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'Caro Gozzoli quel progetto di rotonda sulla Pedemontana è pericoloso'

Data: / Categoria: La Provincia
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Sul caso della Rotonda sulla Pedemontana i consiglieri di Castelvetro Monfredini e Gianaroli scrivono al responsabile dell'Ufficio di presidenza della Provincia


'Caro Gozzoli quel progetto di rotonda sulla Pedemontana è pericoloso'

Sul caso della Rotonda sulla Pedemontana i consiglieri di Castelvetro Roberto Monfredini e Filippo Gianaroli, dopo una dettagliata analisi pubblicata su La Pressa (qui l'ultima puntata), scrivono una lettera aperta al responsabile dell'Ufficio di presidenza della Provincia guidata da Giancarlo MuzzarelliLuca Gozzoli (nella foto).



Ecco il testo integrale della missiva. Un testo tecnico ma che fotografa nel dettaglio le anomalie di un progetto modificato... in peggio. 

La presente ha lo scopo di analizzare quanto affermato dall’Ente Provincia il 17 gennaio 2017 a firma di Luca Gozzoli, responsabile dell’Ufficio di Presidenza della Provincia di Modena, indirizzata ai Consiglieri del M5s del Comune di Castelvetro, al sindaco del Comune di Castelvetro e al Prefetto di Modena. La richiesta di chiarimento era stata formulata il 1 dicembre 2016.

Alla luce degli eventi successivi, e le affermazioni fatte che contraddicono quanto poi verbalizzato nelle Conferenze dei servizi, la risposta di allora firmata da Gozzoli può essere vista in un ottica differente, e per alcuni aspetti lascia certamente aperta molti interrogativi, che andremo ad analizzare brevemente.
Luca Gozzoli afferma a gennaio 2017:

a) Si deve precisare che il progetto definitivo è lo stadio progettuale successivo alla progettazione preliminare della Pedemontana...
Dai dati in nostro possesso , ma che sono elencati negli atti della conferenza dei Servizi del settembre 2017, il progetto di cavalcavia su via Belvedere è stato modificato con Variante al PRG approvata in consiglio comunale nel 2017, superando di fatto il progetto definitivo datato 2002. Da quanto risposto da Gozzoli emerge che la modifica radicale progettuale, da Cavalcavia a Rotonda tra una strada extraurbana principale ed una locale extraurbana, sia  il normal divenire progettuale come stadio progettuale successivo, cosa che invece non corrisponde a quanto deliberato, appare evidente che la progettazione deve tener conto della gerarchiadelle strade (Università Tor Vergata, Regione Piemonte...), e non è che si decide per 15 anni di far un ponte accettando la gerarchia, lo si approva in consiglio e Provincia , si fanno i comunicati stampa, e poi si cambia perché quella “carrata” ha un ruolo gerarchico superiore nel tempo.

b) Si deve precisare che il progetto definitivo è lo stadio progettuale successivo alla progettazione preliminare della Pedemontana che è stata sottoposta regolarmente a procedura di screening ambientale regionale. Lo screening regionale ha escluso la necessità di una VIA. Non è quindi chiaro e pertinente l'asserito...
Nella conferenza dei servizi di 8 mesi dopo, viene redatto e controfirmato il presente atto nel quale invece si afferma il contrario, a noi pare, di quanto da lei affermato:



È lecito pensare che lo screening ambientale abbia riguardato la realizzazione del cavalcavia su via Belvedere, larga 3,72 metri, e non la rotonda, approvata in variante nel 2017, ma il riferimento della domanda formulata era chiarissimo (la rotonda) , quindi la Regione Emilia Romagna, era nettamente a favore di questa modifica, ritenendo superfluo lo screening, al fine di valutare la intersezione tra una strada Provinciale ed una ex carrata di campagna di 3,72 metri, lunga 1100 metri, asfaltata da poco (2010), come disse l’allora sindaco Montanari, quando scrisse alla Provincia, che era a favore della rotonda e non del Cavalcavia. Appare evidente che via Belvedere non può certamente essere mantenuta di 3,72 metri, o può avvenire questo, solo nel caso vengano apposti divieti al transito di automezzi pesanti , cosa che non pare trasparire, invece, dalle carte del 2010, non come un intento, ma come uno degli obiettivi nella realizzazione della rotonda (modifica del traffico veicolare), ne consegue probabilmente che via Belvedere andrà ad essere raddoppiata come carreggiata, con i relativi costi da esproprio sconosciuti, ma in carenza di uno screening ambientale e di una procedura di VIA.

