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'Alluvione, ora aspettiamo il terzo disastro annunciato?'

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'Che oggi Bonaccini chieda proprio ad Aipo di instituire una commissione speciale d'inchiesta sulla rottura dell'argine del Panaro, sembra davvero inverosimile'


'Alluvione, ora aspettiamo il terzo disastro annunciato?'

L’ex consigliere comunale a Bastiglia, Antonio Spica da sempre attivo sul fronte dei disastri nel modenese, ben noti i suoi esposti alla Procura della Repubblica, punta il dito contro i vertici della Regione: fulcro un documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e allegato agli esposti.

'La Commissione Grandi Rischi - che colpevolmente rimase silente dal 20 al 29 maggio 2012 - in due verbali allertò in anticipo la regione Emilia-Romagna ben 6 mesi prima del sisma; ma a seguito dell’immobilismo regionale sappiamo cosa successe. Nel verbale “tardivo” del giugno 2012, allertò sempre la regione su una verifica sulle strutture arginali in particolare del fiume Panaro, poiché ritenute sollecitate dalla sequenza sismica ma ancor di più dalla liquefazione delle terre, “le liquefazioni sono occorse prevalentemente in corrispondenza dei paleoalvei e in prossimità degli argini fluviali di Reno e Panaro”: è un caso che il crollo degli argini del Secchia 2 anni dopo il terremoto e del Panaro domenica scorsa siano avvenuti in comuni dell’area cratere sismico?' - afferma Spica.
'È interessante sapere dalla regione Emilia e dal governatore Bonaccini - erede di Vasco Errani - oltre che dall’ex assessore al territorio Gazzolo - oggi nello staff di presidenza - come si attivò sin dal giugno 2012: ben due anni prima della tragica alluvione che colpì Bastiglia e Bomporto provocando anche una vittima - Oberdan Salvioli - per arrivare oggi a Nonantola; è ben risaputo che gli svariati milioni di euro sul nodo idraulico sono stati spesi (e chissà come visti i risultati) solo dopo il 2014, e prima? Negligenza o dimenticanza “nel cassetto” di quel verbale allertante che son sicuro che la Regione ricevette? - continua Spica -. Non sarebbe la prima volta del resto. Che oggi Bonaccini chieda proprio ad Aipo di instituire una commissione speciale d’inchiesta sulla rottura dell’argine del Panaro, sembra davvero inverosimile.
Ricordo che la regione Emilia-Romagna è la stessa che:
- chiese alla Ichese se un deposito gas avesse indotto il terremoto del 2012 (Rivara inesistente);
- Secretò alcuni documenti per le valutazioni proprio alla Ichese che tardivamente Vasco Errani volle (leggasi mio esposto in Procure e dichiarazioni del prof. Poter Styles presidente Ichese);
- Sono gli stessi che dopo la rottura del Secchia (alluvione 2014) istituirono commissione d’inchiesta per addossare la colpa alle nutrie dimenticando Aipo e rimpallarsi le responsabilità a ping-pong proprio con Aipo (altro mio esposto in Procura), mentre lo stesso ente rimpallava alla regione la mancanza di fondi.
Che fine fecero i 210 milioni di euro stanziati dopo il 2014 dell’allora Governo?
Prima di rivedere il solito scarica barile e commissioni in campo con controllato e controllore ad indagare, è opportuno che la Procura della Repubblica modenese apra quei fascicoli che ho depositato già da anni, ricordando che:
1. nel primo esposto depositato venni iscritto come “persona offesa”, mai giunta archiviazione;
2. nel secondo atto di denuncia (curato dall’avvocato Antonio Giardina del Foro di Barcellona), depositato lo scorso anno, non è pervenuta alcuna nota da parte delle Autorità preposte all’indagine.
Intanto gli attori presumibilmente responsabili, come specificato “nero su bianco” in verbali CGR, sono tutti al loro posto. Non vorremmo aspettare la cronaca del terzo disastro annunciato'.



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