Venti settembre 1932, Gandhi inizia il suo primo sciopero della fame
Per Mahatma Gandhi il digiuno rappresentò la preghiera più pura
20 settembre 2023 alle 06:45
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Il 20 settembre 1932, Gandhi, nella prigione di Yeravda, decise di digiunare per protestare contro il Governo Mac Donald. Il Mahatma, in particolare digiunò ad oltranza contro l'istituzione di elettorati divisi e per il rispetto dei diritti degli 'intoccabili'. Gli 'intoccabili' erano i fuori casta, i poveri che non godevano di ricchezze; Gandhi si prese cura delle loro necessità e tribolazioni. Con lo sciopero della fame rischiò la morte ma raccolse i frutti della sua protesta: gli 'intoccabili' ritornarono ad una vita sociale più inclusiva e poterono frequentare i templi da cui prima erano stati esclusi.
Per Mahatma Gandhi il digiuno rappresentò la preghiera più pura: 'Il digiuno è abbandono totale a Dio, è destinato ad agire nell'anima degli altri e il suo effetto è duraturo. Dentro di me avviene una pace celeste'.
Gandhi, la 'Grande Anima' studiò legge a Londra; visse in Sudafrica e lì si accorse della mancanza delle libertà civili e dei diritti politici degli immigrati indiani. Il Mahatma si impegnò e combattè contro i soprusi britannici; lo fece non con la rivolta armata ma attraverso la resistenza e la disobbedienza collettiva pacifica. In questo modo, l'avvocato indiano, con amore universale condusse il suo popolo all'indipendenza.
Le idee di Gandhi sono ancora oggi una 'forza-verita'' per l'umanità. Le Parole e le azioni del Mahatma sono, anche, una dottrina di vita, che se applicata ha un riscontro positivo sia nei piccoli eventi che in quelli grandi. Una frase del Mahatma Gandhi è rimasta particolarmente famosa: 'La verità e la non violenza sono antiche come le colline. Ho solo tentato di metterle in pratica'.
Redazione Pressa
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