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notiziarioLettere al Direttore

Libertà di espressione e di confronto, a Modena una occasione mancata'

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Lettara aperta e firmata da un gruppo di cittadini al sindaco dopo la decisione di negare l'utilizzo di una sala pubblica per una conferenza su Mariupol


Libertà di espressione e di confronto, a Modena una occasione mancata'
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'Egregio signor Sindaco Gian Carlo Muzzarelli,

abbiamo seguito con attenzione la questione riguardante la concessione di uno spazio dedicato alle
Associazioni del Territorio allo scopo di organizzare una mostra-conferenza sullo stato delle cose in
Mariupol.

L’abbiamo seguita per interesse personale in quanto cittadini italiani rispettosi dei valori fondamentali
della Costituzione Italiana nella sua essenza, senza manipolazioni di sorta, che pur hanno mantenuto
una dose sufficiente di spirito critico finalizzato alla comprensione e divulgazione ma non alla
distruzione dei valori sopra citati.

Alcuni di noi parte del loro tempo lo vivono in Russia da diversi anni da dove hanno il privilegio di
vedere le cose da almeno due diversi punti di vista oltreché essere in stretto contatto con numerosi
cittadini Ucraini che hanno a cuore la sorte del loro Paese, dei loro famigliari che non sono riusciti a
fuggire o non hanno voluto lasciare le loro case e da dieci anni vivono sotto i bombardamenti
dell’esercito Ucraino, dei loro amici.

Altri non hanno alcun tipo di rapporto con l’Ucraina e con la Federazione Russa, ma non per questo
sono meno sensibili a ciò che sta avvenendo, alla tragedia che si sta compiendo, ai risvolti nella vita
quotidiana dei cittadini Italiani ed Europei, al rischio dello scoppio di una terza guerra mondiale.
Ci avrebbe pertanto fatto piacere partecipare alla conferenza, magari con un confronto aperto e
franco tra le parti.
Purtroppo vediamo che oggi questa possibilità è venuta meno per un cambiamento del suo
atteggiamento avvalorato dalla giunta che presiede.
Ci spiace da un lato per l’occasione mancata di far conoscere un’altra versione della storia, dall’altro
per il fatto che abbiate voluto cedere alle pressioni di istituzioni che rappresentano un paese che non
è la Repubblica Italiana, a meno che Modena non sia passata sotto l’amministrazione di altro stato.
Evitiamo di disquisire di aspetti storici sia su quanto avvenuto in Ucraina in questi anni sia sul ruolo
dei combattenti sovietici a fianco dei partigiani, in particolare nella vostra regione, come evitiamo di
parlare delle differenze tra fascismo ed antifascismo, in quanto altre persone più autorevoli di noi ve
le hanno ampiamente ricordate in questi giorni, elementi che riteniamo che lei e la sua giunta abbiate
dimenticato o semplicemente ignorato, molto grave di per sé fosse solo per la lotta partigiana che ha
visto l’Emilia Romagna in prima fila dopo aver dato i natali a colui che più di tutti ha incarnato il
fascismo.
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Detto questo non intendiamo entrare in polemica con le sue decisioni; è lei il primo cittadino di
Modena, colui che rappresenta tutti i suoi concittadini, anche quelli che non si riconoscono sotto
l’egida del suo partito, anche quelli che non l’hanno votata, anche quelli che la criticano.
E’ stata certamente una decisione sofferta e ponderata, avrà interpellato la sua coscienza e leggiamo
dal suo post che fa riferimento all’articolo 3 dello Statuto Comunale “che si pone come obiettivo la
promozione della piena affermazione dei valori di giustizia, di libertà, di democrazia e di pace” tutti
sottoscrivibili senza ombra di dubbio.
Non vediamo purtroppo riferimenti all’articolo 21 della Costituzione Italiana “Tutti hanno diritto di
manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Nemmeno riferimenti all’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea:
1 – “Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la
libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte
delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.”
2 – “La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.”
Vi è poi l’articolo 54 della nostra Costituzione dove dopo aver previsto che: “Tutti i cittadini hanno il
dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.”, prevede una
specifica ulteriore che cita testualmente che: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il
dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.
Si tratta sicuramente di una mancata citazione dovuta alle ristrettezze di spazio nei post e nelle
dichiarazione successive ma anche se non fosse così, cioè non fossero citate nello Statuto Comunale,
rimangono valide e nessuno statuto le può inficiare.
Il richiamo a questi articoli dovrebbe essere ciò che determina il dovere di garantire la libertà di
espressione anche e soprattutto a chi la pensa diversamente.
Ricordiamo un motto che recitava più o meno così: non condivido il tuo pensiero ma darò la mia vita
affinché tu possa esprimerlo.
Forse non vale più o non vale nel territorio che voi amministrate?
In quale modo non consentire ad una Libera Associazione di esprimere le proprie ragioni possa
convivere con questi Principi non lo comprendiamo.
Magari se ne avrà il tempo e la cortesia ce lo potrà spiegare e saremo ben lieti di ascoltare la sua
ragione.

