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Miasmi a San Cesario, svolta storica, Far Pro a processo

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L'annuncio del comitato dei cittadini che aveva presentato due esposti contro ignoti. Riconosciuti origine e responsabilità dei miasmi. Prima udienza a febbraio. Tutti i cittadini possono costituirsi parte civile


Miasmi a San Cesario, svolta storica, Far Pro a processo

'Provocava emissioni olfattive moleste derivanti dalla lavorazione dei residuati di macellazione animale, ampiamente superanti il livello della normale tollerabilità, molestando in tal modo tutti gli abitanti delle zone circostanti l’azienda. In innumerevoli occasioni dal 2018 al 29.06.2020”

Questo il passaggio chiave del decreto penale di condanna ad una pena di un mese e quindici giorni di reclusione, convertita in un' ammenda di 3.375 euro, nei confronti del legale rappresentante della ditta Far Pro, con sede a Spilamberto. Pronuncia contro la quale la società si sarebbe opposta e che sarà contestata nel merito nel processo con prima udienza il prossimo febbraio 2023. Processo nel quale i denunciati potranno presentare tutta la documentazioni a loro difesa e non solo i denuncianti ma anche tutti i cittadini di San Cesario e Spilamberto che in questi anni sono stati danneggiati dalle forti emissioni odorigine, potranno costituirsi parte civile. 


Ad annunciare l'esito giudiziario è il gruppo di cittadini capitanati da Mirco Zanoli (che a San Cesario è anche consigliere comunale di opposizione) che nel 2019, esasperati dalle continue ondate di miasmi che da anni incidevano sulla vita dei residenti soprattutto del comune di San Cesario sul Panaro, avevano presentato una esposto contro ignoti. Integrato nel 2021 da ulteriori rilievi risultanti dalle indagini nel frattempo avviate da Arpae a seguito delle richieste degli stessi cittadini. Rilievi, effettuati anche con naso elettronico, che portarono, dopo l'individuazione delle fonti odorigine nel complesso industriale di Spilamberto, anche all'avvio di un piano per la riduzione delle emissioni stesse, illustrato due anni fa in una assemblea pubblica alla presenza del sindaco ma che non portò ai risultati auspicati. 

Il primo esposto del 2019 e le integrazioni successive, del 2021, confluirono poi in un unico procedimento sfociato ora nella pronuncia di condanna nei confronti dell'azienda.  

Soddisfatto dell'esito Mirco Zanoli, da anni impegnato su questo fronte e referente del Comitato cittadino. 'Dispiace che in questa conferenza stampa che avevamo aperto al pubblico per informare tutta la cittadinanza e alla quale avevamo invitato sindaco e amministratori, questi non si siano presentati. Confermando ciò che è stato chiaro in tutti questi anni. La concreta lontananza dell'Amministrazione rispetto alle problematiche dei cittadini che si sono dovuti muovere autonomamente, organizzandosi a proprie spese, per fare valere le proprie ragioni e tutelare la propria salute anche mentale, di fronte ad emissioni che incidono profondamente sulla qualità della vita'. Collegato a distanza l'Avvocato Francesco Giardina, che ha eleborato l'esposto e le sue integrazioni. Un procedimento che ha visto affidare ad Arpae il compito di relazionare tecnicamente sugli eventi con funzioni di Polizia Giudiziaria. 'A seguito della relazione di Arpae, la Procura ha quindi emesso un decreto penale di condanna nei confronti del presidente del cda di Far Pro e il Gip ha accolto questa richiesta' - sottolinea il legale. 

Nel documento di una ventina di pagina dei tecnici dell'Agenzia Regionale di Prevenzione Ambientale Emilia-Romagna, le responsabilità sarebbero evidenti e porterebbe direttamente a quello stabilimento e ad effetti diretti sulla popolazione. Ma non solo. I tecnici Arpae evidenziano un aspetto ulteriore che potrebbe pesare anche sul fronte del processo. 'È parere dei sottoscritti che tali procedure ed interventi tecnici, potessero essere già da diverso tempo individuati e realizzati dalla Fra Pro Modena Spa in quanto da sempre nella disponibilità tecnica ed economica della ditta, senza rendere necessario il coinvolgimento di consistenti risorse pubbliche spese al fine di motivare e sostanziare gli interventi stessi' - sottolineano i tecnici. Come dire, rispetto a tale problematica l'azienda poteva agire direttamente nell'ambito dei diritti e dei doversi che la normativa, anche in campo ambientale, prevede per questo genere di produzioni. Senza attendere il coinvolgimento massivo di enti, istituzioni e risorse pubbliche. 

Gi.Ga.

Di seguito la nostra intervista all'avvocato Francesco Giardina il giorno del deposito della denuncia querela nel 2019



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