A lanciare l'allarme era stata la madre del ragazzo non vedendolo rientrare. Dal giorno della sua scomparsa, erano dunque partite le ricerche, che hanno visto coinvolte forze dell'ordine, vigili del fuoco, i volontari della protezione civile di Ravarino e altre associazioni.
'In questo momento di immenso dolore, l’Amministrazione Comunale e l’intera Comunità di Ravarino si stringono con profondo affetto alla mamma, al papà, al fratellino, a tutti i familiari e agli amici di Kyrylo. In questi giorni abbiamo provato a stare vicini alla famiglia, mettendo in campo, insieme alle Istituzioni, alle Forze dell’Ordine, ai soccorritori e ai volontari, tutte le energie possibili. Fino all’ultimo abbiamo sperato che le ricerche potessero avere un epilogo diverso - si legge in una nota del Comune di Ravarino -. Il Comune di Ravarino esprime la propria gratitudine alla Prefettura di Modena, per la pronta attivazione, e all’Arma dei Carabinieri, che fin dai primissimi momenti ha coordinato le operazioni ed è stata impegnata nelle indagini e nelle attività di ricerca. Un ringraziamento sentito va al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per l’insostituibile supporto tecnico, logistico, operativo e umano garantito durante tutti questi giorni. La nostra riconoscenza va inoltre all’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile – Ufficio territoriale di Modena e alla Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione Civile di Modena APS, con sede presso il Centro Unificato Provinciale di Protezione Civile di Marzaglia, per il raccordo operativo e il tempestivo coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato'.
'Donne e uomini, squadre specializzate e unità cinofile sono intervenuti senza risparmio di tempo e di energie, operando con competenza, dedizione e grande umanità. A ciascuno di loro va il nostro più grande apprezzamento. Ringraziamo, inoltre, il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Ravarino, la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Sorbara, le associazioni coinvolte, gli operatori e i cittadini che, in forme diverse, hanno collaborato e sostenuto le attività di ricerca. Oggi ogni parola appare insufficiente.



