L'ex rettore: 'Ecco perchè il mio tifo va a Maria Grazia Modena'
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L'ex rettore: 'Ecco perchè il mio tifo va a Maria Grazia Modena'

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La lettera dell'ex rettore e candidato sindaco per il centrodestra nel 2009 Gian Carlo Pellacani e la risposta del direttore de La Pressa


L'ex rettore: 'Ecco perchè il mio tifo va a Maria Grazia Modena'
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Egregio Direttore,
come sempre un’analisi lucida della situazione modenese e come sempre un onore potersi confrontare con Lei su un argomento a cui entrambi teniamo, il futuro della nostra Città. Un futuro di libertà e rinnovamento.
Come Lei afferma, ieri, c’è da sconfiggere la macchina da guerra del Pd che, anche se non mi sembra più tanto gioiosa, è sempre robusta e non sottovalutabile. Per questo ritengo che la battaglia, che non è sicuramente ad armi pari, possa farsi interessante solo con un candidato di centrodestra che sappia scaldare il cuore dei modenesi e aprirlo alla speranza di poter finalmente vivere in una Città libera e meritocratica, nella quale ciascuno senza condizionamenti possa realizzare sè stesso e le proprie ambizioni.

Con tale convinzione osservando i possibili candidati di un centro destra invisibile il mio tifo (per quel che vale) va sicuramente alla professoressa Maria Grazia Modena, dotata di saldissimi valori umani e morali, di una narrazione di vita straordinaria, dove si è dimostrata autonomia, salda nei principi e nelle opinioni e capace di affrontare anche le situazioni più intricate ed uscirne con le sole sue forze a testa alta e vincente. Con il valore aggiunto di essere donna.
Le chiedo, ritiene esista un altro candidato con un vissuto tale da toccare il cuore dei modenesi e con il loro appoggio contendere al predestinato Mezzetti il trono della Città? I due candidati dei partiti di centrodestra di cui si parla, certamente persone serie, possiedono un tale carisma?

Da un’intervista di uno dei due che ho letto ier l’altro su un quotidiano, che di spalla riportava un mio intervento, non ho avuto questa impressione.

Dell’altro per esprimere un parere ne so ben poco e se ne so ben poco io che seguo da sempre le cose modenesi mi chiedo quanto ne sappiano di lui i modenesi. Comunque, di entrambi, uomini di partito posso solo notare, e me lo suggerisce Lei direttore, di aver fatto troppo poco in questi cinque anni per dimostrare ai modenesi di essere all’altezza della loro fiducia. La candidatura a Sindaco non è una rendita di posizione.

Chiudo con una certa amarezza dicendole che non la ritrovo in due affermazioni: 1) nell’impropria insistenza ad affibbiare inesistenti etichette (ieri, addirittura ne è uscita una seconda) ad una persona come la prof. Modena; 2) nel modo categorico con cui sostiene, riferendosi ai due contendenti partitici di centrodestra, che contare su professioni solide renda “autonomi e immuni dalle montagne russe della politica”. A Modena?
Gian Carlo Pellacani

Carissimo Rettore, è con piacere che accolgo sempre i suoi interventi. Considerata la sua autorevolezza ed esperienza (il mio stesso certificato di laurea riporta la Sua firma) un confronto dialettico puntuale con Lei sarebbe impari. Nel merito mi permetto solo di sottolineare che, a mio avviso, non è in discussione il profilo professionale e valoriale della professoressa Modena, quanto la mancata costruzione di un solido percorso condiviso che portasse alla individuazione di una candidatura civica come questa. Il parallelo con la sua esperienza penso sia pertinente. Quando Lei venne candidato a sindaco nel 2009, il limite non fu certo rappresentato dalla sua figura, quanto dalla mancata costruzione di un percorso e di una rete costruita in anticipo che potesse rappresentare una alternativa credibile agli occhi dell'elettorato. Purtroppo il centrodestra modenese ha cambiato alcuni suoi leader, ma è ancora vittima della stessa incapacità di ragionare in prospettiva.
Per questo oggi sottolineare la genesi della candidatura della professoressa (le etichette legate ai nomi di Samorì in prima battuta e Giovanardi a seguire, di cui parla) è utile perchè rispecchia non solo la mancata costruzione di una rete larga e costruita per tempo, quanto la stessa mancanza di un percorso condiviso e comune del centrodestra. Un limite che, politicamente, si riflette ad esempio nelle parole di miele (converrà assolutamente inopportune per un candidato di centrodestra) spese dalla Modena stessa in omaggio al sindaco Pd Muzzarelli o nel suo tentativo di tirare per la giacca i referenti dei tre partiti di centrodestra col suo primo comunicato, venendo poi smentita dopo meno di due ore.
Per concludere, una candidatura civica nata in questo modo, pur senza discuterne l'alto profilo, rischia - a mio avviso - di avere meno chance di successo di una sintesi politica (condividiamo mi pare la serietà di Luca Negrini e Piergiulio Giacobazzi) e di avere, paradossalmente, meno autonomia in prospettiva, proprio a causa della genesi parziale (nel senso legata a due specifiche correnti che fanno riferimento a due leader del centrodestra e non all'intera coalizione) che ha portato a tale discesa in campo.

Giuseppe Leonelli

Caro Leonelli,
ho gradito le lusinghiere parole che ha speso nei miei riguardi, ma come Lei sa la stima che ho per lei è alta, la considero uno dei sempre più rari esempi di spirito libero nel suo campo professionale. Per questo la seguo sempre con attenzione e faccio tesoro di quanto scrive. Però capisco che corro anche il rischio di esondare come un fiume in piena, per cui dopo questa cercherò di starmene un po’ quieto.
Tornando a Modena (città), condivido che ”la mancata costruzione di un percorso e di una rete costruita in anticipo che potesse rappresentare una alternativa credibile agli occhi dell'elettorato” sia il difetto endemico del centrodestra che alla fine ha dovuto ripiegare su candidati sindaci civici precedenti (tra i quali mi annovero), vittime sacrificali dietro le quali cercare di nascondere la loro reale inconsistenza e incapacità.
Altrettanto, la mancanza di percorsi condivisi comuni con il centrodestra è un fattore sicuramente limitante qualsiasi candidatura. I tentativi da parte della professoressa Modena ci sono stati, ma evidentemente mettere d’accordo i tre partiti, chiusi a riccio, sia perché impegnati nel trovare una difficile quadra nelle candidature dei comuni circostanti, sia per il rumoroso chiocchiare delle ambizioni interne, non ha portato al risultato sperato, per me anche il più ragionevole.
Però non Le pare che siamo ritornati ai colpevoli ritardi precedenti?
Su un punto dissento. Non credo che una sintesi partitica, oggi, possa dare frutti migliori. Diciamocelo francamente, i due candidati partitici di cui si parla, ne convengo, sono brave persone, ma dalle qualità politiche inespresse (l’unico indiscusso leader politico modenese ricopre a Roma il ruolo che merita). Come verrà scelto fra i due il candidato da opporre a Mezzetti con una estrazione a sorte o la filastrocca ambarabaciccicoccò?
Non sarebbe bello smettere di farsi del male e provare dalle ceneri far sorgere un’araba fenice?
Gian Carlo Pellacani

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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