'Al mio segnale scatenate l'inferno' non solo è una delle frasi che identificano il film, ma è anche un'espressione entrata nel lessico comune.
Il film ha avuto un successo clamoroso, riaprendo la strada ai film storici ambientati nell'antichità e stimolalando l'interesse dei giovani per la storia antica.
Il Gladiatore narra la storia di Massimo Meridio, un generale valoroso che, dopo aver sconfitto i Germani, viene scelto da Marco Aurelio come successore, invece del figlio Commodo. Commodo uccide il padre, si proclama imperatore e ordina l'uccisione di Massimo e della sua famiglia. Massimo sfugge all'esecuzione ma non alla morte dei suoi cari.
Venduto come schiavo, diviene un temuto gladiatore conquistando il favore del popolo romano. Tornato a Roma, Massimo affronta Commodo nell'arena del Colosseo; uccide l'imperatore corrotto, morendo a sua volta per le ferite, per ricongiungersi con la sua famiglia.
Il Gladiatore insegna l'importanza del sacrificio, evidenziando come la forza interiore e l'integrità morale possono prevalere sulla corruzione e la morte. Attraverso il personaggio di Massimo Meridio, il film celebra il coraggio, la lealtà e la capacità di lasciare un'eredita' duratura attraverso le proprie azioni. Massimo rimane saldo di fronte al destino, sopportando sofferenze esterne (la perdita della famiglia, la schiavitù) senza perdere la sua dignità.
Il valore di una persona risiede nella coerenza tra ciò che pensa, dice e fa, mantenendo i propri ideali anche nelle situazioni più difficili. Il film è una lotta per la giustizia contro il potere dispotico, dimostrando che la vera leadership si basa sul servizio e non sul dominio.
La motivazione di Massimo non è solo la vendetta, ma l'amore per la famiglia e il desiderio di realizzare il sogno di un'altra Roma, sacrificando se stesso per un bene comune.



