Iscriviti al canale Telegram de La Pressa
La Pressa redazione@lapressa.it Notizie su Modena e Provincia
Logo LaPressa.it
Facebook Twitter Youtube Linkedin Instagram Telegram
Iscriviti al canale Telegram de La Pressa
rubrichePressa Tube

Stop all'argilla dall'Ucraina, gli importatori corrono ai ripari: 'A maggio riserve finite'

La Pressa
Logo LaPressa.it

Andrea Barillaro guida la Baan Industrial Raw Materials, e da oltre 20 anni importa materiale per la produzione ceramica: 'Difficile sostituire quel mercato. Dall'Ucraina 1,7 milioni di tonnellate di argilla all'anno per la ceramica Sassolese, il 20% dei materiali che servono per produrre le nostre piastrelle'


Guarda i nostri video in anteprima, Iscriviti al nostro canale YouTube !
Praticamente dall'inizio della guerra porti come quello di Mariupol, o di Berdyansk, dove vengono caricati partono verso i porti italiani i cargo contenenti argilla, caolino ed altri materiali per l'industria ceramica prelevato dalla grandi cave dell'Ucraina, sono inavvicinabili. Un flusso all'anno di circa 1,7 milioni di tonnellate di argilla soprattutto destinate al comprensorio ceramico sassolese, interrotto. Circa il 20% del totale. I porti sono fuori uso e gli armatori dall'inizio del conflitto hanno smesso di avvicinarsi. Il mare e una decina di giorni da, quando questa intervista è stata realizzata, erano già diverse le navi sia russe sia di diverse nazionalità, affondate.

Un enorme problema per l'industria ceramica italiana che ha il cuore a Sassuolo e per chi di questi materiali necessari per la produzione, la rifornisce. Tra i soggetti di maggiore esperienza e di peso nel settore, per il comprensorio di Sassuolo, c'è Andrea Barillaro, titolare della Baan Industrial Raw Material.
Nel suo ufficio di Colombaro ci sono campioni di tutti i materiali che servono alla produzione ceramica: oltre ad argilla e caolino, Feldspato, Sabbie e quarzi, Ossido di cerio, Ossidi coloranti, Corpi macinanti, Ulexite, Talco puro, Carbonati. Materiali che Barillaro individua e importa da cave in tutto il mondo. Accordandosi con i fornitori direttamente per poi organizzare il trasporto via nave fino al porto di Ravenna dove il materiale viene stoccato e poi trasportato su camion via terra fino a Sassuolo. Per farsi una idea, per alimentare il comprensorio sassolese, al porto di Ravenna arrivavano dall'Ucraina due navi da 15.000 tonnellate di argilla la settimana per un totale di 120.000 tonnellate al mese. Materiale molto chiaro, di ottima qualità ed economico. Ora dall'Ucraina il totale è zero. Difficile anche per chi come Barillaro è sul mercato da anni e conosce altre vie del mondo per rifornirsi di materiale, affrontare questa situazione.
Le forniture da altri Paesi, non sono sufficienti per compensare l'assenza di tali quantità, e costano molto di più. Ora si è ritornati al pre anni '90 per l'argilla rifornendosi dalle cave tedesche ma la Germania non ha più la rete logistica di una volta, ovvero prima che il mercato si orientasse verso l'Ucraina, e oggi mancano container e camion, almeno quelli sufficienti per trasferire il materiale richiesto per compensare lo stop dall'Ucraina. Poi c'è la questione prezzi. Alla fonte e per il trasporto. Questi salgono a vista d'occhio. Nella mezz'ora che trascorriamo nel suo ufficio, Barillaro riceve due mail in cui si comunica unilateralmente la variazione al rialzo di alcune materie. Anche del 10%. Ciò che in tempi di pace succedeva ogni tanto ed in maniera concordata a programmata oggi è roba quotidiana, comunicata con un messaggio. Prendere o lasciare. Eppure è l'unica via. Gli stoccaggi di materiale proveniente dall'Ucraina sono ormai esauriti e le prospettive non sono buone. 'Anche se la guerra finisse oggi - ci vorrebbe almeno un anno per ripristinare le forniture. I porti sono distrutti, ci sarebbero intere infrastrutture da ricostruire'. E alla tristezza per la guerra si aggiunge la tristezza nel guardare quelle cartine appese al muro con i vari continenti, dall'Australia all'Europa, colorate sulla base dei materiali che vi si possono trovare, dove l'Ucraina non è più, chissà per quanto tempo, il Paese che fino al 24 febbraio, era.

Gianni Galeotti


Praticamente dall'inizio della guerra porti come quello di Mariupol, o di Berdyansk, dove vengono caricati partono verso i porti italiani i cargo contenenti argilla, caolino ed altri materiali per l'industria ceramica prelevato dalla grandi cave dell'Ucraina, sono inavvicinabili. Un flusso all'anno di circa 1,7 milioni di tonnellate di argilla soprattutto destinate al comprensorio ceramico sassolese, interrotto. Circa il 20% del totale. I porti sono fuori uso e gli armatori dall'inizio del conflitto hanno smesso di avvicinarsi. Il mare e una decina di giorni da, quando questa intervista è stata realizzata, erano già diverse le navi sia russe sia di diverse nazionalità, affondate.

