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Centro storico, silos meccanizzati per rivoluzionare la sosta

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Un progetto dettagliato che, auspichiamo, possa aprire un dibattito serio sulla mobilità modenese


Centro storico, silos meccanizzati per rivoluzionare la sosta

Egregio direttore,
sono maturi i tempi per una riflessione complessiva inerente il Centro Storico di Modena. Nella riflessione non vorrei che fossimo ostaggio delle abitudini quotidiane e nel ritenerle ineluttabili. Il tema che vorrei introdurre riguarda in particolare il perimetro del Centro Storico.



All’inizio del secolo scorso le mura medievali furono ahimè abbattute. Le mura di Ferrara, che possiamo tuttora ammirare, ce lo ricordano e determinano l’identità della città estense in modo inequivocabile. Un po’ di rammarico rimane. La realizzazione del Parco delle Rimembranze ha in parte lenito la ferita.
Il Parco nasce in un periodo in cui le auto erano all’inizio del proprio sviluppo.

Ora il processo di trasformazione avvenuto nel tempo, inconsapevolmente, ne ha sconvolto i rapporti di forza fra le auto e le persone. È giunto il momento di ripensare il perimetro di quelle che erano le antiche mura. Oggi l’utilizzo prettamente automobilistico, transito e sosta, ne determina negativamente l’identità prevalente. Non è ciò che tutti vorremmo vedere, ma in un secolo ci siamo abituati, anche se è solo dopo il secondo dopoguerra che l’auto se n’è appropriata in modo definitivo.
Proviamo per un attimo ad essere in Viale Caduti in Guerra e stringendo un attimo gli occhi guardiamo verso il monumento ed immaginiamo una distesa verde che ricopre il manto d’asfalto.
Senz’auto. Per un attimo sembra impossibile. Eppure una soluzione ci deve essere. Infatti c’è. Occorre coniugare abilmente l’accessibilità al centro con una sosta sostenibile, a cui non intendiamo rinunciare, con la presenza di una importante fascia di verde. Che era quella che occupava le mura con la sua passeggiata ed i due filari di platani (foto sotto).



Si può ancora sopportare un centro storico guarnito da una miriade di auto che si muovono alla ricerca di un posto tutti i giorni ed a tutte le ore? Ci ricordiamo quando appariva impossibile togliere le auto da Piazza Roma? C’è voluto più di trenta anni!
Una città che ha nel suo centro un monumento Patrimonio dell’Umanita’ non può volare un po’ più alto? Sarebbe interessante sapere se i modenesi ed i suoi lettori condividono una siffatta visione meno utopica di quanto appare ad una prima valutazione.

L’idea che espongo è fondata su alcune scelte strategiche che elenco:
1- revisione della mobilità intorno al centro storico, separazione fra mobilità pubblica interna al centro storico e quella esterna. All’interno del Centro Storico avremo un trasporto pubblico con mezzi piccoli, leggeri a trazione elettrica, con un percorso perimetrale e altri che attraversano le vie all’interno del centro. Se ne gioverebbero gli abitanti del centro, i commercianti e chi vi lavora e lo frequenta.
2- La sosta intorno al centro si avvarrebbe di nuovi sistemi di parcamento meccanizzati. Cilindri (silo) fino a cinque livelli consentirebbero ognuno di contenere fino a 58 posti auto annullando alla vista la presenza delle auto e al contempo liberando e consentendo la trasformazione dello spazio lungo i viali. Due cilindri per ogni accesso conterrebbero lo stesso numero di posti auto tuttora dislocati sui viali.



3- I cilindri metallici, non più alti di 9-10 metri (altezza pari a tre piani degli edifici limitrofi) e del diametro compreso fra i 19-20 metri, sono costruzioni estremamente leggere posti su fondazioni superficiali che non interferirebbero con reperti archeologici sottostanti. Sono completamente automatizzati e non richiedono personale. Hanno grandi vantaggi sulla sicurezza ed impedirebbero la percorrenza a vuoto per la ricerca del posto libero, con grande vantaggio sull’inquinamento ambientale. Ad essi si accede dagli accessi radiali al Centro, impedendo percorsi tangenti. Potrebbero essere rivestiti da una “cortina verde” (rampicanti sempreverdi) in perfetta sintonia col nuovo contesto, per associarsi cromaticamente con il nuovo ambiente costituito da una distesa di verde a prato a sostituzione dell’asfalto.



