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Muore Antonio Gramsci, 27 aprile 1937

Muore Antonio Gramsci, 27 aprile 1937

Dopo 11 anni di sofferenze nelle prigioni fasciste


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Antonio Gramsci. Filosofo italiano e fondatore del Partito Comunista d'Italia nel 1921, muore il 27 aprile 1937, dopo 11 anni di sofferenze nelle prigioni fasciste.
L'8 novembre 1926, viene arrestato a Roma e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.
Accusato di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato, incitamento all'odio di classe, Gramsci viene condannato a 30 anni di reclusione.
Antonio così scrive alla mamma: 'Vorrei che tu comprendesti che io sono un detenuto politico, che non ho da vergognarni di questa situazione. La detenzione è la condanna le ho volute io stesso. Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita'.

Il sindacalista, Giuseppe Di Vittorio, nel primo anniversario della morte di Gramsci, scrive così  su 'La Voce degli Italiani: 'Onorando la memoria di Antonio, noi abbiamo la certezza di esprimere l'intimo sentimento di tutto il popolo italiano. Il fascismo ha compreso quale grande uomo è Antonio Gramsci e lo ha rapito al popolo, assassinandolo gradualmente, in oltre 10 anni di lento e sistematico supplizio'.

Gramsci è stato un uomo fedele alla classe operaia, nella buona come nella cattiva sorte, è  uno dei più  grandi e originali pensatori dei nostri tempi. È stato anche il saggista italiano più diffuso nel mondo, in tutte le lingue e tutti i continenti.

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