Ci si chiede se la Direzione generale dell’AUSL, guidata da Mattia Altini, insieme alla Direzione dell’AOU, stia lavorando anche a una strategia comunicativa per rendere accettabile questa decisione ai modenesi.
Ma una domanda è inevitabile: esistono davvero parole capaci di rendere accettabile ai cittadini la perdita di un servizio sanitario essenziale?
Come spiegare ai modenesi che il loro ospedale verrà depotenziato?
Non basta un po’ di zucchero per far scendere la pillola. I cittadini vogliono capire perché intere strutture realizzate da poco, come i padiglioni costruiti durante la pandemia, sembrerebbero restare inutilizzate e perché altre strutture imponenti, come il complesso del Materno Infantile, siano ancora interessate da lavori che si protraggono da anni, mentre contemporaneamente si programma la realizzazione di nuovi reparti a Baggiovara, con investimenti che ammonterebbero ad almeno 300 milioni di euro.
Sono domande legittime, alle quali servono risposte chiare: quali strutture sono effettivamente utilizzate? Quali sono i costi delle opere già realizzate e di quelle ancora in programma? E soprattutto, sono state valutate tutte le alternative possibili prima di procedere con una riorganizzazione che rischia di ridimensionare il ruolo del Policlinico?
E poi ci sono i cittadini della provincia, ad esempio quelli di Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario sul Panaro, che si domandano che cosa accadrà quando avranno bisogno di assistenza urgente. Quanto tempo in più dovranno impiegare per raggiungere il Pronto Soccorso di Baggiovara? Quali garanzie verranno offerte loro affinché la distanza non si traduca in maggiori difficoltà nell'accesso alle cure?
I cittadini non hanno bisogno che venga resa digeribile una decisione già presa. Hanno bisogno di essere informati, ascoltati e coinvolti prima che decisioni così importanti diventino irreversibili.
Hanno il diritto di sapere se siano state valutate tutte le alternative possibili e se le risorse pubbliche vengano impiegate nel modo più razionale per garantire servizi sanitari efficienti, sicuri e accessibili.
Il timore è che, ancora una volta, dopo qualche protesta, prevalga la rassegnazione. La stessa rassegnazione che rischia di far accettare come inevitabile il progressivo peggioramento della qualità della vita e il degrado crescente delle nostre città.
Lodovica Boni - Lega Modena
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