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Le dermatiti del viso nell'era della mascherina anti-Covid

Le dermatiti del viso nell'era della mascherina anti-Covid

La mascherina, con una azione di sfregamento e occlusione della nostra pelle, ha fatto comparire o riesacerbare dermatiti del viso di varia natura


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Continua la rubrica de La Pressa A Cura di, realizzata dal gruppo di medici e operatori sanitari del Poliambulatorio Fisio Line di Modena. Per porre domande: info@fisioline.net indicando nell’oggetto “La Pressa”.

L’infezione da Sars-Cov-2 colpisce anche la pelle dando le più disparate manifestazioni cutanee, ormai ampiamente descritte in letteratura scientifica.
Come gran parte delle infezioni virali, essa può davvero mimare un ampio spettro di manifestazioni dermatologiche, dagli esantemi, all’orticaria, alle vasculiti.
Tralasciando i segni più specifici e direttamente correlati all’infezione, notiamo che oggi varie manifestazioni cutanee sono da correlarsi alla variazione del nostro stile di vita, ed in particolare all’utilizzo della mascherina, strumento essenziale per limitare la diffusione del contagio; abbiamo quotidianamente a che fare con uno strumento che può irritare molto il nostro viso, ed è di questa che oggi parliamo.
La mascherina, con una azione di sfregamento e occlusione della nostra pelle, ha fatto comparire o riesacerbare dermatiti del viso di varia natura.

Prima fra tutti l’acne; è peggiorata in soggetti che già soffrivano di questo disturbo, ed è esordita in pazienti anche non più proprio adolescenti.
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E’ talmente diffuso questo effetto indotto dalla mascherina che è stato coniato addirittura il neologismo di Maskne (acne da mascherina).
Questo peggioramento/esordio è dovuto a molteplici fattori, fra i quali ricordiamo i più facili da osservare e comprendere:
lo sfregamento cronico della mascherina
la variazione dell’umidità e della temperatura cutanea inficiata dagli atti respiratori all’interno della mascherina
la proliferazione batterica grazie al microambiente che viene a crearsi.

Altra dermatosi ampiamente diagnosticata in questo periodo è la dermatite seborroica. Dermatite la cui eziopatogenesi non è ancora molto chiara; sembra svolgere un ruolo chiave la proliferazione di un lievito che vive sulla nostra pelle, la Malassezia Furfur.
Non sono da sottovalutare altri fattori quali la familiarità, lo stress, la stagionalità.
La dermatite seborroica si manifesta con l’eritema della regione sopraccigliare, dei solchi nasogenieni, l’aumento del prurito e della forfora del cuoio capelluto.

La rosacea, altra dermatosi classica del viso, definita anche couperose, ha subito sicuramente un’impennata di peggioramenti e nuove manifestazioni. Essa può presentarsi come eritema del viso diffuso alla zona centro-facciale, al flushing, vampate di rossore e calore improvviso, alla dilatazione capillari che conferisce al volto un aspetto cronicamente rubro, fino a manifestazioni papulo-pustolose e iperplastiche.
Anche per questa l’uso della mascherina favorisce l’azione di altri fattori quali la predisposizione, lo stress, i problemi gastroenterici, il fumo, l’alcol il consumo di caffè che sono alcune delle cause che portano a questa patologia.

Le dermatiti eczematose chiudono un po’ questa breve descrizione sulle dermatiti del viso più presenti in questo periodo storico.
In particolare le dermatiti palpebrali hanno aumentato copiosamente la loro incidenza con l’avvento delle mascherine.
Prurito, desquamazione, vescicolazione ed essudazione sono alcune delle caratteristiche di queste dermatiti. La causa può esser difficile da constatare, ma in gran parte esse sono ascrivibili a dermatiti da contatto con o senza una sensibilizzazione allergica.
Per una corretta diagnosi si rendono talvolta necessarie prove allergiche epicutanee.

In questo ginepraio il dermatologo deve esser lo specialista di riferimento, l’unico in grado di diagnosticare, gestire e prevenire l’esordio e il peggioramento di queste dermatosi.

Dottor Garbarino Federico - dermatologo
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