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Modena, Orazio Vecchi e Antonio Tonelli: due musicisti che non meritavano di essere adombrati

Modena, Orazio Vecchi e Antonio Tonelli: due musicisti che non meritavano di essere adombrati

Il nome Vecchi-Tonelli non era soltanto una denominazione: era una memoria storica, un legame con il territorio e un riconoscimento alle nostre radici


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Come credo molti concittadini, ho saputo solo oggi che il 'nostro' Conservatorio dal 12 ottobre 2026, che è il giorno del genetlaco di Luciano Pavarotti ha cambiato la sua intitolazione da 'Conservatorio Vecchi Tonelli' a 'Conservatorio Luciano Pavarotti', in evidente ulteriore omaggio al grandissimo tenore modenese.

Ulteriore perché a Pavarotti é già intitolato il nostro Teatro Comunale, che, nel suo fianco sinistro, ospita anche una sua statua bronzea.

Forse, motivato dal mio 'amore' per alcuni repertori, e forse anche a causa di nostalgici ricordi, che mi hanno riportato alla mente le mie antiche frequentazioni di quella scuola, quando ancora era un Liceo Musicale del Comune di Modena, confesso che la cosa mi ha sorpreso e stupito, ma non positivamente... e tuttora non riesco a 'farmene una ragione'.

In primo luogo perchè è mia opinione che al nostro 'Lucianone' (uso un termine a lui non certo sgradito) la nostra città abbia già riservato il dovuto omaggio e abbia in mille occasioni manifestato la sua gratitudine.

Ma in secondo luogo, e più significativamente, perchè penso che questo omaggio a Pavarotti potrà mettere in 'ombra' gli altri due insigni musicisti, Orazio Vecchi, modenese, e Antonio Tonelli, carpigiano, cui precedentemente era stato intitolato a seguito dell'accorpamento dei Licei modenese

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e carpigiano.

Vecchi e Tonelli, musicisti già oggi molto colpevolmente trascurati.

 

Di questa scelta, quindi,non riesco a comprendere le ragioni e, ancor prima, della opportunità e necessità di farla.

Cercando perlomeno di 'rincorrere'… con parecchie difficoltà… Le tappe dell'iter decisionale di questa scelta, per quanto mi é stato possibile accertare, ho verificato che l'idea iniziale (9 settembre 2024) è stata del direttore Giuseppe Franco Modugno e successivamente (novembre 2025) degli Organi collegiali del Conservatorio, Consiglio Accademico e Consiglio d'Amministrazione. Poi (giugno 2026) il Ministero dell'Università e della Ricerca ha completato l'iter autorizzativo.


L'Amministrazione comunale di Modena è stata informata della proposta 'solo' a fine luglio 2026 e nel verbale del Consiglio d'Amministrazione del Conservatorio (16 settembre 2025) è riportato che le Amministrazioni comunali di Modena e di Carpi, in quella stessa occasione, avevano manifestato delle 'perplessità’ e contemporaneamente avevano fatto richiesta di un confronto prima della decisione definitiva. Incontro del quale, però, non sono riuscito a trovare traccia.


Appreso l'iter, non mi resta che l'amarezza, forse un pó mitigata dalla speranza che resti a tutti noi la memoria di Orazio Vecchi, che fu uno dei maggiori madrigalisti del tardo Rinascimento, un innovatore della rappresentazione musicale con la sua commedia polifonica più nota, 'L'Amfiparnaso', compositore di musica sacra e profana,

con la vivacità ed ironia delle sue canzonette e mottetti… Cosi come per Antonio Tonelli, virtuoso violoncellista ed organista, compositore avviato al barocco, di musica sacra e profana nonchè di un 'Trattato di Musica' con le sue riflessioni sulla composizione, sulla danza e sull’insegnamento della musica.


Dopodiché, sfogliata questa pagina, da ultimo, la mia solita chiosa polemica: mi si lasci insistere che non si tratta di essere contrari a Pavarotti, artista di valore mondiale, ma di chiedersi perché per onorare un grande musicista si debba necessariamente cancellare o sacrificare una denominazione che custodisce una storia locale importante. Si può rendere omaggio a un grande artista senza dimenticare chi ha costruito la storia musicale del nostro territorio.

Il nome Vecchi-Tonelli non era soltanto una denominazione: era una memoria storica, un legame con il territorio e un riconoscimento alle radici della nostra tradizione musicale.


Giovanni Finali

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