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Un dossier sulle attività estrattive nel modenese: il business-cave

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Grazie al contributo dei Comitati No Cave La Pressa propone un dossier sulle cave: una attività che ha stravolto il territorio di 5 Comuni modenesi


Un dossier sulle attività estrattive nel modenese: il business-cave

Ricostruire le vicende che hanno portato alla formazione del vasto movimento che ha coinvolto cittadini di 5 comuni tra loro contigui, Bazzano, Piumazzo frazione di Castelfranco Emilia,  Savignano, San Cesario, Spilamberto sarebbe oltremodo difficile.
Resta il fatto che i cittadini di questi Comuni nel 2008 si sono trovati al centro di un “cratere”, individuato da un piano provinciale, che prevedeva il prelievo di oltre 10 milioni di metri cubi di inerti con conseguente perdita irreversibile di 200 ettari  di terreno agricolo e che, una buona parte di questi cittadini hanno deciso che bisognava opporsi a questo insensato ennesimo attacco al loro territorio.
Si sono così formati diversi comitati che, in collaborazione tra di loro e con Enti e Associazioni ambientaliste locali e nazionali hanno contrastato, con alterne fortune, questa autolesionistica illogica scelta. 
Con questo dossier realizzato dai Comitati No Cave, La Pressa si propone di tratteggiare il quadro della situazione.

Oggi partiamo da alcuni episodi ed alcune scelte che hanno segnanto snodi importanti e decisivi della battaglia dei Comitati, in particolare del Comitato Tutela Territorio di Savignano. Siamo ai primi mesi del 2008 e trapelano ipotesi per nulla tranquillizzanti relative al piano di escavazione, in preparazione, valido dal 2009 al 2019. L'amministrazione non promuoveva incontri e confronti e tutto procedeva in silenzio: la stragrande maggioranza delle persone sapeva poco o nulla e sempre in modo superficiale, incompleto, per sentito dire. 
Un piccolo esempio per capire; il nuovo piano avrebbe consentito di scavare sino a 10 metri dalle case ma di questa notizia i confinanti il perimetro delle future cave nulla sapevano, nessuno era stato adeguatamente coinvolto ed informato. Dopo molte pressioni ed insistenze il 10 giugno 2008 viene organizzata una pubblica assemblea per dare completa informazione. La partecipazione fu grandissima: era chiaro, il primo compito dei Comitati era di promuovere iniziative per informare tutti i cittadini di cosa “bolliva in pentola” e quali conseguenze avrebbe comportato per l'ambiente e per tutto il territorio.
Era necessario lavorare su due piani; informare dell'esistenza di questo piano approondendo tutti gli aspetti tecnici scovando e mettendo in risalto ciò che volutamente era non detto o seminascosto. Solo per citarne alcuni, distruzione del territorio, impatto sulle falde, iperbolico aumento di passaggi di mezzi pesanti e relativo inquinamento dovuto ai gai di scarico. Oltre a ciò bisognanva far sapere che si era costituito un Comitato con l'obiettivo di contrastare tutto ciò e questo comitato aveva bisogno del sostegno di tutti i cittadini.
Tutto questo si concretizzò con una iniziale campagna di manifesti che fu visibile e duratura con lo scopo di “far sapere” che a Savignano c'era un problema e che un gruppo di cittadini lavorava per contrastarlo. In contemporanea partì una raccolta firme tramite il tradizionale gazebo “piazzato” ovunque ci fosse una manifestazione o un luogo di passaggio. Per diversi mesi gli argomenti furono portati a conoscenza dei cittadini di Savignano con grande successo e si raccolsero oltre 2.500 firme.
A queste azioni venne affiancata la pubblicazione periodica – circa ogni trimestre -  di un giornalino distribuito  a Savignano, del primo numero ne furono stampate e distribuite 5.000 copie e vennero organizzate diverse manifestazioni che videro sempre una nutrita presenza di cittadini sempre più consapevoli che solo una attiva  partecipazione poteva fare da diga ad un modo arrogante e miope di gestire i beni comuni quali sono il territorio, la qualità dell'aria e la qualità dell'acqua. Solo per citarne alcune ricordiamo al teatro Venere di Savignano  le assemblee del 30 ottobre 2008 con la presenza, tra gli altri del professor Giorgio Celli, il convegno del 14 marzo 2010 ad argomento il consumo di territorio con la presenza del dottor Domenico Fininguerra e la manifestazione “contro” all'inaugurazione della pedemontana il 14 febbraio 2009 2 la grande fiaccolata, con oltre 1.000 presenze, il 7 settembre 2009.

Ora La Pressa si propone di tirare le fila del lavoro fatto e di fotografare la realtà attuale a pochi mesi dalla scadenza del Piae stesso. Un appuntamento bisettimanale (giovedì e sabato), simile a quanto realizzato per l'inceneritore di Modena, con i singoli capitoli che verranno raccolti in una rubrica ad hoc. Ricordiamo che pochi mesi fa dedicammo nella trasmissione Perchè Tacere una puntata sul tema.


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