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CCC, il colosso delle cooperative

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La storia del CCC, dalle vicende giudiziarie alla crisi e la necessità di fondare «Integra»


CCC, il colosso delle cooperative

Qual è la storia del CCC? Il Consorzio cooperativo che appare (come vincitore) in tutti i grandi appalti modenesi (dal complesso San Paolo al Sant’Agostino) e la cui newco si è recentemente aggiudicata il bando regionale per la ricostruzione della scuola di Concordia distrutta dal sisma? «Il Consorzio Cooperative Costruzioni nasce nel 1912 con il nome di Consorzio fra le cooperative di birocciai, carrettieri ed affini della provincia di Bologna» - si legge nella storia patinata in bianco e nero pubblicata sul sito del CCC stesso (che oggi vede associate oltre 200 imprese). Un consorzio con sede a Bologna che ha realizzato molte delle grandi opere del nostro Paese e negli ultimi anni si è aggiudicato lavori importanti, come l’alta velocità Milano-Bologna, il passante di Mestre o il restauro della Galleria degli Uffizi di Firenze.

Ma un Consorzio che figura anche nelle grandi inchieste italiane sugli appalti. Alcune storiche della fine del secolo scorso (vedi articolo a destra) e alcune recenti. Nel 2011 la Procura di Monza nel processo- Penati mise sotto inchiesta il CCC per la maxi-area dell’ex Falck. Secondo l’accusa i proprietari dei terreni, Luca e Giuseppe Pasini, vennero ricattati. Avrebbero dovuto affidare i lavori residenziali alla Ccc e pagare tramite false consulenze due professionisti, indicati come presunti tesorieri dell’allora numero due del Consorzio, il modenese Degli Esposti. Ma la «concussione per induzione» contestata alla Ccc andò in prescrizione con la legge Severino e lo stesso Degli Esposti non andò nemmeno a processo. Tutti assolti invece (compreso l’ex presidente CCC Piero Collina) gli imputati del processo Civis a Bologna, mentre lo stesso Collina è ancora accusato di turbativa d’asta e abuso d’uf ficio nel processo sul famoso ‘People mover’.

Nel giugno dello scorso anno la svolta nella direzione del CCC. Il presidente Piero Collina e il suo vice Omer Degli Esposti lasciano a Vincenzo Onorato (presidente) e a Renzo Zucchelli (vice). Ad aprile 2016 la nuova rivoluzione dettata dalla crisi (mai ufficialmente ammessa, ma devastante) in cui versa il CCC. L’8 aprile viene presentata a Milano «Integra», una newco con sede sempre a Bologna (capitalizzazione per 42 milioni di euro, portafoglio lavori di 2 miliardi di euro, 119 soci e un giro di affari complessivo delle associate di circa 6 miliardi) alla quale CCC trasferisce il ramo «lavori e servizi». Di fatto una società ripulita (tra i 119 soci anche la Cmb di Carpi, che con 7500 euro finanziò la campagna elettorale del sindaco di Modena Muzzarelli , e quel Gruppo Sicrea che salvò dal fallimento l’ex Cdc) al cui vertice c’è proprio Vincenzo Onorato che ne è direttore generale e presidente. E il CCC che fine fa? Alla sua guida va quello che damolti è conosciuto come il ‘l i q u i d at o re ’ delle coop, il modenese Domenico Livio Trombone. «Il CCC ha ancora 210 partecipazioni da gestire e probabilmente si evolverà in una holding - disse Trombone stesso lo scorso aprile sul Sole24Ore -. Siamo presenti in alcune realtà finanziarie e assicurative e in una serie di progetti e società immobiliari che vanno dal Nord al Sud. Abbiamo circa otto sedi secondarie oltre quella di Bologna e 86 dipendenti con professionalità importanti che devono contribuire a questo cambiamento di pelle. Va implementata la gestione degli approvvigionamenti settore che ha intermediario fino a 500 milioni di euro di merci e servizi. Senza contare che il valore contabile delle partecipazioni è cento milioni più tutto il suo patrimonio immobiliare » . Che, messa così, non si spiega allora perchè fondare «Integra»...  

Il libro di Mori

E la CCC è stata negli anni ‘90 oggetto di un processo, poi finito con una assoluzione, per associazione mafiosa. Una vicenda complessa che viene citata nel libro «Ad alto rischio» scritto in prima persona dal generale dei carabinieri Mario Mori, ex comandante del Ros (il reparto speciale dell’Arma che il 15 gennaio 1993 arrestò Salvatore Riina) ed ex direttore del Sisde. Accusato dalla magistratura palermitana di avere ritardato apposta la cattura di Provenzano, Mori è stato assolto anche in Appello il 19 maggio scorso. Una accusa infamante quella del processo di Palermo e - per chi conosce bene persone e fatti - fuori da ogni contesto in base a un teorema gratuito sostenuto anche dal «cittadino onorario » di Modena Antonino Di Matteo, tra i pm di questa paradossale vicenda giudiziaria che ha visto vittima proprio Mori insieme al colonnello Mauro Obinu . Ma ecco il passaggio sulla CCC presente nel libro di Mori. Era il 1993. ... Scoprimmo l’esistenza di veri e propri accordi tra le coop e le ditte subappaltatrici camorriste. Tra le società coinvolte in particolare il CCC di Bologna e il Conscoop di Forlì. Avevano formato veri e propri cartelli con imprese del gruppo Alfieri-Galasso. Queste, oltre ad aggiudicarsi i lavori in subappalto, fornivano fatturazioni false alle cooperative per creare fondi neri in Italia e all’estero. Soldi che servivano soprattutto per pagare le tangenti ai politici. E che, naturalmente, venivano stornati dagli importi corrisposti dalle amministrazioni pubbliche per la realizzazione dei lavori. Cioè della collettività. E’ vero, in sede processuale diversi imputati vennero poi assolti. Ma il valore della nostra inchiesta, apprezzata sia dalla procura che dal Gip del tribunale di Napoli, restava intatto. Perchè avevamo comunque ricostruito nella sua globalità il sistema di collusioni e partecipazioni che si era creato tra imprese nazionali «pulite» e società della camorra. Ovviamente ci fu un grande clamore. Che in quell’occasione ci scatenò addosso le polemiche del mondo politico legato alle cooperative. Ci conquistammo così la nomea di «uomini manovrati dalla destra». Poi però, con l’indagine successiva, finimmo nel mirino di Forza Italia e del centrodestra...


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Giuseppe Leonelli
Giuseppe Leonelli

Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato ..   Continua >>


 
 

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