Nel 1610 Galileo acquisì informazioni sulla superficie della luna, studiò la via lattea e scoprì i 4 maggiori satelliti di Giove. Il matematico pisano scrutò anche il sole vedendovi delle macchie in movimento.
Le sue scoperte vennero pubblicate nel 1611 e ciò gli valse una posizione di insegnante a Firenze.
Anche la Chiesa iniziò a prestare attenzione alle opere di Galileo: Galilei si recò a Roma dove fu accolto da Papa Paolo IV. Nel 1614 il frate Tommaso Ceccari accusò il matematico, di contraddire le Sacre Scritture. Galileo infatti credeva che la Terra compiva su se stessa un moto di rotazione e asseriva che non la Terra ma il sole si trovava al centro del sistema con i pianeti. La Chiesa allora asserì che le idee di Galileo erano eretiche perché contradicevano i passi della Bibbia.
Non valse a nulla che per difendersi Galilei spiegasse che le Sacre Scritture avessero carattere morale e salvifico e non scientifico.
Nel 1633 arrivò la chiamata dell'Inquisizione e iniziò un processo durante il quale venne condannato all'esilio ad Arcetri. Sembra che Galileo, a testimonianza di come credesse alle sue teorie disse: 'E pur si muove', riferendosi ai movimenti della Terra.
Con le sue scoperte Galileo Galilei cambiò il modo di interpretare la scienza, eppure morì da solo in esilio ad Arcetri.
Quasi 4 secoli dopo Papa Giovanni Paolo ll riconobbe gli errori della Chiesa e rese onore a Galileo davanti alla Pontificia accademia delle scienze.