c) La provincia non ha subito alcuna sanzione economica per effetto della sentenza del Consiglio di Stato. Con tale sentenza il Consiglio di Stato ha semplicemente annullato il provvedimento espropriativo adottato nei confronti del soggetto privato che ha intrapreso il contenzioso...
La sentenza del Consiglio di Stato, IV sezione , presidente Virgilio Riccardo del 15 dicembre 2015, ha condannato la Provincia di Modena al pagamento di 2000 euro, quindi anche se 2000 euro sono una cifra risibile per una Provincia, si cerca solo con quanto affermato, di puntualizzare al meglio la situazione ad oggi (oltre le spese legali di cui non sappiamo e i costi di 10 anni di progettazione del cavalcavia)

d) Non risulta alcuna “continua opposizione del comune di Castelvetro” al nostro progetto. Il Comune di Castelvetro approvò a tempo debito il progetto che prevedeva il cavalcavia, e se nel tempo si è giunti a mutare tale assetto del nodo fra Pedemontana e via Belvedere, ciò è conseguenza del normale e fattivo confronto istituzionale che non può non tener conto del mutare delle condizioni, specialmente considerando il costante dilatarsi degli iter approvativi di legge ai quali è sottoposta la realizzazione di un’opera pubblica. Nessun errore palese può essere attribuito al Comune di Castelvetro, come dimostra la netta diversità di giudizio fra TAR Emilia-Romagna e Consiglio di Stato...
Quali sono le mutate condizioni tra una Provinciale ed una locale extraurbana, cosa è avvenuto a Castelvetro di cui non siamo a conoscenza, la strada è sempre 3,72, lunga 1100 metri e l’intersezione riguarda gli stessi oggetti, di diverso vi è che nei 15 anni precedenti l’intersezione veniva esclusa con il cavalcavia, e solo dal 2017 l’intersezione viene ammessa.
Dalle lettere prodotte dall’allora sindaco non pare proprio ci fosse questa sintonia, come afferma lo stesso Giorgio Montanari in questi giorni, che vede nella Provincia il responsabile di questo impasse durato 5 anni (a nostro avviso 8) e che sta portando Castelvetro ad avere il record di sinistri. Ora occorrerebbe solo capire quale sia il fattivo lavoro di collaborazione in quanto il Consiglio di Stato non ha deliberato con la sentenza Virgilio, in merito al Cavalcavia o alla rotonda, ma solo in merito alla mancanza di VAS, nei termini di legge, errore della Provincia alla quale si poteva porre rimedio, e che il TAR non aveva tenuto in considerazione non accogliendo il ricorso, poi accolto da Virgilio.
Ma la stessa Provincia nella Conferenza dei servizi di settembre 2017 afferma:



