Il 21 maggio 1972, Laszlò Toth, cittadino australiano di origini ungheresi, geologo, estrasse dalla giacca un martello e iniziò prendere a martellate la statua della Pietà di Michelangelo.
Il suo accanimento si riversò soprattutto sulla figura di Maria, a cui staccò il naso e il braccio sinistro.
Toth sostenne di aver compiuto l'attentato per rivendicare che Cristo era risorto nella sua persona.
Dopo due anni di manicomio, fu rilasciato e tornò a vivere in Australia, dove morì in una una casa di cura nel 2012.
Il capolavoro di Michelangelo è una delle più importanti sculture della Storia dell'arte. Realizzata in bianco marmo di Carrara dal 1497 al 1499.
Oggi la Pietà di Michelangelo, dopo un accurato restauro, si presenta a noi praticamente tale e quale come la si contemplava prima dell'attentato. La Pietà ora è di nuovo esposta, nella Basilica di San Pietro, protetta da un vetro antiproiettile.
Laszlò Toth prende a martellate la Pietà di Michelangelo: 21 maggio 1972
La Pietà ora è di nuovo esposta, nella Basilica di San Pietro, protetta da un vetro antiproiettile
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