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Così lo svuotamento del Policlinico di Modena pensato da Mezzetti e Altini anticipa il Ddl 1825 del Governo Meloni

Così lo svuotamento del Policlinico di Modena pensato da Mezzetti e Altini anticipa il Ddl 1825 del Governo Meloni

Dalla concentrazione delle alte specialità a Baggiovara al ridimensionamento del Policlinico: le analogie con la riforma nazionale della sanità pensate dal governo di destra sono numerose


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L'ipotesi illustrata dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti sullo svuotamento del Policlinico della città (la sua idea prevede la creazione di alloggi nelle aree lasciate libere) e sulla concentrazione a Baggiovara delle attività di alta complessità, ha davvero molte somiglianze con il Ddl 1825 presentato in Senato a marzo di quest'anno dal Governo di Giorgia Meloni.
L'ipotesi di trasformare progressivamente il Policlinico in una struttura dedicata prevalentemente alle prestazioni di bassa e media complessità - un ospedale quindi con funzioni compleatemente diverse da quelle attuali -, pare in qualche modo sovrapporsi a quella ipotizzata dal Governo a traino Fdi.
Uno scenario che spiegherebbe - peraltro - l'ostinato silenzio sul tema del senatore meloniano Michele Barcaiuolo, a dispetto dei meno 'romano-centrici' e più liberi, consiglieri locali.

Il disegno di legge delega il Governo a riorganizzare l'assistenza ospedaliera attraverso una nuova classificazione delle strutture. Tra le categorie previste compaiono ospedali di primo, secondo e terzo livello, oltre agli ospedali elettivi, privi di pronto soccorso. Non è forse questa la logica che sembra emergere anche dall'ipotesi modenese, con Baggiovara destinato a diventare il polo delle specialità più complesse e il Policlinico progressivamente orientato verso prestazioni meno complesse?
C'è poi il tema delle strutture complesse.
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L'articolo 2 del Ddl prevede una revisione del loro dimensionamento, anche in relazione ai bacini di utenza. La relazione tecnica contempla una redistribuzione territoriale delle strutture. È difficile non chiedersi quali conseguenze potrebbe avere un simile criterio sul Policlinico, se la concentrazione delle specialità a Baggiovara comportasse anche il trasferimento o il ridimensionamento di reparti e unità operative.

Un altro punto di contatto riguarda la differenziazione delle funzioni ospedaliere: da una parte i grandi centri di eccellenza, dall'altra le strutture destinate a rispondere ai bisogni assistenziali meno complessi. È una logica presente nella riforma nazionale e riconoscibile anche nell'ipotesi avanzata per Modena.
Naturalmente non ci sono al momento prove per sostenere che il progetto modenese discenda dal Ddl e non esiste, allo stato, una prova che il Dg Ausl Mattia Altini, da sempre vicino a CL, abbia partecipato alla sua elaborazione. Il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria è tuttavia tra i protagonisti del percorso di riorganizzazione modenese, insieme ai gruppi di lavoro che stanno ridisegnando l'organizzazione sanitaria provinciale e - come spiegato dall'ex consigliere di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi - la sua figura è difesa dai vertici del partito di Tajani.

Allora la questione è dirimente: la trasformazione del Policlinico in un ospedale prevalentemente di bassa e media complessità, con la concentrazione delle eccellenze a Baggiovara, è soltanto una scelta organizzativa locale oppure rappresenta l'applicazione anticipata di una visione più generale della sanità italiana?
Il cosiddetto 'laboratorio' della sanità del futuro citato dallo stesso Mezzetti? Una sanità che, dietro alla riorganizzazione, punta a risparmiare e tagliare la spesa, obiettivo che - per estrema beffa - viene perseguito da un governo di destra, usando come 'cavia' un territorio da sempre di sinistra.
Con queste premesse, quali reparti, quali professionalità e quale autonomia ospedaliera resteranno al Policlinico una volta completata la riorganizzazione? Sono domande alle quali cittadini, professionisti sanitari e istituzioni hanno diritto di ricevere risposte, senza ricorrere a convegni con sponsor privati a Palagano.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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