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Non sono un sorcio: ho superato il Covid due volte e sto bene. Rispettatemi

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Non nego di combattere costantemente con la voglia di mollare, di dire 'vado all'hub'... al massimo non firmo e torno indietro, poi no, resisto


Non sono un sorcio: ho superato il Covid due volte e sto bene. Rispettatemi
E' da tempo che avrei voluto scrivervi ma l'articolo di oggi 'Covid, mentre il mondo riapre l'Italia sprofonda nella distopia' mi ha dato il la e mi impone la raccolta delle riflessioni che mi implodono nello stomaco ormai da due anni.
Perchè vi scrivo? Non lo so con esattezza...forse per il bisogno di ascolto, di condivisione di una frustrazione che, se inizialmente pensavo soffrire in solitudine, è più diffusa di quello che credo.

Chi sono?
Una donna modenese di 48 anni, madre di 4 favolosi figli di 18, 14, 10 e 6 anni, felicemente sposata , di ceto medio, impiegata dipendente, svolgevo uno dei lavori più soddisfacenti al mondo ma in questo momento vivo di miseri sostegni, con la compassione di chi chiede sadicamente, conoscendo perfettamente la risposta, ' e come va il tuo lavoro?'.
Sono (o forse ero) agente di viaggio, non ho bisogno di dire altro...

Sono leale, affidabile e pulita. Rispettosa, fatalista e tendenzialmente ottimista. Ho sempre studiato con diligenza con discreti risultati, mi sono impegnata nel mio lavoro offrendo tutte le mie competenze, quotidianamente affianco i miei figli nella loro crescita per accompagnarli alla vita. Amo la socialità e l'accoglienza. Ho operato in passato come volontaria in Croce Rossa, sono arrivata alla 36esima donazione di sangue all'Avis. Non ho mai fumato, non bevo alcool. Mai fatto uso di droghe. Non prendo farmaci per mia grandissima fortuna. Sono credente, il giusto, anche se non troppo praticante. Non ho fede politica definita.

Ho sempre pagato le tasse, tutte. Il rispetto della legge e del dovere mi hanno sempre caratterizzato. Non sono mai riuscita, nemmeno in adolescenza, a fare un giorno di cabò (si dice ancora cosi?), a salire su un autobus senza avere il biglietto.

Insomma, una condotta semplice di cui non mi faccio vanto ma che ritengo normale.

Eppure sono un sorcio.
Sono il nemico, incredibile a dirsi, pur non avendo dichiarato guerra con nessuno. Non vi dico sul campo di battaglia: frustrazioni, umiliazioni, perdita di amicizie, silenzi social per evitare discussioni, reclusione in casa, rapporti con i famigliari lacerati, incalcolabili ed innumerevoli torture nasali... a pagamento (tanto la pizza non la posso più andare a mangiare). Io che ho discretamente esplorato il mondo, non viaggio più. Non sono nemmeno degna di prendere il treno Quattroville - Modena. E tutto per il mio no.
Unica colpa? (e poi mi spiegate il senso di colpa?) Il libero (e anche qui ho bisogno di chiarimenti) pensiero di scegliere.
Ho ascoltato notizie, numeri, opinioni. Ho rispettato gli entusiasmi di chi con soddisfazione e convinzione si postava con il cerotto al braccio, sentendosi al sicuro per se stesso e per gli altri.
Poi sempre di più, l'imbuto si è strinto con ancora la mia incredulità ingenua che non fosse umanamente possibile la costrizione.

Prima l'obbligo a categorie e ad ogni nuova esclusione della mia, tiravo un sospiro di sollievo, poi il green pass a legalizzare la forzata vaccinazione. Un escalation di imposizioni indirettamente proporzionate al mio sacrosanto diritto di scegliere, alla mia libertà. Poi ancora, un'ultima volta, salvata sul baratro dalla mia 'giovane' età per essere una del 73. Ma quanto andrà avanti ?

Sono nati nuovi eroi ai miei occhi: chi ha perso il lavoro, ha rinunciato alla cattedra, ad un distintivo per la stessa decisione. Letterati, medici, professori o gente semplice, nell'ombra, sempre più scura.
E continuo a non capire la crepa sociale (io non ce l'ho proprio intendiamoci, con i vaccinati e tantomeno con gli operatori sanitari o gli scienziati che si stanno sforzando di trovare soluzioni), l'accanimento ed il capro espiatorio, il voler attribuire colpe o profetiche minacce.

'NON TI VACCINI, TI AMMALI, MUORI. OPPURE FAI MORIRE, NON TI VACCINI, TI AMMALI, CONTAGI, QUALCUNO MUORE' - disse il premier Draghi.

NON TI VACCINI sì, è vero... Non che non mi fido, ma credo molto di più agli anticorpi che il mio sistema immunitario ha prodotto a contatto diretto con il virus, la cui presenza è registrata con esami sierologici che a mie spese ho fatto regolarmente anche se tanto non contano nulla. Perchè si, ho preso il Covid, subito, a marzo 2020. Non diagnosticato perchè 'tanto', diceva la mia dottoressa, 'è scontato che con questi sintomi tu ce l'abbia, niente tampone a te perchè non se ne trovano...'

TI AMMALI sì è già successo con la prima ondata... tanto poi c'è la Tachipirina e la vigile attesa. Tachipirina non ne ho presa, ho aspettato e sono stata fortunata perchè è passato, perché la natura ha vinto ancora una volta.

MUORI con tutte le dovute scongiure, non è successo, sono ancora qui sana e forte, forse anche più di prima.

