Rubriche Accadde oggi

Il 4 marzo 1975 Charlie Chaplin viene nominato Cavaliere dalla regina

Il 4 marzo 1975 Charlie Chaplin viene nominato Cavaliere dalla regina

L’American film Institute lo ha inserito al decimo posto fra le più grandi star della storia del cinema


1 minuto di lettura

Charlie Chaplin, nato a Londra, il 16 aprile 1889, venne nominato Cavaliere, il 4 marzo 1975, dalla regina Elisabetta ll del Regno Unito.
Chaplin è stato un attore, regista, sceneggiatore, comico, compositore e produttore cinematografico; autore di oltre 90 film è stato tra i più importanti e influenti attori del XX secolo.

Il personaggio che gli diede fama internazionale, fu quelli del 'Vagabondo'.
Charlot era un omino dalle raffinate maniere, vestito di una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio.
Tipici del personaggio erano anche i baffetti e l'andatura ondeggiante.
Charlot fu l'emblema delle classi sociai più emarginate, nell'era del progresso economico industriale.

Chaplin fu la personalità più creativa del cinema muto; la sua vita lavorativa, nel campo dello spettacolo, ha attraversato oltre 75 anni.
Fu oggetto di adulazione ma anche di critiche a causa della sue idee politiche.
Di forte stampo progressista Chaplin, fu avversato dalla maggior parte della stampa e molto criticato anche dal governo federale statunitense. Venne 'riabilitato' dall'opinione pubblica americana solo agli inizi degli anni 70, quando ritirò l'Oscar alla Carriera.
Charlie Chaplin è considerato tra gli attori più famosi e l'American film Institute lo ha inserito al decimo posto fra le più grandi star della storia del cinema.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Radio Birikina

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.