Opinioni Lettere al Direttore

No, la zona Tempio-Stazione non è sempre stata così. È stata progressivamente abbandonata al degrado

No, la zona Tempio-Stazione non è sempre stata così. È stata progressivamente abbandonata al degrado

La testimonianza di un residente. E' il caso di chiedersi seriamente come siamo arrivati fin qui e se Modena intenda davvero lasciare che una delle sue principali porte di ingresso continui a spegnersi


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Leggo troppo spesso affermazioni secondo cui la zona Tempio-Stazione sarebbe “sempre stata così”. Non è vero. Vivo qui da trent’anni: qui abbiamo cresciuto i nostri figli e costruito la nostra vita. Anni fa abbiamo persino deciso di comprare una casa più grande, perché qui si viveva bene. La Tempio-Stazione, che ricordo, era un quartiere vivo, curato e piacevole. C’erano ristoranti, pizzerie, forno, alimentari, giornalaio, fotografo, lavanderia, parrucchieri, barbieri, la mensa del DLF, i cinema Principe e Sette B.

 

La Chiesa del Tempio era un punto di incontro frequentato da famiglie, bambini e ragazzi. Portavamo tranquillamente i figli ai Giardini Ducali, al Parco XXII Aprile o in centro a prendere un gelato. È falso dire che ciò che vediamo oggi sia semplicemente la prosecuzione di quello che c’era allora. Non era tutto perfetto: prostituzione e spaccio esistevano già. Ma erano fenomeni diversi per dimensione, visibilità e impatto sulla vita quotidiana. Negli ultimi dieci anni il quartiere è cambiato profondamente. Molte attività storiche hanno chiuso o si sono trasferite e il tessuto commerciale si è trasformato: oggi prevalgono attività gestite da stranieri, spesso concentrate nelle stesse categorie merceologiche.
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Insieme a questo sono aumentati degrado, assembramenti, urla, liti, persone in evidente stato di alterazione, furti, danneggiamenti, episodi di violenza, spaccio e consumo di sostanze alla luce del sole.

 

Chi abita qui queste cose non le legge sui giornali: le vede dalla finestra, le vive, le incontra tornando a casa, le sente durante la notte. E allora è difficile accettare che tutto venga liquidato con la solita frase: “La zona Tempio-Stazione è sempre stata così”. No. Aveva i suoi problemi, ma aveva anche famiglie, socialità, commercio e vita di quartiere. Il problema è che in questa parte della città si sono concentrati negli anni problemi sociali sempre maggiori senza sufficienti controlli, integrazione, presidio del territorio e programmazione. Accogliere è una cosa. Abbandonare le persone e, insieme a loro, il quartiere che le accoglie è un’altra.

 

Una politica seria dell’accoglienza dovrebbe significare distribuzione sul territorio, lavoro, formazione, rispetto delle regole e controlli. Non concentrazione, non ghettizzazione, non tolleranza dell’illegalità. Le domande sono semplici: quanti controlli vengono effettuati sugli esercizi commerciali, sulle licenze e sulla vendita di alcolici? Quanti sugli immobili dove vi siano segnalazioni di sovraffollamento? Quanto è costante il contrasto allo spaccio? Quanto sono presenti le istituzioni ogni giorno, e non soltanto dopo l’ennesimo episodio grave? Chi vive qui non chiede privilegi. Chiede normalità.
Chiede di poter rientrare a casa la sera senza paura, attraversare un parco senza dover cambiare strada, lavorare senza sentirsi abbandonato. Chiede che chi rispetta le regole venga tutelato e chi non le rispetta venga controllato, sanzionato e, quando previsto dalla legge, allontanato. Soprattutto chiede che la zona Tempio-Stazione smetta di essere considerata una parte sacrificabile di Modena. Perché il degrado, quando viene ignorato, non resta confinato in una strada: si allarga, una via dopo l’altra, un quartiere dopo l’altro. Per questo continuo a ripeterlo: No, la zona Tempio-Stazione non è sempre stata così. È stata progressivamente abbandonata al degrado. Lo sappiamo noi che qui abbiamo vissuto per decenni. E prima di rassegnarsi all’idea che tutto questo sia normale o inevitabile, sarebbe il caso di chiedersi seriamente come siamo arrivati fin qui e se Modena intenda davvero lasciare che una delle sue principali porte d’ingresso continui lentamente a spegnersi.

 

Un residente della zona Tempio-Stazione
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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