Oggetto e all'origine della rivolta un mix di motivazioni: lo stop alle visite, scattato oggi a causa del nuovo decreto sul coronavirus (una cinquantina i familiari bloccati all'esterno della struttura), il blocco delle uscite premio, derivato dal nuovo decreto in vigore da oggi, oltre che i problemi di sovraffollamento, aggravati dall'emergenza sanitaria legati alla (non ancora confermata ufficialmente), presenza un detenuto positivo al coronavirus.

In fiamme, nel primo incendio, anche materiale sanitario. Elemento che ha fatto scattare anche una emergenza sanitaria che ha necessitato l'interevento di altro personale speciale che ha proceduto alla disinfestazione dei locali in ingresso ed in uscita dai locali. Al termine dell'intervento le forze dell'ordine hanno portato all'esterno della struttura diversi carcerati in manette sottoponendoli anche a controlli sul coronavirus.



Al termine della rivolta i feriti che si sono rivolti agli ospedali cittadini sono tutti lievi e verranno dimessi. Al pronto soccorso dell'ospedale di Baggiovara sono giunte una guardia lievemente ferita e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato. I sanitari coinvolti fanno parte del contingente di due medici, due coordinatori infermieri e 7 infermieri impegnati nell'assistenza ai detenuti.

Gianni Galeotti

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