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Ma il petrolio russo non finanziava la guerra?

Ma il petrolio russo non finanziava la guerra?

Così Washington ha ottenuto un risultato straordinario: ha contribuito a separare l'Europa dalla Russia


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Per anni hanno insistito con la morale, i valori occidentali, le sanzioni e la necessità di strangolare economicamente la Russia e chiunque osasse dubitare della strategia veniva arruolato d'ufficio nell'esercito dei traditori, dei putiniani e delle spie del Cremlino! Poi arriva Donald Trump, telefona a Putin e si mette d'accordo per comprare milioni di tonnellate di gasolio russo...come? Ehi, scusate, ma il petrolio russo non finanziava la guerra? Le sanzioni non dovevano mettere in ginocchio Mosca? E soprattutto: non eravamo noi quelli che dovevano fare sacrifici per difendere la libertà? Be', evidentemente, la libertà americana costa meno di quella europea, e così Washington ha ottenuto un risultato straordinario: ha contribuito a separare l'Europa dalla Russia, ha rafforzato la propria posizione nel mercato energetico europeo e adesso tratta con Mosca quando le conviene.

Ecco, signori miei, non è necessario credere a ogni teoria del complotto per riconoscere una contraddizione grande come una petroliera, mentre noi continuiamo a pagare carburanti cari, a subire le conseguenze di una politica energetica piena di vincoli e a sentirci spiegare che non esistono alternative, sic! Alternative per chi, esattamente?

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No, perché se gli amerikani-con-la-kappa possono comprare gasolio russo quando fa comodo ai loro interessi, mentre gli europei devono continuare a rinunciarvi anche quando ne pagano il prezzo, allora qualcuno dovrebbe avere il coraggio di spiegarci quale sarebbe il vantaggio di questa geniale strategia, o no?

Non serve proclamare Putin vincitore della guerra per constatare che la Russia non è stata economicamente strangolata e non serve dipingere Trump come un genio della diplomazia per vedere che gli Usa che perseguono i propri interessi senza chiedere il permesso a Bruxelles: o sbaglio? Epperò il vero capolavoro, lasciatemelo dire, è tutto europeo: i nostri 'governanti' hanno scambiato la fedeltà atlantica per l'obbligo di obbedienza. Insomma la sensazione è che mi hanno confuso la solidarietà con l'autolesionismo e la fermezza con l'incapacità di cambiare strada. Francamente adesso mi piacerebbe sapere se almeno provano un po' d'imbarazzo, nel vedere Trump con una bandiera bianca legata al buffo ciuffo in ginocchio davanti a Putin, mentre dietro a Trump la vecchia Europa, anche lei con le pezze al culo, gattona implorando: 'Anch'io! Anch'io!', ma l'AmerKca la tiene a distanza con un piede. È satira, certo, ma il problema che denuncia non è inventato: quando gli interessi americani e quelli europei divergono, chi difende quelli europei?

La morale è semplice: quando compri tu, sei un complice di Putin; quando compra l'America, sei un partner strategico, be' allora basta con le prediche: non vogliamo un'Europa filorussa e non vogliamo un'Europa antiamericana, ma vogliamo un'Europa che non sia la serva di nessuno. Perché un alleato può essere potente, generoso e indispensabile, ma quando ti tratta come un suddito, continuare a chiamarlo padrone di casa, non è più diplomazia: è il peggior servilismo, dove il conto, come sempre, lo paghiamo noi.

Paride Puglia

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Sono venuto al mondo con un grave handicap che mi contrassegnerà per tutta la vita: sono un reggiano e a causa di questo la materia grigia continua inesorabilmente a depositarsi negli angoli. N...   

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