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Carpi e Mirandola, la farsa degli ospedali complementari

Carpi e Mirandola, la farsa degli ospedali complementari

Al direttore Altini è dato il compito di diffondere illusioni e idee vuote di contenuti, ma abbastanza suggestive da essere credibili


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Ho assistito, da esterno, alla riunione in Unione dei comuni dell’Area Nord con il direttore AUSL Altini, dirigenti territoriali e con l’Assessore regionale Fabi.

Nulla di nuovo rispetto all’incontro di Mirandola di luglio.

Gli ospedali, hub o spoke che siano, sono un luogo per ammalati acuti, ricoverati quando serve, che devono restarvi il minor tempo possibile, per fare poi cure e riabilitazione in strutture diverse o a domicilio.

Medici e paramedici si formano, giorno per giorno, nella complessità e varietà dei casi con una medicina sempre più specialistica, sempre più supportata dalle tecnologie e con l’avvento imminente della AI. Un sistema a rete che individua i nodi (ospedali) e la rete di prevenzione e cura nei servizi territoriali.

Un modello chiaro, salvo che poi la politica non lo realizza perché prevalgono le ambizioni, o le debolezze, dei sindaci e della loro rete di amici.

Il caso Carpi-Mirandola porta a un sola conclusione politica razionale: un ospedale unico e baricentrico, soluzione favorita, anche finanziariamente, dal fatto che l’ospedale di Carpi è irrecuperabile.

Ancora una volta la politica, PD in testa, da Carpi a Modena, alla Regione, compie una scelta scellerata, come già avvenuto per Sassuolo e Baggiovara e per il Policlinico.

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Favorisce questa volta Carpi con un ospedale nuovo ancora una volta vicino alla via Emilia e alla provincia di Reggio, a danno della Bassa modense, con la complicità di Mirandola e dei sindaci dell’Unione.

Una colpa grave che non ha attenuanti. Non è un caso che all’incontro di ieri sera i sindaci non si sono fatti né vedere, né sentire.

Al direttore Altini è dato il compito di diffondere illusioni e idee vuote di contenuti, ma abbastanza suggestive da essere credibili. La parola d’ordine è “Ospedali complementari” che intuitivamente sarebbe: quello che non c’è a Mirandola si trova a Carpi e viceversa e che i cittadini (circa 150mila) di Carpi e Mirandola trovano nei due ospedali tutto quello che serve, almeno nella bassa e media complessità.

Non è vero! Non è vero perché non esiste la complementarietà, Carpi, il nuovo ospedale soprattutto, avrà tutto per la bassa e media complessità. Quel che può fare la differenza è limitato a semplici progetti o percorsi (percorso donna, citologia, importanti ma che non sono complementari a nulla).

Non è vero che i pazienti di Carpi verranno a curarsi all’ospedale di Mirandola, vanno e andranno a Modena più raggiungibile, completo e affidabile, e senza canali e piene stagionali.

Su questo ci possiamo scommettere.

La tendenza per l’ospedale di Mirandola è quella, anche grazie alle donazioni, di diventare un poliambulatorio, speriamo almeno efficiente e qualificato.

Il Pd di Mirandola ha ben evidenziato questa illusione sui fatti, salvo che in Unione di Area Nord si dichiara favorevole al protocollo sottoscritto con Carpi e Paolo Negro chiede 180 posti letto rispetto agli attuali 98 e che l’ospedale di Mirandola sia di “pari livello” rispetto a quello di Carpi. Tutte richieste campate in aria e che non saranno accolte. Quindi? Vorremmo, per il futuro, una sanità più efficiente e meno costosa, l’avremo meno efficiente e più costosa. Complimenti.

Giorgio Siena-Gruppo consigliare Mirandola 50mila

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