Un enorme problema per l'industria ceramica italiana che ha il cuore a Sassuolo e per chi di questi materiali necessari per la produzione, la rifornisce. Tra i soggetti di maggiore esperienza e di peso nel settore, per il comprensorio di Sassuolo, c'è Andrea Barillaro, titolare della Baan Industrial Raw Material.
Nel suo ufficio di Colombaro ci sono campioni di tutti i materiali che servono alla produzione ceramica: oltre ad argilla e caolino, Feldspato, Sabbie e quarzi, Ossido di cerio, Ossidi coloranti, Corpi macinanti, Ulexite, Talco puro, Carbonati. Materiali che Barillaro individua e importa da cave in tutto il mondo. Accordandosi con i fornitori direttamente per poi organizzare il trasporto via nave fino al porto di Ravenna dove il materiale viene stoccato e poi trasportato su camion via terra fino a Sassuolo. Per farsi una idea, per alimentare il comprensorio sassolese, al porto di Ravenna arrivavano dall'Ucraina due navi da 15.000 tonnellate di argilla la settimana per un totale di 120.000 tonnellate al mese. Materiale molto chiaro, di ottima qualità ed economico. Ora dall'Ucraina il totale è zero. Difficile anche per chi come Barillaro è sul mercato da anni e conosce altre vie del mondo per rifornirsi di materiale, affrontare questa situazione.
Le forniture da altri Paesi, non sono sufficienti per compensare l'assenza di tali quantità, e costano molto di più. Ora si è ritornati al pre anni '90 per l'argilla rifornendosi dalle cave tedesche ma la Germania non ha più la rete logistica di una volta, ovvero prima che il mercato si orientasse verso l'Ucraina, e oggi mancano container e camion, almeno quelli sufficienti per trasferire il materiale richiesto per compensare lo stop dall'Ucraina. Poi c'è la questione prezzi. Alla fonte e per il trasporto. Questi salgono a vista d'occhio. Nella mezz'ora che trascorriamo nel suo ufficio, Barillaro riceve due mail in cui si comunica unilateralmente la variazione al rialzo di alcune materie. Anche del 10%. Ciò che in tempi di pace succedeva ogni tanto ed in maniera concordata a programmata oggi è roba quotidiana, comunicata con un messaggio. Prendere o lasciare. Eppure è l'unica via. Gli stoccaggi di materiale proveniente dall'Ucraina sono ormai esauriti e le prospettive non sono buone. 'Anche se la guerra finisse oggi - ci vorrebbe almeno un anno per ripristinare le forniture. I porti sono distrutti, ci sarebbero intere infrastrutture da ricostruire'. E alla tristezza per la guerra si aggiunge la tristezza nel guardare quelle cartine appese al muro con i vari continenti, dall'Australia all'Europa, colorate sulla base dei materiali che vi si possono trovare, dove l'Ucraina non è più, chissà per quanto tempo, il Paese che fino al 24 febbraio, era.

Gianni Galeotti





Paypal
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.


Redazione La Pressa
Redazione La Pressa

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli.Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, s..   Continua >>


 
 
 
 


Pressa Tube - Articoli Recenti
Modena, screening oncologici: ..
Aderire permette di individuare precocemente lesioni e tumori in stadio iniziale, aumentando..
03 Ottobre 2022 - 13:36
Tesser: 'Vogliamo e possiamo ..
Il mister nel pre-partita di Reggina-Modena: 'Non meritiamo questa classifica. Abbiamo ..
30 Settembre 2022 - 19:21
Torna in Marocco e subaffitta la casa..
Il caso sollevato dalla trasmissione Fuori dal Coro portato in Provincia dal Consigliere FI ..
30 Settembre 2022 - 16:00
Fini Modena compie 110 anni, ma per ..
Grande evento con degustazioni nei pressi dei Navigli dove gli chef hanno preparato e ..
30 Settembre 2022 - 09:48
Pressa Tube - Articoli più letti
Esplodono i contagi: è il fallimento..
Si continua viceversa la caccia al no-vax (il quale per ora continua a non infrangere alcuna..
29 Dicembre 2021 - 12:03
No al green pass, lavoratori uniti: ..
'L'articolo 1 della Costituzione oggi viene superato da un decreto che subordina il diritto ..
01 Ottobre 2021 - 21:13
'Green Pass, traditi da Stato e ..
I lavoratori di CNH senza Green Pass, a cui è negata la mensa, hanno ricevuto la ..
23 Settembre 2021 - 13:17
'Non tornerò al lavoro finchè sarà..
La testimonianza di Maria Sole Lanè, referente del gruppo 'La gente come noi' Emilia ..
24 Marzo 2022 - 12:08