4- Se osserviamo la configurazione del Parco della Resistenza abbiamo tre fasce di percorsi asfaltati: quella prossima agli edifici, quella centrale di scorrimento e quella oltre i platani, a bordo del parco. Giusto ciò che serve per ciclabile, pedonale, trasporto pubblico, accesso alle residenze e accessibilità di servizio. Il resto: prato verde.
5- Il nuovo sistema di trasporto elettrico a basso impatto utilizzerà queste fasce su cui disporre la mobilità elettrica periferica. L’attuale sistema dei bus non attraverserebbe il centro storico ma continuerebbe a fornire la mobilità periferica fino al bordo del Centro.
6- L’attuale mobilità automobilistica posta a bordo del C.S. verrebbe trasferita sulla fascia più esterna dei viali (Viale Fabrizi, Viale Muratori…) Se i tempi di attuazione delle scelte sono di circa trent’anni, sarà opportuno cominciare ad affrontare questi temi con sobrietà e visione al fine di vederle realizzate nel 2050.

Cerchiamo di capire cosa avverrebbe:
a- la creazione di un’isola “Centro Storico”, rafforzandone l’identità e la specificità in linea col trend in atto;
b- la liberazione del centro storico dai bus, a volte articolati, decisamente fuori scala rispetto al contesto, con l’eliminazione delle vibrazioni prodotte dal transito dei mezzi pesanti con giovamento della stabilità dei siti storici più delicati;
d- la mobilità interna al C.S. muta radicalmente rafforzando tutte le soluzioni meno impattanti che si stanno sviluppando e dando spazio a piccoli mezzi pubblici leggeri a trazione elettrica con una rete più diffusa a servire soprattutto la popolazione anziana. La rete attuale è stata pensata il secolo scorso e ricalca le linee storiche servite prima dai binari poi dai cavi elettrici. Ha fatto il suo tempo. Il Centro Storico ha cambiato pelle sia socialmente che economicamente eppure ha un trasporto sempre uguale.
e- le nuove aree a verde sui viali rafforzerebbero la fascia verde che borda il centro: migliorando la situazione delle “isole di calore”. Gli abitanti del centro storico avrebbero nelle prossimità delle loro abitazioni uno spazio verde come non sono abituati ad immaginare. Uno spazio verde solitamente viene immaginato come un’area tozza, raramente sviluppato in lunghezza. Uno spazio in lunghezza favorirebbe un numero di abitazioni molto superiore avendo un perimetro maggiore.
f- La riduzione dell’inquinamento ambientale dovuto al transito delle auto che trovano sosta nei viali è nelle cose. Chi accede al centro giunge in un silo meccanizzato sapendo che troverà posto in quel punto. Un’app specifica lo renderà possibile.  Non sarebbe più consentita una mobilità perimetrale per un ricerca che potrebbe anche non dare frutti.
g- I silo meccanizzati sono automatizzati completamente, come già realizzato altrove. Si accede con la propria auto, come si accede al proprio garage, all’interno di un apposito vano a raso strada. Dopo averla lasciata chiusa e pagato il ticket l’auto viene collocata autonomamente dal sistema in un posto libero con la massima sicurezza, protetta dai vandali, dagli urti, dalle effrazioni. Al ritorno l’utente ritira l’auto, risale e riparte.
h- I silo sono strutture autonome in acciaio che possono essere facilmente smontate con un minimo impatto ambientale, sono posti su fondazioni superficiali, con superfici esterne rivestite con verde rampicante sempreverde.
i- Il numero dei silo è rapportato agli accessi storici al centro. Due silo per ogni accesso. Circa 100 auto per ingresso. Non è escluso un eventuale utilizzo di alcuni spazi a terra all’interno dei silo per servizi pubblici o altro, in base alle esigenze. In tal modo avremmo una fruizione di posti-auto equivalente con quello attuale.
Eulonio

Ringraziamo il nostro attento lettore per questo dettagliato contributo per un ripensamento complessivo della sosta a servizio del centro storico. Un progetto che, auspichiamo, possa aprire un dibattito serio sulla mobilità modenese.
Giuseppe Leonelli


Redazione La Pressa
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