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Modena, la Knox ritorna da 'eroina': ma ecco cosa dice la sentenza

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E' la prima volta che Amanda torna in Italia dopo essere stata assolta per l'omicidio di Meredith. Riportiamo passaggi controversi della sentenza del 2015


Modena, la Knox ritorna da 'eroina': ma ecco cosa dice la sentenza


Domani inizia a Modena il tanto atteso Festival della giustizia penale. Un festival promosso dalla Camera penale di Modena insieme a Italy innocence project e che ha avuto rilievo nazionale e internazionale per la presenza sabato di Amanda Knox che affronterà il tema del 'Processo penale mediatico' insiema all'avvocato Guido Sola, a Raffaella Calandra, Andrea Mascherin, Vinicio Nardo e Martina Cogossi
E' la prima volta dopo 8 anni che Amanda Knox torna in Italia dopo essere stata assolta nel 2015 per l'omicidio di Meredith Kercher con sentenza della Quinta senzione penale della Cassazione firmata dal presidente Gennaro Marasca e dal relatore Paolo Antonio Bruno. Con quella sentenza vennero annullate senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e alla Knox, assolvendoli per non aver commesso il fatto per mancanza di prove certe e per la presenza di numerosi errori nelle indagini.

Una sentenza di assoluzione che chiuse il caso e che, alla vigilia del ritorno in Italia della Knox, abbiamo voluto rileggere nella sua interezza e che merita di essere riportata nei passaggi comunque critici delle 52 pagine di motivazione. Sette passaggi su tutti che vogliamo riportare integralmente con le pagine originali della sentenza, forse mai pubblicate nella sua interezza.

1. E' un dato conclamato, da sentenza, che la Knox era nell'abitazione di Meredith al momento dell'omicidio.

2. La Knox era presente, anche in quanto era a conoscenza di particolari dell'omicidio che la polizia ancora non conosceva, così come  era a conoscenza dell'estraneità di Lumumba.


3. Per la sentenza è 'incontrovertibile' che altre persone abbiano partecipato all'omicidio oltre a Guede (l'ivoriano ricordiamo condannato con rito abbreviato). E ciò deriva non solo dalla sentenza in giudicato su Guede bensì da 'altri elementi di prova che ne confermano l'attendibilità'.


4. La sentenza certifica che la presunta effrazione in casa è una 'messinscena'.

Da notare dunque che queste sono verità giudiziarie presenti nelle motivazioni della sentenza definitiva di assoluzione: il dato cioè che la Knox fosse certamente presente e che Meredith sia stata uccisa fisicamente da altre persone oltre a Guede.

5. La sentenza certifica che la Knox si è lavata le mani del sangue della vittima, cosa che viene definita una “eloquente riprova”; per questo fatto la Corte prospetta solo due possibilità: o la Knox era coinvolta direttamente  nell'azione omicidiaria, oppure il contatto con il sangue è avvenuto in un momento successivo nel 'probabile tentativo di rimuovere le tracce' al fine di “coprire qualcuno” e “allontanare da sé i sospetti”. La Quinta Sezione questo dice.



6. Durante l’interrogatorio del 6 novembre 2007 alla Knox, che non parlava bene l’italiano, non fu affiancato un interprete né un avvocato. Per questo a gennaio di quest'anno la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcirla. Ebbene, in basa alla sentenza del 2015, una eventuale pronuncia favorevole alla Knox da parte della Corte Europea non potrebbe 'in alcun modo scalfire' il giudicato di colpevolezza per calunnia per le accuse a Lumumba. 

7. La sentenza definisce  'scarsamente credibile' l'idea che Sollecito non fosse anch'egli presente. Certa invece, come detto, la presenza della Knox.

Giuseppe Leonelli




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