'Perché sul tema Aimag tutto tace? A sette mesi dalla bocciatura delle Corti dei Conti del Progetto che Consiglio di Amministrazione, Direzione e Sindaci hanno confezionato nei tre anni di mandato e che avrebbe dovuto far confluire Aimag in Hera, non sono emerse pubblicamente nuove linee di azione per orientare il futuro di Aimag nel pieno rispetto del quadro normativo vigente. Si desidera forse addormentare l’attenzione sul tema per meglio addomesticarlo? L’attuale Consiglio di Amministrazione nominato nel 2023 da 6 sindaci su 21 e 2 soci privati con il mandato implicito nelle delibere di quei comuni di consegnare la gestione dell’azienda a un direttore indicato da Hera e ad amministratori nominati con il concorso determinante della stessa, è ancora in carica nonostante le evidenti responsabilità, le “illegittimità e deviazioni” del Progetto sottolineate dai pareri delle Corti dei Conti'. A intervenire in questi termini è il Comitato Aimag per il Territorio con una conferenza stampa tenutasi questa mattina.
'E’ forse il senso di responsabilità condivisa dagli stessi sindaci che hanno sostenuto il Progetto ad aver inibito le doverose iniziative di rinnovo e rilancio della governance di Aimag?
Risulta difficile comprendere il ritardo col quale si affronta l’approvazione del bilancio di Aimag 2025, l’approvazione del Patto di Sindacato, il rinnovo del Cda arrivato alla scadenza naturale del triennio; stante anche la raccomandazione della Corte dei Conti che sottolinea come l’assenza di un patto di sindacato abbia privato Aimag del requisito di controllo pubblico congiunto della Società. Senza un patto di sindacato sono esposti al rischio di revoca i servizi pubblici attuali (Idrico integrato, raccolta e trasporto, distribuzione gas e teleriscaldamento) e gli eventuali futuri affidamenti. L’approvazione del Patto di Sindacato nei Consigli comunali prima del bilancio è inoltre necessaria per definire la composizione del Cda se si vuole riaffermare la volontà di mantenere saldamente in mano ai Comuni la governance e il controllo pubblico formale e sostanziale dell’assemblea e della Società'.'E' evidente d'altra parte che risulterebbe inopportuna la permanenza nel Cda di un membro di provenienza del socio privato per diversi motivi: per gli affidamenti diretti di servizi pubblici attuali e futuri, i soci privati non possono prendere parte a decisioni attinenti a quegli specifici servizi e non possono percepire utili derivanti dagli stessi servizi. Risulta evidente che, salvo artifici di dubbia trasparenza, è inopportuna la presenza in C.d.A di membri riconducibili a soci privati.
'Auspichiamo che non serpeggino ancora dubbi e ripensamenti sul mantenimento del controllo pubblico sostanziale e formale, che consideriamo non rinunciabile almeno per il futuro più prossimo, tanto più in una situazione nazionale e mondiale che rende difficile fare previsioni a medio/lungo termine sulla tenuta dell’assetto normativo, economico e finanziario. L’ampio schieramento politico che contraddistingue le 21 amministrazioni comunali, nella ricerca di una difficile unanimità, le ha forse compattate su una visione di un futuro utilitaristico, su un pensiero breve che chiude la porta ad un “Pensiero Politico” sul governo dei servizi pubblici essenziali per le collettività locali più attento ai valori e alle aspettative espresse da queste comunità.
'Sentiamo l’esigenza di un confronto aperto e chiarificatore tra soci pubblici e cittadinanza su questioni fondamentali che di fatto orientano le decisioni sul futuro di Aimag: l’azienda non è proprietà dei sindaci e dei consigli comunali, bensì della comunità locale, che li ha delegati pro-tempore e che è giusto possa vedere in controluce le scelte che le amministrazioni si propongono di prendere in ambiti che incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone - chiude il Comitato -. In primo luogo è necessario definire le priorità sulla governance e gestione di servizi pubblici in generale e di quelli essenziali come l’Idrico Integrato e l’Ambiente, inteso non solo come raccolta e trasporto, ma nella sua intera filiera di trattamento-recupero-smaltimento. I patrimoni di competenze, conoscenze, rapporti consolidati con il tessuto economico e sociale del territorio, il patrimonio umano e il patrimonio economico accumulati nel tempo devono essere mantenuti al servizio prioritario di questa comunità o è preferibile conferirli in una struttura societaria di respiro nazionale in grado di promettere un ritorno maggiore in termini di dividendi? I rapporti con il socio privato Hera non sono mai stati chiariti. Il fallimento delle aspettative espresse in occasione della gara per la cessione del 25% delle azioni ordinarie, è imputabile a nostro giudizio alla pretesa costantemente reiterata nel corso degli anni da Hera, di assumere il controllo esclusivo di Aimag. A causa di questo atteggiamento, la partecipazione nel pacchetto azionario di un socio privato, più che una opportunità rappresenta invece un limite allo sviluppo di Aimag come dimostrato dalla bocciatura dell’ultimo Progetto che questo socio ha presentato con l’accondiscendenza di Sindaci, Amministratori e Direzione generale. Ora è giunto il momento di improntare le trattative con Hera in modo meno remissivo e cercando di superare questa sua imposizione anche aprendo ad alternative capaci di suscitare l’interesse e la concorrenza di altre società su partnership più consone agli interessi di Aimag e alla maggior valorizzazione dei propri assets. Riteniamo importante che tutto questo sia portato all’attenzione della comunità, sollecitandone l’interesse piuttosto che sperare che si distragga dimenticando l’argomento'.




