Futuro privato per l’Opera Pia Castiglioni, residenza per anziani di Formigine gestita dall’Istituzione dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, che ha deciso di esternalizzare la struttura, ultima rimasta a gestione pubblica nel distretto sassolese. Il sindacato di categoria FP CGIL si pronuncia contrario alla sua privatizzazione, annunciata in sordina dalla stessa Unione con un’operazione che prova a mettere sindacato, lavoratori, ospiti e famiglie davanti al fatto compiuto.
La storica struttura formiginese attualmente ha circa 60 posti letto, divisi su 2 nuclei. Alla Casa Residenza Anziani (CRA), si aggiunge il Nucleo temporaneo demenze ed un Centro Diurno. Il personale occupato all’interno della struttura, tra dipendenti diretti e somministrati, è di circa 50 persone, a cui occorre aggiungere il personale infermieristico e medico dell’AUSL.
La privatizzazione della struttura formiginese priverebbe il Distretto Ceramico dell’ultima realtà a gestione pubblica; il distretto diverrebbe, peraltro, l’unico della Provincia di Modena ad affidare ai privati la totalità delle residenze per anziani. Le conseguenze, soprattutto per quanto riguarda i controlli sulla qualità del servizio e sul livello di professionalità nell’assistenza, rischiano di essere molto serie.
'Tra lavoratrici e lavoratori della struttura, spiega Enrico Abbati, funzionario FP CGIL della zona del Distretto Ceramico, serpeggia innanzitutto la delusione, oltre alle preoccupazioni legate all’incertezza del futuro
personale e della struttura. Delusione per essere state trattate come pacchi: infatti, se il percorso di privatizzazione proseguisse – così come sembra – decine di lavoratrici e lavoratori dovrebbero affrontare percorsi di ricollocazione tra AUSL ed Unione, le quali stanno lavorando ad un accordo di spartizione. Anche l’Ausl di Modena non è esente da responsabilità – continua Abbati – perché con la decisione di ridurre il numero degli infermieri in comando presso la struttura, eliminando la presenza notturna, ha ulteriormente aggravato le difficoltà organizzative. Abbiamo poi appreso che questa riduzione degli infermieri era funzionale a consentire l’inaugurazione dell’OSCO di Maranello, avvenuta qualche giorno fa'.FP CGIL chiede ad Unione a AUSL Modena di bloccare il progetto ed aprire trattative serie, sia con le organizzazioni sindacali confederali, che con le rispettive rappresentanze sindacali unitarie, per valutare tutte le condizioni che consentano il mantenimento della gestione pubblica della struttura. Per giovedì pomeriggio è stata convocata una nuova assemblea sindacale con le lavoratrici e i lavoratori interessati.



