'Dobbiamo chiudere o ridimensionare il Policlinico di via del Pozzo a Modena? Lo dicano esplicitamente. Il Pronto Soccorso del Policlinico è un doppione? Lo dicano. E se non lo è lo lasciamo lì senza un vero ospedale? Quali sono i primari e quali sono le équipe in più?' A mettere per la prima volta queste domande nero su bianco 10 giorni fa era stato il presidente della Commissione regionale Sanità, Giancarlo Muzzarelli. Domande rivolte esplicitamente anche al Pd e alla maggioranza che - dopo quasi due settimane - non hanno trovato risposta da nessuno: nè dalla politica nè tantomento da Ausl e Aou.
Domande che in realtà svelano il piano al quale da mesi la direzione Ausl guidata da Mattia Altini, di concerto con quella Aou guidata da Luca Baldino, stanno lavorando. Un piano sul quale nessuno al momento vuole esporsi e sul quale regna la censura del silenzio (del resto tra i dirigenti ospedalieri, dopo la figuraccia della retromarcia dei sei primari chi ha oggi il coraggio di esporsi nuovamente con nome e cognome?), ma che troverebbe anche il consenso anche della Ctss presieduta dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
Molti dei primari ospedalieri ne sono già stati informati con
riunioni e incontri e ora si starebbe elaborando la 'strategia comunicativa' migliore per dare la notizia choc ai modenesi: il progetto nel medio periodo delle due aziende sanitarie è infatti quello di arrivare a un progressivo superamento del 'vecchio' Policlinico per accentrare reparti e Pronto soccorso a Baggiovara.Due le tesi che aiuterebbero - secondo le ottimistiche previsioni di Altini - a far digerire ai cittadini questo 'smantellamento'. La prima è l'idea che per una città sotto ai 200mila abitanti due hub ospedalieri paritetici sono troppi e rappresentano una anomalia nazionale. La seconda è che con l'accentramento a Baggiovara si creerebbero due poli a elevata 'specializzazione' che, tradotto, significa un ospedale vero a Baggiovara e una serie di poliambulatori legati ad alcuni reparti specifici (Materno infantile e Oncologia su tutti) al Policlicnico.
La tempistica al momento è vaga, ma il piano si svilupperebbe in due fasi: quella strettamente 'edilizia' e quella 'organizzativo-sanitaria'. A livello edilizio occorre mettere in campo un maxi investimento (l'ordine di grandezza supererebbe i 300 milioni di euro) per potenziare la struttura di Baggiovara, arrivando quasi a raddoppiarla con una parte delle risorse che si libererebbero nel lungo periodo dallo stop ai continui e massici interventi manutentivi al Policlinico.
Ancor più delicata la fase organizzativo-sanitaria.
Giuseppe Leonelli


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