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Mirandola torna 'A Riveder Le Stelle'

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Negli allestimenti in centro storico rivive il viaggio di Dante. In uno spazio urbano che passa dall'inferno del terremoto al paradiso del post ricostruzione


Mirandola torna 'A Riveder Le Stelle'

Immagini di demoni a specchio che appiono e scompaiono dalle impalcature del cantiere aperto dell'ex municipio in ristruttrazione, uno dei tanti edifici pubblici simbolo della città danneggiati dal terremoto, a testimoniare l'inferno del sisma, per arrivare ad una via intera trasformata in selva oscura, piena di negozi ristrutturati ma ancora vuoti ed avvolti in una atmosfera onirica in sfumature di blu, a testimoniare il purgatorio in diretto collegamento con la rinascita del paradiso, rappresentato in immagini proiettate sulla facciata del Duomo, il grande edificio distrutto dal terrmoto, completamente ricostruito e restituito alla città nel 2019

In sintesi è quanto riprodotto e visibile a Mirandola, nella seconda edizione di Mirandola Galleria a Cielo Aperto, la mostra diffusa per il centro città che nell'edizione 2021 ha voluto omaggiare il sommo poeta a 700 anni dalla morte

L’evento, intitolato ‘A rivedere le stelle’, trasformerà nuovamente la città in una grande esposizione all’aperto. Renderà omaggio a Dante Alighieri, nei 700 anni della sua morte, e vedrà la realizzazione di tre opere espositive poste in altrettante aree della Città. La prima opera artistica si concentra sulla principale piazza cittadina, a partire dalle impalcature che ricoprono il palazzo Municipale; la seconda costituisce il nucleo centrale del progetto di rigenerazione urbana, coinvolgendo le vie adiacenti al cinquecentesco Palazzo Municipale, molto colpite dal sisma 2012, via Curtatone e via Castelfidardo; la terza sarà allestita sulla piazza del Duomo di Santa Maria Maggiore, riaperto per la città nel settembre 2019, primo monumento completamente e pienamente ristrutturato di Mirandola.

La linea sottile che accompagna le tre stazioni del percorso scorre lungo una traiettoria temporale, tra passato, presente e futuro, in una una sorta di “viaggio” lungo un itinerario di rinascita e di rigenerazione, passando da una fase di distruzione post sisma (inferno) a quella della ricostruzione (purgatorio), infine all’ultima di rigenerazione e riqualificazione (paradiso).

Un tragitto, insieme metaforico e reale, che si muove in analogia tra la peregrinazione della Commedia di Dante, dall’inferno al paradiso, passando per la transizione del Purgatorio, e le vicende che hanno coinvolto Mirandola nel suo processo di ricostituzione e rinnovamento post sisma.

La partenza del percorso è individuata nella storica via Castelfidardo. Qui una selva oscura accoglierà il visitatore, realizzata dall’architetto Filena Di Tommaso. Verrà creato un bosco diffuso, teatro dello smarrimento di Dante ma anche della Città dopo gli effetti del sisma, con materiali naturali o riciclati. Da lì ci si sposta sulle impalcature del municipio, sia sulla facciata che sul lato est e in un negozio di via Curtatone dove verranno esposte le tre opere artistiche di grandi dimensioni del personaggio Schifio, un alter ego di Lucifero, uscito dalla creatività degli artisti Cuoghi Corsello, realizzati con specchi giganteschi lavorati dalla vetreria Paltrinieri di Mirandola. Procedendo lungo la via Curtatone, in una passeggiata reale e virtuale, si potranno incontrare le scritte aeree luminose che danno titolo alla seconda edizione di “Mirandola, galleria a cielo aperto”, “quindi uscimmo a rivedere le stelle”, uno dei versi più noti dell’intera Commedia dantesca. Con il passaggio dall’inferno al purgatorio, il viaggio iniziatico si dirige verso la redenzione e la rigenerazione, che abbiamo, non a caso, individuato come fulcro nel Duomo di Mirandola, unica opera ripristinata e aperta al pubblico dopo il sisma del 2012 soltanto un paio di anni fa. Si intende avvalersi del contributo di artisti affermati come Cuoghi Corsello e di giovani performer per questa area urbana.

I cittadini potranno fruire liberamente del percorso espositivo per riappropriarsi degli spazi della città, lasciandosi trasportare nel mondo dantesco. Coinvolti negozi e associazioni del territorio: 46 vie, La nostra Mirandola, Centro internazionale di Cultura Giovanni Pico della Mirandola. Oltre a numerose aziende, da Acea alla vetreria Paltrinieri e Sartini luce.

Alla parte artistica l’assessorato alla cultura ha voluto affiancare una parte letteraria e divulgativa. I docenti di storia dell’arte che hanno curato il progetto, Luca Ciancabilla e Giancarlo Tusini, svolgeranno conferenze per illustrare il linguaggio e il significato delle opere esposte e insieme agli artisti tratteranno il tema della riqualificazione urbana.






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