Quelli della vecchiaia furono anni di tribolazione interiore e di travagliata riflessione sulla fede, sulla morte e sulla salvezza
06 marzo 2024 alle 06:48
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Il giorno 6 marzo 1475, all'interno del Castello medievale di Caprese, nacque Michelangelo Buonarroti uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, il cui nome è divenuto sinonimo di eccellenza. Fu il padre ad avviare Michelangelo alla bottega fiorentina di Domenico e Davide Ghirlandaio per un periodo di formazione di tre anni. Già a 12 anni fu attivo come apprendista e acquisì i primi rudimenti nell'arte della pittura. Michelangelo imparò la tecnica dell'affresco nel cantiere della Cappella Tornabuoni in Santa Maria Novella. Buonarroti si distaccò poi momentaneamente dalla pittura e si avviò all'arte della scultura guidato da Francesco Granacci.
Michelangelo poi frequentò 'Il Giardino Mediceo di San Marco', sostenuto da Lorenzo il Magnifico, vero centro di alta formazione: in quel luogo conobbe i suoi principali committenti. Con la caduta dei Medici, Michelangelo si trasferì a Roma; nella capitale lavorò a 2 progetti importanti: il completamento della tomba di Giulio II e il Grande affresco del 'Giudizio Universale' della Cappella Sistina.
L'ultimo trentennio di vita dell'artista fu caratterizzato dal progressivo abbandono sia della pittura che della scultura. Michelangelo si dedicò soprattutto a importanti progetti di architettura e urbanistica, che segnarono la rottura con la tradizione Classica. Giunto alla vecchiaia, Buonarroti, entrò nella leggenda, condizione mai vissuta prima da nessun altro artista in vita. Tuttavia quelli della vecchiaia furono anni di tribolazione interiore e di travagliata riflessione sulla fede, sulla morte e sulla salvezza. Il sentimento che affiorò nelle sue ultime opere è quello di un profondo e sofferto isolamento davanti al momento decisivo con Gesù. Proprio dell'ultimo periodo della sua vita fa parte, il 'Il Gruppo Scultoreo della Pietà', l'opera nella quale si può comprendere a pieno i momenti di sofferenza di Michelangelo Buonarroti, e la sua irrequietezza.
Redazione Pressa
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