Quindi non traspare un obbligo alla sospensione progettuale, ma una volontà precisa della Amministrazione di sospendere tale procedura, che farebbe pensare quindi ad una possibilità (senza cautela) di procedere con la pubblica utilità e il progetto iniziale, cavalcavia su via Belvedere, come affermava il presidente Sabattini nel 2014, modificato dal volere del presidente Muzzarelli del 2015.
Da quanto afferma Luca Gozzoli la Provincia in un continuo e proficuo lavoro tra le parti, Comune di Castelvetro, Regione Emilia Romagna ha deciso per il bene della comunità e nel rispetto del codice della strada, di realizzare una rotonda a raso tra una strada extraurbana principale (sp 569/467) e una strada locale extraurbana larga 3,7 metri e lunga 1 chilometro (sono della stessa gerarchia?).
Da quello che si comprende in materia di sicurezza stradale, ricordo che il dubbio è lecito, il decreto 170 del 2006, art 3, non contempla questa possibilità di intersezione, anche per il semplice fatto che l’asse viario in questione Donini, assessore Regionale in materia, lo definisce veloce by pass di collegamento tra il polo ceramico di Sassuolo e l’A1 di Valsamoggia, e lei saprà benissimo che stanno avvenendo espropri al fine di raddoppiare le carreggiate nei due tronconi limitrofi a Castelvetro.
La difformità progettuale tra i tre assi della SP, 14 km della Nuova Bazzanese con 6 sovrappassi, l’asse di Sassuolo, Fiorano fino a Solignano con 11 km senza rotonde e i 4 che voi della Provincia avete deciso di effettuare in territorio di Castelvetro, modificando il progetto del 2002, inserendo una quarta rotonda, forse non rispetta il dettato della sicurezza stradale o la demanda alla cartellonistica, cosa che speriamo non accada (ricordo che con soldi pubblici avete realizzato e chiuso dopo 2 anni via Grillenzone , espropriando i terreni e utilizzandola come Pedemontana, con un gravissimo incidente, e che ora giace strada morta ed inutile dal 2011, e i 400 metri della pedemontana davanti la Suincom, defunta dal 2010 (la somma fa 1 km).
E forse anche l’art 1 e 2 del dlgs 285/1992 in merito al codice della strada, alla quale si rifà il decreto 170 menzionato, non pare essere rispettato in termini di sicurezza stradale, vivibilità, miglioramento della qualità della vita...
Visto che la strada provinciale è l’asse stradale con i tre indici, RP, Rl, RM, pericolosità, lesività, mortalità, maggiore in assoluto, ci apprestiamo a vedere realizzato un asse stradale nel quale a este e ovest di Castelvetro per 28 km il traffico veicolare locale non entra mai in conflitto con quello della extraurbana principale, rispettando, pare, gli indici di pericolosità, mentre nel territorio di Castelvetro, e si parla soprattutto di mezzi pesanti, avviene la miscelazione del traffico locale con quello della sp 569/467, al fine di tutelare l’immagine del territorio, almeno così scrive la Regione nella Conferenza dei servizi del 2017 (meno impattante).
Ora viene il sospetto che Castelvetro non faccia parte della Regione Emilia Romagna, ma viene da chiedersi, era così difficile per non creare l’imbuto che voi della Provincia avete creato per scelta, come da voi affermato, in attesa dei giudizi amministrativi: deposito TAR 2012, prima sentenza 2015, seconda 2015, riprogettazione, riformulazione espropri, realizzazione 2019; realizzare gli ultimi km in toto tra Valsamoggia e Castelvetro, con la stessa metodologia progettuale, perché di questo si tratta, senza che il traffico veicolare locale venisse a contatto con il pesante, visto che vi erano stanziati dal 2010 i fondi per il penultimo tratto?
La presenza di 447 sinistri all'anno in Unione Terre di Castelli (il doppio della media disastrosa della RER e della provincia) , con incidenti in misura dell’8% solo su questo breve tratto, non ha generato preoccupazioni nelle scelte progettuali, accelerando l’iter e facendo pensare che la miscelazione con intersezione avrebbe potuto aggravare la situazione già pericolosa attuale.

Concludendo dottor Gozzoli, il Comune ha esercitato le pressioni sul suo Ente al fine di modificare la progettualità, realizzando la intersezione, ma dalla quale lo stesso ex sindaco Montanari si smarca, come può leggere dalla stampa, pressione che pare dalle carte non aver avuto esito, se non dal 2015, con la decisione di realizzare l’intersezione, ma in tutti i libri di testo può leggere che le rotonde a raso sono penalizzanti per pedoni e ciclisti, sono da evitare con traffico veicolare pesante e dove vi è la presenza di semafori, e forse, in questo caso per la tipologia degli assi non potrebbe essere possibile, ma di questo attendiamo la risposta del Ministero e dell’Europa.

Cordiali saluti

Roberto Monfredini e Filippo Gianaroli


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