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Modena, addio Policlinico? A Baggiovara un grande piano edilizio e il Pronto soccorso di via Campi chiuso o ridotto a Cau

Modena, addio Policlinico? A Baggiovara un grande piano edilizio e il Pronto soccorso di via Campi chiuso o ridotto a Cau

Senza coinvolgere i medici, senza coinvolgere i sindacati e senza nemmeno coinvolgere i sindaci in Ctss, come dimostra l'uscita del sindaco Gargano


3 minuti di lettura

Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti nel confermare oggi la dismissione del Policlinico di Modena per effettuare un maxi trasloco a Baggiovara dove verrà realizzato un ospedale bis da 550 milioni, ha garantito che in via Campi resterà il Pronto soccorso. Una dichiarazione di principio che sembra smentire quanto affermato da La Pressa ieri (alla quale il direttore Aou ha reagito con un 'no comment'), ma è evidente che non è così.
Perchè se nella struttura ospedaliera attuale in centro resterà solo l'area materno-infantile e la bassa complessità, un Pronto soccorso come potrà rispondere alle esigenze di quella fetta di cittadini che ricorrono al Ps per una emergenza? Se si è colpiti da un infarto, se si ha subito un grande trauma una struttura senza reparti che tipo di risposte può dare? Ovviamente nessuna. E questo lo può confermare qualsiasi medico, soprattutto considerando i tempi necessari nelle ore di punta per trasferirsi dal Policlinico a Baggiovara.
Ecco allora che - anche ammettendo che non si vada verso una chiusura totale, ipotesi che fonti accreditate de La Pressa continuano a smentire - il Pronto soccorso del Policlinico, se dovesse andare in porto il piano di Mezzetti e dei Dg Altini e Baldino col
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placet della Regione, sarà trasformato in una sorta di Cau in grado di rispondere solo alle richieste di bassa e media intensità.
Insomma: il Pronto soccorso del Policlinico sparirà totalmente o sarà ridimensionato a Cau. Se davvero la strategia annunciata dal primo cittadino si materializzerà ci sono 10 anni per scoprire quale delle due ipotesi sarà vera.

 

Un piano tenuto segreto per mesi e lanciato all'ultimo momento - per tentare di governare la notizia data dal nostro quotidiano - senza coinvolgere i medici, senza coinvolgere i sindacati e senza nemmeno coinvolgere i sindaci in Ctss, come dimostra l'uscita all'oscuro di tutto di ieri del sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano, primo cittadino della quarta città della provincia per numero di abitanti. Sono felici i primi cittadini di non essere stati informati? Alla faccia della trasparenza, della condivisione, del metodo partecipativo: una partecipazione a posteriori, a cosa fatte, con una intervista fiume su un unico quotidiano. La più grande scelta sul futuro della sanità modenese annunciata così, come una ruota panoramica qualunque. E allora, a cosa serve la Conferenza socio-sanitaria della quale Mezzetti è presidente? Di cosa si è parlato in questi mesi? Di aria fritta?
Mezzetti ha annunciato la necessità di arrivare a un nuovo Pal (Piano attuativo locale): i suoi colleghi sindaci d'accordo?

 

Un piano senza numeri e senza dettagli, ma con il solo slogan di un maxi ospedale a Baggiovara. Sì, perchè l'unico numero vero che Mezzetti ha dato è quello della spesa: 550 milioni di euro per duplicare l'ospedale di Baggiovara. Un investimento in edilizia mastodontico. Clamoroso, che inevitabilmente e comprensibilimente, ci mancherebbe, attrae appetiti enormi da parte delle aziende edili. E se il progetto di ridefinizione della sanità, il nuovo Pal, parte con queste promesse c'è di che preoccuparsi.
Un dato è certo, Mezzetti sorprendentemente (anche per noi che da settimane abbiamo scritto di questo progetto attribuendolo al Dg Mattia Altini e ospitando interventi critici di medici e sanitari) ha deciso, salvo ripensamenti, di passare alla storia per il sindaco che ha tolto al centro di Modena il suo ospedale: inutile dire che Baggiovara è ben più vicino al centro di Formigine rispetto alla Ghirlandina. Le motivazioni di questa decisione sfuggono alla comprensione. Ma è così, questo si vuole fare: dopo anni di investimenti in via del Pozzo e mettendo mezzo miliardo in una struttura nuova, mentre la sanità piange l'assenza di medici e personale.
Ora sta ai modenesi accettare o meno questo incomprensibile disegno.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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