
I fatti
La rivolta dei detenuti ha visto anche il divampare di un incendio all'interno del carcere: in fiamme diversi materassi e una lunga colonna di fumo nera si è alzata dal carcere Sant'Anna. Sul posto un grande spiegamento di forze. Oltre ai vigili del fuoco che hanno domato le fiamme, sul posto sono arrivati in via via i reparti speciali di Polizia di Stato e Carabinieri. La situazione ha registrato un escalation di tensione. I detenuti si sarebbero infatti barricati in un'area del comparto centrale del carcere. Per farli desistere sono stati sparati alcuni colpi, per avvertimento. Senza risultato. La resistenza dei detenuti ha necessitato la richiesta di rinforzi dai reparti speciali di Polizia di Stato e Carabinieri. Da Bologna e Reggio Emilia. Più di 100 le unità speciali che alle ore 16 erano già presenti sul posto. Per garantire la messa in sicurezza dell'intero edificio, bloccare le possibili via di fuga, anche dal tetto, e garantire la sicurezza dell'azione di forza messa in campo. Subito si pensava ad una irruzione massiccia, poi si sono gli visti gli effetti di una azione mirata. Con agenti e militari a recuperare i rivoltosi, partendo da coloro che nel frattempo avevano deciso di desistere. Portati all'esterno, ad uno ad uno, e divisi.

Oggetto e all'origine della rivolta un mix di motivazioni: lo stop alle visite, scattato oggi a causa del nuovo decreto sul coronavirus (una cinquantina i familiari bloccati all'esterno della struttura), il blocco delle uscite premio, derivato dal nuovo decreto in vigore da oggi, oltre che i problemi di sovraffollamento, aggravati dall'emergenza sanitaria legati alla (non ancora confermata ufficialmente), presenza un detenuto positivo al coronavirus.
In fiamme, nel primo incendio, anche materiale sanitario. Elemento che ha fatto scattare anche una emergenza sanitaria che ha necessitato l'interevento di altro personale speciale che ha proceduto alla disinfestazione dei locali in ingresso ed in uscita dai locali. Al termine dell'intervento le forze dell'ordine hanno portato all'esterno della struttura diversi carcerati in manette sottoponendoli anche a controlli sul coronavirus.




