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Letteratura infanzia: ecco perché leggere ai bambini è importante

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I buoni libri per bambini sono semi che cadono come chicchi di pioggia marzolina; ticchettano bussando irriverenti per depositarsi fra le pieghe dei pensieri


Letteratura infanzia: ecco perché leggere ai bambini è importante

Continua la rubrica de La Pressa A Cura di, realizzata dal gruppo di medici e operatori sanitari del Poliambulatorio Fisio Line di Modena.

Varcata la porta del libro, eccoci immersi nel verde cupo di una fitta foresta. L’unica luce sembra provenire da qualche fiore giallo di un umido sottobosco. Abbiamo capito: siamo entrati in un luogo pieno di misteri, in un groviglio di significati, tra i rami dei roveti, felci e pruni selvatici. Un luogo fitto di vegetazione, ma abitato da animali. Un sentiero invisibile nasce sotto i piccoli passi incespicanti, quelli di un bimbo che apre un libro e si addentra in un mondo magico. Ogni copertina di un albo illustrato è un incitamento. Per un bambino un verso è un’unità di misura imparagonabile a quella che un adulto percepisce: un verso è un universo, un libro intero.
Questo universo accanto ad un’immagine, a cui i bambini sono particolarmente sensibili, acquista una dimensione amplificata, con una risonanza profonda che viene descritta con l’effetto: testo x figure= albo illustrato, diverso da testo+ figure=libro con figure. A questi si aggiunge un terzo elemento, quello grafico che unisce le parole alle immagini, come l’impaginazione, il formato, il tipo di carta scelta e dà vigore alla qualità dell’opera che, quando è riuscita, l’elemento grafico non si fa notare, coadiuva i primi due e da essi è assorbito. La narrazione nasce dal bisogno di affabulazione insito nell’essere umano, racconta a noi e agli altri la nostra identità, da senso alla nostra esistenza, è la levatrice antropologica dell'immaginario. Nello stesso momento è la storia stessa a prendersi cura di chi l’ascolta: protetto dalla finzione, il lettore può compiere gesta eroiche, misurarsi con sé stesso, superare paure intollerabili, eventi imprevisti ed avversi.

I piccoli lettori possono vivere mille avventure senza mettersi in pericolo, a seconda del giorno possono identificarsi talvolta con il mostro, talvolta con l’eroe, senza che questo abbia conseguenze. La storia si nutre di metafore e grazie alla distanza protettiva che la narrazione pone tra il reale e la finzione, si aprono imprevedibili percorsi e mirabolanti elaborazioni immaginative, come il riflesso sullo scudo di Perseo difronte a Medusa: esso ci salva dal pieno impatto del terrore. Incontrare un racconto permette ai bambini di raggiungere spazi d’immaginazione negati dalla realtà, a volte anche pensare ai lati più oscuri del mondo. Il racconto ha la grande virtù di condurci là dove il pensiero si ferma per paura dell’ignoto, verso e oltre quelle che vennero chiamate Colonne d’Ercole, i confini antichi del mondo conosciuto. “Le storie fanno molte cose”. Le storie possono anche curare: si prendono cura dell’insensatezza della malattia fisica o psichica, curano la frammentarietà, la disgregazione, la provvisorietà che la malattia porta con sé, offrendo una trama verso una integrità perduta o mai posseduta. Nelle storie si trova un elemento di ordine e di narrazione intrecciati nell’ immedesimazione empatica. Ma la letteratura non deve avere uno scopo, un fine, il libro a tema; non è “al servizio di”, ma solo per il piacere e per il gioco. I buoni libri per bambini sono semini che cadono come chicchi di pioggia marzolina; essi ticchettano bussando irriverenti per depositarsi fra le pieghe dei pensieri; umidificano il terreno aspettando pazienti il momento propizio per farsi largo e germogliare non appena si presenterà l’occasione.

Fine prima parte - continua

Se vi fa piacere potete mettere le vostre esperienze, i vostri pensieri o commenti nella “cassetta delle lettere” all’indirizzo vera.vaccari@outlook.it

Vera Vaccari




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