Leggendo le ultime notizie che arrivano da Kiv vi è un altro elemento che ci desta preoccupazione.
Le sarà certamente giunta la notizia che il Governo di Kiv intende emanare una legge che obbliga tutti
i coscritti o in età di leva che si trovano fuori dal Paese a rientrare immediatamente per prestare il
servizio militare pena la confisca di tutti i loro beni in Ucraina.

Fatto questo, ci saranno pressioni verso gli Stati, amici in particolare, che ospitano queste persone,
che possono essere uomini, donne, ragazzi, ragazze, invalidi o portatori di handicap, tra i quali vi è
pure il nostro Paese, l’Italia.

L’Estonia, stato facente parte dell’Unione Europea, qualora non lo sapeste, si sta già attrezzando per
rimandare in Ucraina le categorie sopra citate, seguita a ruota da Lettonia e Lituania.
Ci farebbe piacere sapere, nel momento cui questo si concretizzerà (temiamo già dai primi di
febbraio, cioè tra pochi giorni), quale sarà il comportamento suo e dei componenti della Giunta
Comunale, visto che come Primo Cittadino ed Amministratori Pubblici avete la titolarità dell’anagrafe
dei residenti nel vostro territorio.

Lei personalmente cosa farà? Istituirà delle liste di proscrizione dei residenti ucraini e le consegnerà
alle Autorità della Repubblica Italiana a cui risponde o alle istituzioni che rappresentano l’Ucraina in
Italia oppure contro la legge eviterà che ciò avvenga in considerazione che si tratta di rifugiati che non
avevano e non hanno, legittimamente, intenzione di andare al fronte ad uccidere o farsi uccidere
lasciando famiglie in balia dell’ignoto?

Abbiamo maturato la convinzione che quelli che avevano intenzione di combattere per il loro Paese
siano rimasti in Ucraina e siano già al fronte, oppure siano rientrati in questi mesi nel caso si fossero
trovati all’estero allo scoppio dell’Operazione Militare Speciale.
Riteniamo che questa domanda se la sia posta e se non le è di disturbo avremmo piacere di conoscere
il suo pensiero come anche quello dei numerosi cittadini Ucraini rifugiati in Italia che qualunque possa
essere la nostra opinione, mai e poi mai li vorremmo estradati per andare al fronte, a costo di violare
la legge'

In fede,

Enio Bettiol
Andrea Longagnani
Claudio Gobbato
Vladislav Timofiev
Sara Tomasi
Venere Domeneghetti
Carlo Giuseppe Tovaglieri
Virginia Tovaglieri
David Pellegrinotti
Pietro Lo Moro
Monica Tegon
Roberto Pessotto
Lisa Conti
Andrea Fieschi

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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