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Modena, tre mesi dopo l'attentato del 16 maggio

Modena, tre mesi dopo l'attentato del 16 maggio
Modena, tre mesi dopo l'attentato del 16 maggio

La posizione di Salim El Koudri, complicata dopo la morte di Monica Esposito. C'è attesa per la conclusione e l'esito della perizia psichiatrica prevista per settembre

La posizione di Salim El Koudri, complicata dopo la morte di Monica Esposito. C'è attesa per la conclusione e l'esito della perizia psichiatrica prevista per settembre


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Il 16 maggio 2026, un sabato pomeriggio di sole, il centro storico di Modena è stato teatro di un episodio che ha sconvolto l'Italia intera. Salim El Koudri, 31enne italiano di origini marocchine residente a Ravarino, nel Modenese, ha lanciato la propria Citroën C3 a forte velocità contro i pedoni lungo via Emilia e in largo Porta Bologna, travolgendo sette persone. Sceso dall'auto, ha tentato di colpire con un coltello da cucina chi si trovava nei paraggi, prima di essere bloccato da alcuni cittadini intervenuti nonostante il rischio, tra cui Luca Signorelli, poi indicato dal governo come candidato alla Medaglia al Valor Civile. Il bilancio immediato fu di otto feriti, quattro dei quali in condizioni gravi; due donne, una turista polacca e una tedesca, subirono l'amputazione degli arti inferiori.

Il 22 luglio, ad oltre due mesi dai fatti, è morta Monica Esposito, 55 anni, la vittima più grave, ricoverata prima in terapia intensiva all'Ospedale Maggiore di Bologna e poi trasferita a Baggiovara. La donna, che si trovava sul marciapiede con il marito Angelo, non si è mai ripresa dopo oltre sessanta giorni di ricovero; la famiglia ha autorizzato la donazione degli organi.
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La sua morte ha aggravato la posizione processuale di El Koudri: l'accusa di strage, già contestata, si arricchisce ora dell'aggravante di omicidio, che espone l'indagato al rischio dell'ergastolo.

Nel video il servizio video a pochi giorni dai fatti


Fin dai primi giorni, l'indagine si è concentrata sul profilo psichiatrico di El Koudri, laureato in economia, disoccupato, seguito tra il 2022 e il 2024 dal Centro di salute mentale di Castelfranco per un grave disturbo schizoide della personalità, poi uscito dai radar sanitari. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva parlato fin da subito di una componente psichiatrica 'storicamente molto evidente', pur sottolineando la gravità del gesto.
A fine maggio la Procura di Modena, ha chiesto una perizia psichiatrica nelle forme dell'incidente probatorio, richiesta accolta con favore anche dalla difesa dell'imputato, affidata all'avvocato Fausto Gianelli. La Gip ha affidato l'incarico a un pool di cinque esperti nominati da tribunale, procura, difesa e parti civili, con l'obiettivo di cristallizzare l'esito prima del dibattimento, viste le possibili evoluzioni del quadro psicopatologico dell'indagato. Gli accertamenti sono entrati nel vivo a metà luglio, con i primi colloqui in carcere, dopo l'esame della documentazione clinica pregressa.
Al momento la perizia non risulta ancora conclusa: gli esperti dovranno incontrare nuovamente El Koudri prima di depositare le proprie conclusioni, che saranno decisive per l'impianto dell'accusa e per l'eventuale processo.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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