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Elezioni, pure in Appennino Pd la fa da padrone: disastro centrodestra

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Segno non tanto di fiducia smodata verso gli amministratori legati al Pd, quanto, viste le percentuali, l'incapacità di creare un'alternativa credibile


Elezioni, pure in Appennino Pd la fa da padrone: disastro centrodestra
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Fa sorridere la querelle tra le sezioni montane di Fratelli d'Italia e Lega, relativamente ad una foto, uscita sui social, in cui il consigliere uscente e fresco di rielezione Davide Fiorenza, in lista col vincitore (e riconfermato) Ferroni, è ritratto col referente della Lega Stefano Marchetti. Polemica da social (e da bar) nel quale si insinua che la lista di Stefania Tognarelli abbia in realtà sabotato più quella di Italo Nesti (appoggiata da Fdi) che non quella di Corrado Ferroni, che correva per il quarto mandato.
Polemiche che rimandano a un anno fa, quando Fdi scelse di appoggiare Bartolacelli a Serramazzoni, rimanendo poi scottata dalla vittoria schiacciante di Simona Ferrari che tra gli altri aveva il sostegno sia della Lega sia del Pd.

Fratelli d'Italia si fa bella con la vittoria di Arnaldo Ricchi a Lama Mocogno, oltre che con la cartina geografica che mostra come la montagna, alle europee, abbia votato a destra.

Curioso però che le amministrative, eccezion fatta per Fiumalbo (dove Nizzi però correva da solo) e Lama Mocogno siano andate tutte a sinistra, segno non tanto di fiducia smodata verso gli amministratori legati al Pd, quanto, viste le percentuali, l'incapacità di creare un'alternativa credibile, con addirittura due candidati che si sono ripresentati a dieci anni di distanza da un'altra sconfitta.
Tutto sommato, la sconfitta di Negrini a Modena è in linea con la tendenza di voto di quell'area, col Pd che la fa da padrone, come in tutti i grandi centri urbani tra Carpi e il distretto ceramico, in montagna il dato stride e parecchio. Da anni ormai il voto nazionale e anche regionale pende a destra, tuttavia mancano figure credibili a livello amministrativo che possano insidiare i potentati locali.

Con l'eliminazione del limite di mandato per i piccoli comuni poi (anche se si trattava di due mandati consecutivi, motivo per cui Palladini è in sella a Montefiorino da 40 anni) il rischio è che davvero i piccoli comuni diventino di fatto dei feudi, con amministratori di fatto “a vita”.

Invece di punzecchiarsi sulle foto post voto, i partiti del centro destra dovrebbero lavorare per creare nell'arco di cinque anni all'opposizione un'alternativa credibile, incalzando chi governa anziché presentarsi alle elezioni solo per partecipare. Diversamente, i proclami, gli stati generali sulla montagna e quant'altro, alla luce dei disastri elettorali (si veda alla voce Corti che a Montefiorino arrivò terzo col suo candidato nel 2021) sanno solo di ridicolo.
Se la montagna interessa, occorre prendersene carico sul serio, diversamente si divertano pure a colorare le cartine.
Stefano Bonacorsi
Nella foto il presidente provinciale di Fdi Ferdinando Pulitanò

Stefano Bonacorsi
Stefano Bonacorsi

Modenese nel senso di montanaro, laureato in giurisprudenza, imprenditore artigiano, corrispondente, blogger e, più raramente, performer. Di fede cristiana, mi piace dire che sono ..   Continua >>


 

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