OPPURE FAI MORIRE durante il lockdown grazie al cielo, non ho contagiato nessuno, nemmeno la mia mamma allettata con Alzheimer a domicilio, protetta dalle mura di casa sua e dalle amorevoli cure di mio padre, anziano, da solo, in un isolamento violento senza aiuti. Non hanno fatto rumore i miei genitori, ma non meno bisognosi di attenzione rispetto ai ricoveri nelle RSA. Ho ripreso a donare il sangue perchè almeno all'Avis non mi sentivo discriminata e 'assassina'...

NON TI VACCINI si è vero, non ne ho voglia... continui a farlo chi lo desidera.

TI AMMALI ebbene si è successo ancora, quarta ondata, il mese scorso, forse Omicron chissà... non me ne sono accorta. E nemmeno rilevato dai tamponi bisettimanali per andare al lavoro, gli antigienici... quelli che non ci prendono mai, che però adesso per uscire dalle quarantene vanno magicamente benissimo, però poi il 6 gennaio all'ennesimo test sierologico sono arrivata a superare il valore massimo di 4000 bau consentiti dalla macchina. Quante incognite... 'sto virus. Continuo a stare bene, pensa un pò...

CONTAGI beffa del destino, pensa che forse sono stata contagiata io da qualche green passato convinto che il tampone delle 48 ore per lui non servisse... E a dirla tutta, mi sono fatta 20 giorni di quarantena, tutte le festività comprese, sempre da negativa eh, insieme alla mia famiglia. Ho fatto le mie 4 ore di fila al drive per 4 giorni, in giorni diversi naturalmente perchè per un nucleo famigliare di 6 persone come il nostro è normale far partire da capo le quarantene per contatti stretti ad ogni tampone eseguito in giornate differenti. Il sistema informatico e di gestione dei contatti già in tilt a meta dicembre (ma come? non siamo in pandemia da 2 anni?), gli operatori sanitari ai quali mancano solo le ali e l'aureola per la santa pazienza, meritevoli della boccia di vino che ho omaggiato loro, ben disinfettata, all'ultimo tampone di libera uscita (il cui esito è arrivato naturalmente dopo 4 giorni dall'effettuazione) per brindare ad ogni esplorazione di naso. Ma poi non sempre il contagio vien per nuocere. Ufficialmente positivo il tampone di mio marito (cinquantenne, che ha rischiato lo stalking in azienda come pericoloso untore... e gli è andata bene fino a giugno...), e delle due figlie grandi. Hanno vinto il super green pass! Quale miglior regalo sotto l'albero che mi ha sollevato dall'incombenza da genitore del decidere a cuor tutt'altro che leggero tra la loro libertà o la loro salute. Mi sono rimasti i figli piccoli, ma anche in questo caso...per fortuna hanno meno di 12 anni...

Unica esclusa quindi dal mondo sociale sono rimasta io, con gli anticorpi a bomba ma con gli sguardi schifati di coloro ai quali non posso esibire il super green pass.

QUALCUNO MUORE e anche questo è accaduto, peccato che era il 18 marzo 2020, mio suocero ottantaseienne paziente fragile con BPCO una delle prime vittime di Covid della provincia. Rifiutato il ricovero per ben 3 accessi al PS poi preso con l'ultimo viaggio in ambulanza per esasperazione. Col vaccino avrebbe fatto la stessa fine ma a volte mi chiedo con le cure di oggi forse chissà se la sorte sarebbe stata diversa rispetto alla vigile attesa e all'osservazione che gli è stata riservata. Col senno di poi, avrebbe contagiato molti meno sanitari se avessero avuto le mascherine a disposizione... per loro stessi ma anche per noi famigliari. Il piano pandemico? In quale cassetto era rimasto polverosamente nascosto?

Ho vissuto lo strappo di un famigliare che non ha meritato nemmeno un saluto di commiato, non una lacrima, non una carezza. Abbiamo ricevuto le sue ceneri dopo tre mesi, in coda alle bare di Bergamo, magari neanche la sua cenere esatta. Eppure nonostante questo, qualcuno ha ancora il coraggio di giudicarmi 'negazionista' o 'complottista'.

Tante domande... nessuna risposta. Gli unici dati empirici o statistiche fantasiose consentite: se non avessimo vaccinato così tanti individui, ad oggi avremmo un ulteriore disastroso numero di morti o forme gravi della malattia. Sarà così... invidio chi confida ancora così ciecamente nella scienza. Con i dati del contagio superiori, a parità di periodo all'anno scorso, quando i vaccini erano ancora lusso di pochi, di empirico ci rimane poco. Errori che nessuno paga ma che come dice lei Direttore, squarciano le membra.
Sarei invece curiosa di dati approfonditi: quanti dei super green passati sono stati vaccinati per scelta consapevole e non forzata, costretta, obbligata, per quieto vivere o per aver ingenuamente creduto a gravi errori di comunicazione di chi ci manovra al potere?

Sono arrivata al bivio : salute o libertà?
Ho scelto la salute, la mia. Sbagliata, infondata, ignorante, paurosa scelta...non importa: pur sempre una scelta. A caro ed ingiustificabile prezzo, persino Amnesty se ne è accorta.
Non nego di combattere costantemente con la voglia di mollare, di dire 'vado all'hub'... al massimo non firmo e torno indietro, poi no, desisto e arrivati ad oggi, complici le disillusioni dei numeri, e da sorcio mi chiudo in casa e aspetto. Ancora.
Sono un sorcio sì , con un'identità che ha un nome e cognome ma senza un QR CODE.
Dove non mi lasciano andare, non vado; chi non mi vuole frequentare, non mi frequenti ma vi prego: non giudicate e rispettatemi.

Donatella D.


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