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Modena, degrado crescente in zone rosse, anche di sangue

Modena, degrado crescente in zone rosse, anche di sangue

Dal Novi Sad all'area Stazione vita sempre più difficile per i residenti. In viale Crispi tratto interrotto e circondato per la presenza di rifiuti, escrementi e macchie ematiche


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L’emergenza legata ai senza fissa dimora, ai tossicodipendenti e agli spacciatori che bivaccano nelle aree urbane, anche in piena notte, sta generando un ulteriore livello di degrado e rendendo di fatto impenetrabili intere zone della città. Le ultime ore hanno riportato all’attenzione il caso di via Ricci: nessun delitto, ma ancora una volta i residenti sono stati svegliati nel cuore della notte da urla e litigi e, al mattino, costretti a uscire dai cortili sul retro perché la situazione davanti ai palazzi era impraticabile.

La fotografia delle scorse ore di via Crispi è diventata il simbolo di questa deriva: un tratto del portico che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita della città, dalla stazione dei treni verso il Museo Ferrari, oltre che essere maggiormente tutelata dal suo essere all'interno del perimetro della cosiddetta zona rossa, è stato transennato per consentire di ripulire pavimenti e muri da sangue, rifiuti ed escrementi lasciati durante la notte. Qui, mesi fa, i residenti erano stati spinti, a spese proprie, a far rimuovere lo scalino in marmo all'uscita del portone principale del palazzo per rendere un po' più scomoda e disincentivare la permanenza dei tossicodipendenti e la creazione di bivacchi.
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I fatti anche di queste ultime ore confermano che non è servito più di tanto. Un contesto tanto più paradossale se si considera che si tratta di una “zona rossa”, così come lo è il parco Novi Sad, dove la tribuna continua a trasformarsi, e con l’arrivo dell’autunno lo farà ancor di più, in un grande dormitorio abusivo e improvvisato. Un altro drop in non ufficiale se consideriamo il contesto di spaccio in cui si inserisce.
Mentre la marginalità cresce, l’amministrazione comunale ribadisce il tema della prevenzione ma interviene quasi esclusivamente sul fronte della riduzione del danno. È già corsa ai ripari ampliando la rete dei centri di accoglienza notturni: il centro per tossicodipendenti a bassa soglia alla Sacca sarà aperto h24 da dicembre. Una scelta che, indirettamente, rappresenta la prima ammissione dell’aumento delle persone che vivono per strada, quelle che ogni giorno vengono segnalate proprio nel quartiere Sacca, nel triangolo compreso tra parco 22 aprile R Nord e stazione dei treni, comprendente anche porta nord che si affaccia direttamente sul Centro di assistenza per tossicodipendenti nel quale come confermato dalle previsioni dell'amministrazione nel corso della riunione di circoscrizione aumenterà di circa il doppio il passaggio e la sosta dellle presenze attuali.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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