«I confini amministrativi devono servire a organizzare i servizi, non a dividerli». Riccardo Righi, sindaco di Carpi, lo scrive dopo il seminario sulla sanità di Palagano. Per capirlo bisogna partire dal suo vero obiettivo: la presidenza della Provincia.
La successione a Fabio Braglia si apre a inizio 2027: 11.000 euro al mese per quattro anni. I voti di Carpi non bastano: servono quelli ponderati degli amministratori PD della provincia, soprattutto di Modena.
Righi ha capito che in questa strana fase il consenso non è politico ma personale. Con il Pd modenese spaccato tra Massimo Mezzetti e Gian Carlo Muzzarelli non basta il partito: occorre accordarsi con chi porta voti, relazioni e pezzi di quel partito.
Serve Massimo Paradisi, segretario provinciale, che ambiva a quella poltrona già nel 2022 - e che cederà il passo anche questa volta. Servono Federica Venturelli e Diego Lenzini: la prima guarda al Parlamento, il secondo alla giunta. La staffetta passa da Mezzetti e dalla libertà di riorganizzazione - non solo della sanità. A Righi servono le crocette di Modena oggi, alla Venturelli quelle di Carpi alle politiche, Lenzini è al traino.
E proprio con Lenzini un terreno comune è già stato trovato: Aimag.
La nomina di Valerio Pozzi - gradito al vannacciano Guglielmo Golinelli - ha avuto grazie a lui la copertura del Pd provinciale, scavalcando Daniela Depietri - che difendeva Paola Ruggiero e poi si è dimessa.Serve Mezzetti, che Righi dà per scontato: in fondo non sono due sindaci esterni e insofferenti al Pd? E servono soprattutto i poteri forti, che hanno bisogno di una Provincia allineata sulle grandi partite. La sanità è la più evidente. Il modello Altini è lo stesso a Modena e nell'Area Nord: concentrare funzioni in un ospedale e ridimensionarne un altro in nome dell'efficienza e dei costi. Baggiovara a scapito del Policlinico, Carpi a scapito di Mirandola. Con Vignola e Pavullo che osservano con sospetto - e esperienze negative - le riorganizzazioni. Righi rivendica l'asse Carpi-Mirandola usando gli stessi concetti di Altini. Altini che ha già dimostrato che può mobilitare mezzo Pd o più.
Con Hera Righi ha già fatto quanto gli chiedevano i poteri forti. Ha sostenuto il passaggio del controllo di Aimag anche scontrandosi con comitati, amministratori, pezzi delle sue liste e del Pd. Ha forzato la mano sugli aspetti di legittimità fino a schiantarsi contro la Corte dei conti.
In Aimag intanto Morena Diazzi, vicepresidente sulla carta, sta esercitando di fatto il ruolo politico di presidente - anche accompagnando Righi in Cina - preparandosi evidentemente per entrare nel Cda di Hera dopo il concambio. Dopo la frattura con Venturelli e Lenzini, basterà solo questo per tenere vicino l'altro pezzo di Pd, quello di Muzzarelli?
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