Leggi razziali e antiebraiche: il 7 settembre 1938 che spalancò l'orrore
L'elenco dei provvedimenti legislativi antiebraici emanati in Italia durante il fascismo offre una idea precisa del rigore delle azioni disumane
07 settembre 2023 alle 06:42
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Il 7 settembre 1938 viene promulgato il Regio decreto numero 1381 nei confronti degli ebrei stranieri in Italia. L'elenco dei provvedimenti legislativi antiebraici emanati in Italia durante il fascismo ci da una idea precisa del rigore e della precisione con cui si misero in atto azioni disumane e violente. Il decreto numero 1381 revocò la cittadinanza italiana concessa a 'Stranieri ebrei posteriormente al primo gennaio 1919'; intimò a tutti gli ebrei stranieri di abbandonare il territorio del Regno e venne vietato loro di fissare dimora in Italia. Vennero inoltre considerati ebrei coloro che erano nati da genitori ebrei, anche se si professavano di religione diversa.
Nello stesso periodo furono emanati, dal regime fascista, anche provvedimenti che riguardavano la scuola. A partire dal primo ottobre 1938, vennero espulsi dalle scuole docenti e alunni ebrei. Razzismo e antisemitismo erano il frutto di una convinta ideologia sorretta scienziati razzisti. A causa delle leggi razziali, uomini, donne e bambini vissero quotidianamente con angoscia le ingiuste umiliazioni e la miseria. L'attuazione di queste leggi disumane e discriminatorie fecero in modo che una buona parte della popolazione italiana, per il solo fatto del loro luogo di nascita, fosse violentemente isolata. Il sacrificio della vita di un numero intollerabile di innocenti fu evidentemente il prodotto di un governo totalitario e non di uno sbaglio del legislatore o dell'ingrata necessità di compiacere gli alleati tedeschi.
Redazione Pressa
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