Iscriviti al canale Telegram de La Pressa
Mivebo
La Pressa redazione@lapressa.it Notizie su Modena e Provincia
Logo LaPressa.it
Facebook Twitter Youtube Linkedin Instagram Telegram
Iscriviti al canale Telegram de La Pressa
notiziarioLa Nera

Blitz antidroga a Bologna, nei guai famiglia a cui citofonò Salvini

La Pressa
Logo LaPressa.it

Padre in carcere, moglie indagata e misure cautelari per 2 figli


Blitz antidroga a Bologna, nei guai famiglia a cui citofonò Salvini

Anche la famiglia residente nel rione bolognese del Pilastro a cui il leader leghista Matteo Salvini citofonò nel gennaio del 2020, chiedendo se in quella casa si spacciava, è coinvolta nell’indagine antidroga della Polizia di Bologna che ha portato all’emissione di 25 misure cautelari, quasi tutte già eseguite. In particolare, a quanto si apprende, il padre 60enne del ragazzo destinatario della citofonata è finito in carcere, la madre è indagata -ma nei suoi confronti non sono state disposte misure cautelari- un figlio della coppia ha ricevuto l’obbligo di permanenza in abitazione e per il suo fratellastro, ancora irreperibile, è stata disposta la custodia in carcere.

Nel dettaglio, il gip bolognese Maria Cristina Sarli ha disposto, su richiesta del pm della Dda (Direzione distrettuale antimafia) Roberto Ceroni, 14 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, sei di applicazione degli arresti domiciliari e quattro di obbligo di dimora, mentre il gip del Tribunale dei minori ha disposto l’obbligo di permanenza in abitazione per il ragazzo a cui citofonò Salvini, che all’epoca dei fatti oggetto dell’inchiesta era minorenne.
Altre 18 persone -12 maggiorenni e sei minori- sono indagate a piede libero. Agli indagati, che sono di nazionalità marocchina, tunisina, italiana e albanese, vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di spaccio. Le misure cautelari sono state eseguite dalla Squadra mobile di Bologna con l’aiuto del Reparto prevenzione crimine Emilia-Romagna orientale e del Settimo Reparto mobile e con l’impiego di un mezzo aereo del Terzo Reparto volo di Bologna.

L’indagine, spiega la Questura, ha preso le mosse dall’omicidio, avvenuto al Pilastro il 28 agosto 2019, del 28enne Nicola Rinaldi, accoltellato in via Frati dal vicino di casa Luciano Listrani. Gli investigatori avevano subito ipotizzato che il movente potesse essere legato allo spaccio di droga, ipotesi poi confermata dai successivi accertamenti sulla famiglia della vittima, attiva nello spaccio di hashish e cocaina.

In particolare, fa sapere il dirigente della Squadra mobile, Roberto Pititto, l’inchiesta ha fatto emergere due figure apicali nell’ambito dell’organizzazione: si tratta di un 46enne albanese e di un 38enne marocchino, compagni di due delle sorelle di Rinaldi (una delle quali è a sua volta indagata). Entrambi hanno precedenti anche specifici, e addirittura il 46enne, che nel periodo delle indagini (autunno 2019-marzo 2020) era in carcere per un tentato omicidio, anche mentre era detenuto comandava l’organizzazione passando i propri ordini alla compagna. L’altro capo, il 38enne marocchino, si occupava di individuare i fornitori, vendeva partite di droga a clienti e ad altri componenti dell’associazione e comandava una rete di pusher, anche minorenni, di cui faceva parte anche un suo nipote, all’epoca 19enne. Quest’ultimo, assieme ad un altro giovane che allora era minorenne, gestiva a sua volta un’altra rete di giovanissimi spacciatori, e i due erano anche riusciti ad acquistare, attraverso un loro canale, alcuni chili di hashish.

Le indagini, che sono anche state agevolate -sottolinea Pititto- dalla collaborazione di una parte dei residenti del Pilastro, sono state svolte anche piazzando delle videocamere in alcune cantine di via Frati, dove veniva nascosta la droga, e delle microspie nelle auto di alcuni indagati, e nel corso delle investigazioni è stato anche arrestato e portato in carcere (anche se ora è latitante dopo essere evaso dagli arresti domiciliari) il principale fornitore dell’organizzazione, un albanese che era ‘tenuto d’occhio’ nell’ambito di un’altra inchiesta e che lavorava con tre connazionali e un italiano. Proprio a seguito della carcerazione del suo fornitore, il 38enne marocchino, evidentemente preoccupato, aveva deciso di spostare la droga dalle cantine di via Frati, portandola prima in casa di un complice in via Svevo, poi a Pontelagoscuro, frazione del Comune di Ferrara, mentre l’hashish era stato spostato in alcune cantine di via Salgari nel gennaio del 2020.

Nonostante queste precauzioni, però, nel corso delle indagini sono stati sequestrati due chili di cocaina e otto di hashish, ed è stato anche documentato l’acquisto, da parte del 38enne, di una partita di due chili di cocaina da alcuni fornitori albanesi e di una di otto chili di hashish da un connazionale residente nel modenese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati erano in grado di spacciare, ogni mese, circa due chili di droga tra hashish e cocaina, con un giro d’affari stimato, solo per lo spaccio di cocaina, di 50.000 euro mensili. Ora, però, la Polizia è riuscita a smantellare l’organizzazione, eseguendo le misure cautelari e sequestrando anche quattro auto di media cilindrata, due motocicli, 20.000 euro in contanti e, a carico di due indagati, rispettivamente un chilo e due etti di hashish trovati oggi nelle loro abitazioni.



Paypal
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.


Redazione La Pressa
Redazione La Pressa

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli.Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, s..   Continua >>


 
 
 
 

Mivebo

La Nera - Articoli Recenti
Cimoncino: corpo anziano disperso ..
Rintracciato dal Soccorso Alpino nel decimo ed ultimo giorno di ricerche, con i cani ..
30 Luglio 2022 - 17:53
Morto improvvisamente Roberto Nobile,..
Nato a Verona ma ragusano d'origine, sul piccolo schermo aveva debuttato con La Piovra
30 Luglio 2022 - 17:34
Coda per incendio in A1, ragazzi ..
L'automobilista che ha travolto uno dei quattro svizzeri, aveva cercato di eludere la stessa..
30 Luglio 2022 - 17:20
Carpi, malore improvviso: morto ..
Appassionato di vela, stava trascorrendo la sua vacanza al mare quando è stato colto dal ..
28 Luglio 2022 - 21:25
La Nera - Articoli più letti
L'orrore di Reggio: bambini affidati ..
Dall'inchiesta condotta dai Carabinieri emerge una realtà inquietante, da film horror. Due ..
28 Giugno 2019 - 09:33
Orrore Bibbiano, la Bolognini e gli ..
Ed ecco il video integrale del convegno, patrocinato dalla Regione, 'Quando la notte abita ..
29 Luglio 2019 - 07:00
Bibbiano, minore usata come 'cavia' ..
La lettura della ordinanza del Gip. Il caso della ragazza che mai risulta essere stata ..
04 Agosto 2019 - 15:14
Da Pavullo a Sassuolo, partorisce in ..
E' successo nella notte, protagonista una donna residente nell'alto Frignano. Dopo il ..
18 Febbraio 2018 - 22:39