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Sempre più giovani donne modenesi scelgono di lavorare all'estero: 807 in un solo anno

Sempre più giovani donne modenesi scelgono di lavorare all'estero: 807 in un solo anno

Un trend in crescita per le giovani neo-laureate. Le donne che emigrano per lavoro rappresentano quasi la metà delle cancellazioni anagrafiche


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Nel panorama dei dati al femminile che in questi giorni sono declinati in occasione dell'8 marzo, quello che viene fornito dal Servizio statistica della provincia di Modena, è forse il più significativo. Sono 807 le donne modenesi che nel 2024 hanno deciso di emigrare all’estero per lavorare, rappresentando quasi la metà del totale (48,2 per cento) delle cancellazioni anagrafiche del territorio provinciale e confermando un trend in crescita rappresentato soprattutto da giovani neo laureate in materie ad indirizzo umanistico che scelgono autonomamente di intraprendere una carriera lavorativa all'estero, e sempre più indipendenti da quello che fino ad alcuni fa era una variabile del trasferimento: il ricongiungimento familiare.

 

L'analisi dei flussi dei movimenti migratori con l’estero elaborati evidenzia come, a livello nazionale, la percentuale di donne nelle cancellazioni anagrafiche per l’estero dei cittadini italiani nel 2024 rappresenti il 45,7 per cento del totale. Negli ultimi anni la prevalenza maschile nei flussi in uscita si è ridotta, lasciando spazio a una crescente presenza femminile all’interno dell’emigrazione italiana.

 

Per quanto riguarda le prime destinazioni, le cittadine italiane essenzialmente si dirigono verso le stesse mete dei loro conterranei maschi, in primis il Regno Unito, seguito da Germania, Svizzera, Francia, Spagna.
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Al di fuori dell’Europa, e in particolare coloro che partono con una laurea o un titolo di studio più alto, hanno come meta gli Stati Uniti.

 

Appare poi significativo che tra i laureati che si trasferiscono all’estero, le donne rappresentino la maggioranza del flusso. Donne che spesso hanno utilizzato periodi di studio all’estero come “trampolino di lancio” per questa nuova esperienza di vita. La presenza femminile rappresenta la parte più rilevante all’interno del flusso a maggiore qualificazione dell’emigrazione italiana (migrazione skilled e highly skilled) che funge da traino anche per i movimenti a minor qualificazione (si assiste al binomio composto dalla “fuga dei cervelli” con quella che viene definita “fuga delle braccia”)

 

Non si è più in presenza di una emigrazione femminile per ricongiungimento familiare, ma siamo davanti a donne che sono molto spesso le attrici principali della loro migrazione - a volte anche di quella dei loro congiunti - e che emigrano in giovano età o comunque prima di diventare madri. Donne attratte da mercati del lavoro con un minore gender gap, da maggiori prospettive di carriera e da livelli salariali mediamente più elevati di quelli italiani.

 

Nella determinazione della scelta di emigrare incide anche la rapidissima evoluzione del mercato del lavoro in relazione agli sviluppi delle nuove tecnologie - in particolare dell’intelligenza artificiale (IA) - e della differenza sostanziale del suo impatto sull’occupazione femminile (spesso penalizzante in Italia, potenzialmente premiante invece in alcune realtà estere).
Gli scenari occupazionali di medio periodo più recenti prevedono un aumento dell’utilizzo dell’IA in tutti i settori e una maggiore esposizione all’automazione anche delle occupazioni non routinarie, per la crescente automazione di processi cognitivi, di comunicazione e di coordinamento.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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