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Carpi, così il sindaco Righi ha usato Reggiani per far fuori la Depietri e la Degl'Innocenti per far fuori Reggiani

Carpi, così il sindaco Righi ha usato Reggiani per far fuori la Depietri e la Degl'Innocenti per far fuori Reggiani

Di troppa strategia a volte si soccombe, soprattutto se gli incastri pensati a tavolino si fondano su alleanze a geometria variabile a seconda delle convenienze


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Di troppa strategia si può anche soccombere, ma per ora, ad essere onesti, le machiavelliche operazioni del sindaco di Carpi, Riccardo Righi, sono andate esattamente come il primo cittadino sperava. Dopo aver chiuso il caso Aimag con la nomina di Valerio Pozzi (in asse con Mirandola più lato Budri che lato Pd) e l'estromissione della Ruggiero, Righi ha chiuso un'altra operazione ai danni dello storico Pd locale.
Facendo leva sulla delusione del segretario cittadino Depietri sul caso Aimag, ha alzato la posta mettendo sul tavolo il nome di Marco Reggiani (da sempre inviso alla Depietri) per il Cdi della Fondazione di Carpi. Ovviamente non lo ha fatto in prima persona, ma ha fatto trapelare la notizia sull'organo di stampa 'amico'. A quel punto la Depietri non ci ha più visto e, in un moto d'orgoglio, ha abbandonato il partito sbattendo la porta, pur con un comunicato formalmente urbano.

Con la Depietri fuori dai giochi, Righi ha potuto così attuare la fase due della sua arzigogolata strategia, degna a onor del vero di ben altre battaglie.
Consapevole di quanto Reggiani avrebbe potuto essere ingombrante all'interno del sistema di potere della Fondazione, Righi prima lo ha fatto rosolare per un mesetto mettendo pressione ai
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Consiglieri della Fondazione, poi nelle ultime ore antecedenti il Consiglio ha lasciato trapelare - sempre nello stesso modo - che il nome dell'ex segretario Dem avrebbe potuto essere non gradito al Cdi e in particolare al grande capo Mario Arturo Ascari. Per chiudere il cerchio, contestualmente, ha presentato una terna con un solo nome femminile, quello di Alice Degl'Innocenti.
A quel punto non gli è rimasto che attendere. Il risultato finale è stato infatti quello sperato: fuori Reggiani, dentro la fedelissima Degl'Innocenti.

E qui torniamo al punto iniziale: di troppa strategia a volte si soccombe, soprattutto se gli incastri pensati a tavolino non sono supportati da un disegno politico complessivo e si fondano su alleanze a geometria variabile a seconda delle convenienze. Reggiani finchè era utile per far fuori la Depietri è stato coccolato dal sindaco, quando il suo compito si è esaurito è stato gentilmente messo alla porta, un trattamente simile a quello riservato alla Ruggiero, utilizzata come ariete per far passare l'operazione Hera, e poi scaricata una volta che la Corte di Conti ha fatto naufragare il progetto.
Ebbene, lasciarsi alle spalle tanti malumori e risentimenti è davvero il modo migliore di vincere? A fuori di abbattere sponde, cosa resta su cui appoggiarsi?
Al di là degli organi di stampa 'amici', si intende. Il Pd - in attesa di scegliere un nuovo segretario - oggi si lecca le ferite, sia sponda Depietri che sponda Reggiani e anche la Federazione provinciale del segretario Massimo Paradisi incassa il colpo, ma la partita è ancora lunga, come è ancora lunga la consigliatura.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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