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'Campo nomadi Mirandola, un pericoloso ghetto che vogliamo definitivamente superare'

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L'Assessore alla sicurezza Roberto Lodi commenta il presidio davanti alla Prefettura di Modena di una famiglia Sinti rimasta dopo il distacco degli allacci abusivi; 'Chi non ha accettato i percorsi alternativi da noi proposti sappia che comunque se ne dovrà andare. Quel campo chiuderà e non ne saranno aperti altri'


'Campo nomadi Mirandola, un pericoloso ghetto che vogliamo definitivamente superare'
'Dopo avere eliminato il grave livello di insicurezza nel campo nomadi di Mirandola, legato ad allacciamenti abusivi della corrente elettrica con cavi a terra che passavano anche in mezzo all'acqua, con rischio enorme anche per minori, con pericolose bombole di gas e con rifiuti e sporcizia ovunque, è ferma intenzione dell'amministrazione comunale di Mirandola, chiudere definitivamente quel campo. Anche le poche persone che si trovano all'interno che a differenza di altre non hanno accettato le soluzioni alternative da noi proposte, dai contributi economici diretti da mille euro agli alloggi temporanei, se ne dovranno andare'.
Ribadisce con fermezza una posizione già espressa negli scorsi mesi l'Assessore alla sicurezza del Comune di Mirandola Roberto Lodi commentando il presidio che alcuni componenti delle famiglie Sinti presenti nel campo hanno organizzato ieri davanti alla Prefettura di Modena per chiedere l'intervento dell'autorità al fine di dare uno sblocco alla loro situazione in vista dell'inverno e chiedendo che venga ripristinato l'allacciameno alla corrente elettrica'

'Non c'è nessuno a cui non sia stata garantita assistenza e una opportunità per uscire dal campo. Abbiamo offerto a tutti soluzioni alternative a quella per garantire prima di tutto la sicurezza delle persone e dei minori, fino al nostro intervento gravemente compromessa dalle condizioni di pericolosità certificate da Vigili del Fuoco, Ausl e Polizia Locale nel corso del sopralluogo di alcuni mesi fa. La situazione che era stata creata dalle precedenti amministrazioni e con ingente dispendio di denaro pubblico era indegna per una società civile come Mirandola. Chi protesta o chi da tale protesta vorrebbe ricavarne un tornaconto politico dovrebbe quantomeno avere l'onestà intellettuale di ammetterlo' - continua Lodi che nel merito delle richieste giudica 'inaccoglibile quella di ripristinare la fornitura di energia elettrica.

L'erogazione era stata interrotta dall'ente erogante, poiché in presenza di morosità perpetua, mentre per quanto riguarda gli allacciamenti abusivi lo smantellamento si è reso necessario a causa dell'assoluta mancanza delle più semplici norme in materia di sicurezza. Con quali basi la famiglia che ieri ha protestato chiede al comune di ripristinare un qualcosa di abusivo, a fronte di soluzioni concrete messe in campo dall'Amministrazione ed accettate tra l'altro da 3/4 degli ospiti del campo? Non sono forse Sinti anche coloro che hanno approvato e accettato le soluzioni alternative proposte dal Comune? Questa Amministrazione non baratterà mai la sicurezza ed il rispetto delle regole. Il nostro obiettivo rimane chiaro: chiudere quel campo e non riaprirne altri'

Nella foto una immagine del presidio di ieri davanti alla Prefettura e l'Assessore alla sicurezza del Comune di Mirandola Roberto Lodi


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