Perchè se nella struttura ospedaliera attuale in centro resterà solo l'area materno-infantile e la bassa complessità, un Pronto soccorso come potrà rispondere alle esigenze di quella fetta di cittadini che ricorrono al Ps per una emergenza? Se si è colpiti da un infarto, se si ha subito un grande trauma una struttura senza reparti che tipo di risposte può dare? Ovviamente nessuna. E questo lo può confermare qualsiasi medico, soprattutto considerando i tempi necessari nelle ore di punta per trasferirsi dal Policlinico a Baggiovara.
Ecco allora che - anche ammettendo che non si vada verso una chiusura totale, ipotesi che fonti accreditate de La Pressa continuano a smentire - il Pronto soccorso del Policlinico, se dovesse andare in porto il piano di Mezzetti e dei Dg Altini e Baldino col placet della Regione, sarà trasformato in una sorta di Cau in grado di rispondere solo alle richieste di bassa e media intensità.
Insomma: il Pronto soccorso del Policlinico sparirà totalmente o sarà ridimensionato a Cau. Se davvero la strategia annunciata dal primo cittadino si materializzerà ci sono 10 anni per scoprire quale delle due ipotesi sarà vera.
Un piano tenuto segreto per mesi e lanciato all'ultimo momento - per tentare di governare la notizia data dal nostro quotidiano - senza coinvolgere i medici, senza coinvolgere i sindacati e senza nemmeno coinvolgere i sindaci in Ctss, come dimostra l'uscita all'oscuro di tutto di ieri del sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano, primo cittadino della quarta città della provincia per numero di abitanti. Sono felici i primi cittadini di non essere stati informati? Alla faccia della trasparenza, della condivisione, del metodo partecipativo: una partecipazione a posteriori, a cosa fatte, con una intervista fiume su un unico quotidiano. La più grande scelta sul futuro della sanità modenese annunciata così, come una ruota panoramica qualunque. E allora, a cosa serve la Conferenza socio-sanitaria della quale Mezzetti è presidente? Di cosa si è parlato in questi mesi? Di aria fritta?
Un piano senza numeri e senza dettagli, ma con il solo slogan di un maxi ospedale a Baggiovara. Sì, perchè l'unico numero vero che Mezzetti ha dato è quello della spesa: 550 milioni di euro per duplicare l'ospedale di Baggiovara. Un investimento in edilizia mastodontico. Clamoroso, che inevitabilmente e comprensibilimente, ci mancherebbe, attrae appetiti enormi da parte delle aziende edili. E se il progetto di ridefinizione della sanità, il nuovo Pal, parte con queste promesse c'è di che preoccuparsi.
Un dato è certo, Mezzetti sorprendentemente (anche per noi che da settimane abbiamo scritto di questo progetto attribuendolo al Dg Mattia Altini e ospitando interventi critici di medici e sanitari) ha deciso, salvo ripensamenti, di passare alla storia per il sindaco che ha tolto al centro di Modena il suo ospedale: inutile dire che Baggiovara è ben più vicino al centro di Formigine rispetto alla Ghirlandina. Le motivazioni di questa decisione sfuggono alla comprensione. Ma è così, questo si vuole fare: dopo anni di investimenti in via del Pozzo e mettendo mezzo miliardo in una struttura nuova, mentre la sanità piange l'assenza di medici e personale.
Giuseppe Leonelli
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