Durante la sua Presidenza negoziò con successo il ritiro delle truppe sovietiche dalla Polonia e ridusse anche i debiti esteri esistenti
14 novembre 2023 alle 06:59
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Lech Walesa, leader del sindacato 'Solidarnosc' in Polonia, dopo 11 mesi di prigionia venne liberato: era il 14 novembre del 1982. Fin dall'inizio della sua carriera Walesa fu interessato alle rivendicazioni dei lavoratori. Era un leader carismatico che aiutò a organizzare gli sciopero polacchi del 1970 al cantiere di Danzica. I lavoratori protestavano contro il decreto del governo che aumentava i prezzi dei generi alimentari. Nel giugno del 1976 Lech Walesa perse il lavoro a causa del suo coinvolgimento nel sindacato; nel corso degli anni fu arrestato più volte per aver partecipato ad attività dissidenti.
Il Papa Giovanni Paolo ll, durante il viaggio del 1979, in Polonia, solidale con Walesa, dichiarò: 'La Chiesa non ha paura del Mondo del lavoro; Cristo non approverà mai che l'uomo sia considerato come semplice mezzo di produzione'. Lo sciopero del 14 agosto 1980 nel cantiere di Danzica, ispirò scioperi simili in tutta la Polonia.
Il sindacato 'Solidarnosc', con a capo Walesa, crebbe rapidamente, con oltre 10 milioni di membri. Walesa il 14 novembre 1982 venne liberato dopo essere stato incarcerato per 11 mesi vicino ai confini sovietici. Dopo la sua liberazione Walesa venne insignito del premio Nobel per la pace che non potè ritirare personalmente in Svezia.
Il 9 dicembre 1990 Walesa vinse le elezioni presidenziali, diventando il primo capo di stato polacco liberamente eletto e il primo capo di stato non comunista. Durante la sua Presidenza negoziò con successo il ritiro delle truppe sovietiche dalla Polonia; ridusse anche i debiti esteri esistenti e favorì l'entrata della Polonia nella Nato e nell'Unione Europea. Nel 1985 finì l'esperienza come Presidente. Si dedicò alla fondazione dell'Istituto Lech Walesa con la missione di 'divulgare la solidarietà in Polonia ed educare le giovani generazioni a promuovere la democrazia e costruire una società civile in Polonia e nel mondo.
Redazione Pressa
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